Star Wars: The Clone Wars

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Star Wars: The Clone Wars
serie TV cartone
Il logo della serie
Il logo della serie
Titolo orig. Star Wars: The Clone Wars
(Star Wars: The Clone Wars)
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Autori
Regia Dave Filoni supervisore dell'animazione
Soggetto George Lucas Storia e personaggi
Character design Kilian Plunkett
Studio
Musiche Kevin Kiner
Rete Cartoon Network
1ª TV 3 ottobre 2008[1]
Episodi 108 / 125 Completa al 86%.
Durata ep. 22 min
Reti it. Cartoon Network, Boing
1ª TV it. 13 febbraio 2009[2]
Generi fantascienza, azione
Temi guerra, lealtà, amicizia
Cronologia
  1. Star Wars: The Clone Wars (film)
  2. Star Wars: The Clone Wars
  3. Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
(EN)
« In this war a danger there is, of losing who we are »
(IT)
« In questa guerra un pericolo c'è, perdere ciò che siamo »
(Yoda)

Star Wars: The Clone Wars è una serie televisiva animata realizzata in grafica computerizzata, ambientata nell'universo di Guerre stellari, durante le Guerre dei cloni, che si potrebbe collocare facilmente durante il volume 2 di Star Wars: Clone Wars, precisamente dopo la scena in cui Anakin Skywalker arriva a naboo per rinconciliarsi con Padmé facendole vedere la ferita sull'occhio.

La serie può essere definita un midquel del volume 2 di Star Wars: Clone Wars.

Creata dalla Lucasfilm Animation con la sua divisione Lucasfilm Animation Singapore e da Lucasfilm Ltd., in collaborazione con la casa di produzione CGCG Inc,[3] si colloca cronologicamente dopo la serie animata del 2003 ed è stata preceduta da un film omonimo, uscito nei cinema americani il 15 agosto 2008,[4] e in Italia il 19 settembre dello stesso anno.[5]

George Lucas annunciò la realizzazione della serie nell'aprile del 2005 durante i festeggiamenti per la Star Wars Celebration III. Il direttore-supervisore del progetto è Dave Filoni,[6] che già aveva lavorato su Avatar - La leggenda di Aang. Genndy Tartakovsky, co-creatore e direttore artistico della serie del 2003, non è stato coinvolto nella realizzazione dello show,[7] anche se il character designer Kilian Plunkett è stato preso come punto di riferimento per i modelli dei personaggi in 3D.[8]

Star Wars: The Clone Wars viene trasmessa su Cartoon Network e su Turner Network Television,[4] mentre in Italia è in onda sul canale a pagamento Cartoon Network a partire dal 13 febbraio 2009. Le repliche in chiaro vanno in onda sul canale Boing.[2][9].

La serie è stata cancellata dalla Disney.[10]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Star Wars: Clone Wars.

La trama della serie segue quella del precedente show, concentrandosi sulle storie di guerra che coinvolgono la galassia, con un occhio di riguardo alle avventure di Anakin Skywalker e della sua nuova padawan, Ahsoka Tano.

Prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Star Wars: The Clone Wars (prima stagione).

Yoda, insieme ad un manipolo di cloni, fronteggia su Rugosa, una luna di Toydaria, Asajj Ventress e il suo esercito di droidi per dimostrare la capacità dei Jedi di proteggere un pianeta, che acconsente infine di diventare alleato della Repubblica.

Nel frattempo, la Repubblica scopre la nuova arma del generale Grievous, un cannone ionico, usato per rendere inermi le navi, prima di distruggerle, senza lasciare quindi nessun sopravvissuto. Grievous viene però intercettato da Anakin, accompagnato da Ahsoka Tano e da una squadra di cloni, che riesce a distruggere la nave del generale, la Malevolence. Durante lo scontro, Padmé viene catturata e, nel tentativo di salvarla, Anakin si lascia sfuggire Grievous.

