Trattato di Brömsebro

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Il trattato di Brömsebro. In giallo, i territori ceduti alla Svezia dalla Danimarca-Norvegia in modo definitivo; in rosso, i territori ceduti per un periodo di 30 anni

Il Trattato di Brömsebro (conosciuto anche col nome di Pace di Brömsebro) venne firmato il 13 agosto 1645 tra la Svezia e la Danimarca-Norvegia per porre fine alla guerra di Torstenson, un conflitto locale scoppiato nel 1643 e che fa parte della più ampia guerra dei trent'anni. I negoziati fra le due nazioni iniziarono nel febbraio dello stesso anno nel villaggio di Brömsebro, sul confine fra le province di Småland e di Blekinge. La forza militare svedese costrinse la Danimarca ad arrendersi alle richieste della Svezia, cedendo le province, allora norvegesi, di Jämtland, Härjedalen e Idre & Särna, oltre che le isole di Gotland e Saaremaa (allora chiamata Ösel), situate nel Mar Baltico.

La Danimarca fu anche costretta a togliere le tasse che faceva pagare alle navi straniere che volevano entrare e uscire dal Mar Baltico, passando nelle sue acque territoriali. A garanzia di questo accordo, la Svezia ricevette la provincia di Halland per un periodo di 30 anni.

Nel 1658 venne firmato il Trattato di Roskilde, che inaspriva ulteriormente i termini patteggiati con il Trattato di Brömsebro.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • History of the Norwegian People, Knut Gjerset, The MacMillan Company, 1915, Volume I
  • Nordens Historie, Hiels Bache, Forslagsbureauet i Kjøbenhavn, 1884.
  • The Struggle for Supremacy in the Baltic: 1600-1725, Jill Lisk, Funk & Wagnalls, New York, 1967