Stramazzo

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Stramazzo è un termine proprio dell'ingegneria idraulica nell'ambito delle correnti a pelo libero.

Si dice stramazzo un'apertura in uno sbarramento di un flusso liquido, che permette il passaggio del liquido a pressione atmosferica.
In altre parole uno stramazzo è il sormonto di un ostacolo da parte di una corrente liquida.
Si usa anche il termine sfioro, o sfioratore, quando il passaggio sulla soglia ha lo scopo di mantenere il livello in un bacino (per es. un lago artificiale).
Tra gli stramazzi si distinguono quelli in parete grossa e in parete sottile.
I primi sono solitamente realizzati in muratura o calcestruzzo, la vena liquida sormonta la soglia e aderisce al paramento di valle.
Gli stramazzi in parete sottile sono installati ove si voglia una misura più precisa della quantità di deflusso; usualmente sono realizzati con soglia verticale in metallo, la vena liquida si distacca dalla soglia ed il deflusso avviene a pressione atmosferica. Gli stramazzi in parete sottile devono essere realizzati in modo che vi sia comunicazione tra l'aria al di sotto della vena liquida e l'atmosfera circostante, infatti l'acqua può contenere gas disciolti, quindi assorbe aria dalla superficie inferiore e provoca una depressione che disturba il moto.

Dimensionamento[modifica | modifica wikitesto]

Uno stramazzo

Il dimensionamento di uno stramazzo è determinato in relazione alla portata che si vuole allontanare dal flusso. Essa, per definizione, è data dalla seguente relazione:

Q = v * A

dove Q rappresenta la portata, v la velocità del flusso in uscita dalla sezione considerata e A la sezione stessa. Nel caso particolare la sezione da considerare è la sezione contratta, cioè quella sezione subito oltre l'ostacolo in cui si possa considerare un andamento delle pressioni lineare. L'equazione precedente prenderà, quindi, questa forma:

dQ = c_v * v_t * c_c * dA

dove c_v è il coefficiente di contrazione relativo alla velocità (pari a 0,98), v_t è la velocità torricelliana (velocità teorica) e c_c è il coefficiente di contrazione relativo alla sezione (pari a 0,61).

Da cui, sapendo che: v_t = \sqrt{2gh}; dA = dh*L (dove dh è l'infinitesimo relativo all'altezza del pelo libero al di sopra dell'ostacolo e L è la lunghezza dell'apertura), si ricava che:

dQ = c_c * c_v * L * \sqrt{2gh} * dh

Da ciò, integrando:

Q = \frac{2}{3}c_c c_v \sqrt{2gh}*hL = 0,4hL\sqrt{2gh}

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