In una lotta aerea, Anakin perde R2-D2, suo fidato droide. Essendo la memoria di R2 piena di dati che potrebbero essere sfruttati dai Seperatisti, il Jedi corre alla sua ricerca, legato dal robot anche da una stretta amicizia. In temporanea sostituzione di R2, Anakin riceve R3-S6, un'incompetente astrodroide, che si rivela essere una spia separatista, inviata per sabotare il Jedi. Anakin riesce a ritrovare R2, che distrugge di propria iniziativa l'infedele R3.

Padmé tenta di convincere i rappresentanti del pianeta Rodia ad entrare nelle file della Repubblica. Sfortunatamente il senatore del pianeta era già entrato in contatto con il separatista Nute Gunray, che ordina la cattura della senatrice. Grazie all'aiuto di Jar Jar Binks, scambiato da Gunray per un Jedi, Padmé riesce a liberarsi e ad arrestare Gunray. Rodia è ora finalmente avamposto repubblicano.

Gunray viene però salvato da Ventress, con la quale scappa dall'armata repubblicana. Kit Fisto, però, rintraccia Gunray su uno sperduto pianeta, che cela in realtà il rifugio di Grievous, il quale è stato sottoposto ad un test da parte di Dooku, ed è ora costretto a scontrarsi con Fisto, il suo padawan e un gruppo di cloni soldato. Grievous riesce ad uccidere il padawan e i soldati, ma il Jedi riesce a scappare, con disappunto del cyborg. Nel frattempo Anakin e Obi-Wan partono alla ricerca di Dooku, catturato da un banda di pirati spaziali, sperando di porre fine alla guerra. Per ironia della sorte anche i due Jedi vengono fatti prigionieri dai pirati, e riescono a scappare solo grazie all'aiuto dei rinforzi repubblicani, senza tuttavia poter impedire anche la fuga di Dooku.

Ferito in battaglia su Quell, Anakin viene soccorso dalla jedi Aayla Secura, che insegna ad Ahsoka la filosofia jedi del distacco. Il gruppo atterra su Maridun, un pianeta neutrale in cerca di assistenza medica. Lì trovano un Lurmen, appartenente ad una tribù indigena, che riesce a convincere la sua gente a schierarsi dalla parte della Repubblica contro le sopraggiunte forze separatiste.

Yoda e tre cloni (Jek, Thire e Rys) atterrano sul pianeta Rugosa, nel primo episodio della serie

Il fatale virus Blue Shadow, su Naboo, sta infettando Ahsoka, Padmé e diversi cloni. Anakin e Obi-Wan hanno solo quarantotto ore per trovare l'antidoto sul Iego, un pianeta dal quale nessuno ha più fatto ritorno, a causa di un mostro che ha distrutto tutto ciò che tentava di lasciare il pianeta. I due riescono a trovare l'antidoto, una rara radice, e a sconfiggere la creatura.

Intanto su Ryloth impazza la guerra tra Separatisti e forze della Repubblica, sopraggiunte in aiuto della popolazione civile oppressa: dopo le imprese di Anakin ed Obi-Wan, Mace Windu convince il combattente partigiano Twi'lek Cham Syndulla ad aiutarlo per liberare la capitale del pianeta dall'oppressione. Nello scontro finale, la vittoria è delle forze della Repubblica, e viene preso prigioniero dai Jedi anche l'emiro Separatista Wat Tambor. A Coruscant, nel frattempo, per liberare Ziro the Hutt, il cacciatore di taglie Cad Bane, insieme ad un manipolo di mercenari, prende in ostaggio diversi senatori, compresi Padmé. Anakin riesce a liberare gli ostaggi, ma Bane fugge con Ziro, al quale chiede un ingente pagamento.

Seconda Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Ahsoka Tano viene messa a guardia degli archivi del Tempio Jedi, per la sua disubbidienza su Felucia, che ha portato alla sconfitta. Il cacciatore di taglie Cad Bane viene contattato da Darth Sidious, che gli chiede di rubare un holocron Jedi. Bane si intrufola nel Tempio e riesce a rubare un holocron. Dopo essere fuggito, il Consiglio scopre che Bane ha come suo prossimo obbiettivo il Jedi Bolla Ropal che possiede il Kyber, un cristallo contenente la lista di tutti i bambini sensibili alla Forza. Anakin insieme ad Ahsoka, insegue la nave di Cad Bane dove è rinchiuso Bolla Ropal. I due si intrufolano nella nave Separatista e nel tentativo di inseguire Bane per recuperare l'holocron, Ahsoka viene catturata, ed Anakin è costretto ad aprire l'holocron. Il cacciatore di taglie fugge e i due Jedi vanno via dalla nave che sta per esplodere. Bane sembra morto, e l'holocron è distrutto. Anakin e Ahsoka, tornano alla nave ammiraglia, scoprendo che Cad Bane si è travestito da clone. Il cacciatore di taglie fugge. Tornati a Coruscant i due Jedi insieme a Yoda, Mace Windu e Obi-Wan Kenobi scoprono i pianeti dove si dirigerà Bane per rapire i bambini. Anakin ed Ahsoka riescono ad impedire la cattura di uno di loro, ma tutti gli altri vengono portati su Mustafar. Cad Bane tende una trappola a Windu e Obi-Wan, che recuperano l'holocron, non riuscendo, però ad impedire la fuga del cacciatore di taglie. Anakin e Ahsoka riescono a recuperare i bambini, dopo una missione su Mustafar.

Il Consiglio dei Jedi, sospetta che il Senatore Rush Clovis sia coinvolto in una cospirazione Separatista, e così mette come spia la Senatrice Padmé Amidala, visto che i due erano vecchi amici. I due Senatori vanno su Cato Neimodia, visto che Clovis doveva trattare con la Federazione dei Mercanti. Padmé scopre una fabbrica di droidi in costruzione, e così ruba i piani consegnandoli ad Anakin, che era con lei. Padmé viene avvelenata, ma Clovis insieme ad Anakin riesce ad avere l'antidoto, soltanto che dovrà vedersela con i Neimodiani per il tradimento ai Separatisti. Anakin da l'antidoto a Padmé riuscendo a salvarla da una morte certa.

Su Geonosis il leader separatista Poggle al sicuro dietro gli scudi deflettori crea nelle sue fonderie migliaia di nuovi micidiali droidi che escono dalle linee di assemblaggio pronti per muovere contro l'esercito dei cloni. I jedi decisi a riportare ordine nella Repubblica organizzano una massiccia invasione per riprendere Geonosis e distruggere le fabbriche una volta per tutte. Ahsoka Tano e Anakin Skywalker si preparano ad attaccare la fonderia, prevedendo la lunga resistenza il consiglio jedi manda ad aiutarli la magistra Luminara Unduli e la sua padawan Barriss Offee. Dopo i l'arrivo dei rinforzi i jedi si dividono mandando Ahsoka e Barriss a distruggere la fabbrica dall'interno delle catacombe, mentre Anakin e Luminara attireranno l'attenzione di Poggle su di loro, conducendo un assalto dal ponte principale. Le due Padawan riescono, dopo qualche difficoltà, a distruggere la fabbrica dall'interno, ma rimangono intrappolate nelle macerie. Così Anakin e Luminara si stanno per rassegnare, quando Ahsoka riesce a mandare un segnale ad Anakin, che insieme a Luminara, recupera le due Padawan dal sottosuolo. Geonosis è ormai sotto il controllo della Repubblica, manca solo una cosa da fare e cioè catturare Poggle. Il leader separatista, però fugge con il suo carro nel sottosuolo di un tempio, lì dove Luminara Unduli, che seguiva le sue tracce, viene catturata e portata al cospetto della Regina Geonosiana. Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi, per liberarla seguono le sue tracce che gli porta dritti dalla Regina, che vuole infettare Luminara con un potente insetto parassita. I due jedi, però con un diversivo, riescono a scappare, portare in salvo Luminara e catturare Poggle.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

La serie è di tipo antologico, con diversi episodi autoconclusivi e slegati dalla storia di fondo,[11] focalizzati su personaggi minori, come i Jedi Kit Fisto e Plo Koon, o le truppe dei cloni soldato.[12]

La prima stagione, costituita da 22 episodi,[13] è completa, così come la seconda, la terza e la quarta. Il creatore della serie, George Lucas, ha affermato di voler produrre almeno cento episodi, per un totale di cinque stagioni, a prescindere dal gradimento del pubblico.[14][15] In una recente intervista Dave Filoni ha affermato che forse verranno prodotte altre due stagioni, per un totale di 6.

La serie è stata confermata per una seconda stagione, che ha debuttato nell'autunno del 2009, in America, mentre dal 16 aprile del 2010 è andata in onda in Italia su Cartoon Network, ogni venerdì.[16]

La terza stagione, è andata in onda in America dal 17 settembre 2010. In Italia è andata in onda su Cartoon Network dall'8 aprile 2011[17] fino alla dodicesima puntata per poi essere completamente replicata su Boing, tranne per le ultime due puntate che sono state mandate in onda in anteprima su Cartoon Network[18].

La quarta stagione, è andata in onda in America dal 16 settembre 2011. In Italia è stata trasmessa su Cartoon Network dal 23 marzo 2012[19][20] fino all'undicesima puntata. Mentre la restante parte è andata in onda in orari e giorni diversi, durante l'autunno 2012.

La quinta stagione, composta questa volta da 20 episodi, è stata trasmessa in America dal 29 settembre del 2012. In Italia viene trasmessa dal 10 maggio 2013.

Il compositore Kevin Kiner di recente ha rilasciato un'intervista rivelante che vi saranno in programmazione l'arco di Clovis più 10 episodi bonus della serie, che comprenderanno quattro archi narrativi: arco Clovis, arco l'ordine 66, arco Sifo-Dyas, arco Yoda e due episodi come gran finale per la serie.[21]

L'arco narrativo di Clovis costituito da tre episodi "Un vecchio amico", "L'ascesa di Clovis" e "Crisi del cuore" doveva far parte della stagione 5 ma è stato rinviato per vari motivi e doveva debuttare nella stagione 6.[22]. Il 12 di ottobre 2013 Dave Filoni tramite la sua pagina di facebook, ha rivelato che gli episodi bonus saranno trasmessi nei primi mesi del 2014[23]. Il 22 novembre 2013 a Varsavia, in Polonia, si è tenuta una manifestazione per bambini a base di Star Wars. Gli organizzatori della manifestazione, il team di star wars the clone wars insieme ad un rappresentante disney hanno mostrato un trailer degli episodi bonus, che avrà un totale di 10 episodi messi in onda su Netflix dal 7 marzo e porta il sottotitolo "le missioni perdute"[24]. Il 14 gennaio 2014 è stato annunciato che in Germania saranno trasmessi gli episodi bonus a partire dal 15 febbraio 2014 sul canale SuperRTL.[25] In un'intervista Tom Kane ha dichiarato che l'anteprima dell'arco di Yoda e l'arco di Sifo-Dyas provenivano dallo stesso arco (quello di Yoda).

Il 25 settembre 2014 la Lucasfilm tramite il sito starwars.com ha annunciato ai fan una raccolta di materiale inedito denominata The Clone Wars Legacy, il materiale inedito ragruppa archi incompiuti per la sesta e settima stagione, ovvero tre gallery e un arco incompiuto formato da quattro episodi che si svolgono sul pianeta di Utapau.[26]

Stagione Episodi Messa in onda statunitense Messa in onda italiana
Prima stagione 22 2008-2009[16] 2009[2]
Seconda stagione 22 2009-2010 2010
Terza stagione 22 2010-2011 2011-2012
Quarta stagione 22 2011-2012 2012
Quinta stagione 20 2012-2013 2013
Sesta stagione 13 2014  ?

Ordine cronologico[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine che segue è stato pubblicato e ufficializzato sul libro The Clone Wars Episode Guide di Jason Fry pubblicato nel giugno del 2013, per ora il libro è stato pubblicato solo in madre lingua. Gli episodi sono numerati da 1 a 108,[27] gli episodi bonus saranno dal 109 nove al 121.

38 – 16 – film – 45 – 47 – 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 – 11 – 12 – 13 – 14 – 15 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 23 – 24 – 25 – 39 – 40 – 41 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33 – 34 – 35 – 36 – 42 – 43 – 44 – 49- 50 – 51 – 46 – 48 – 52 – 22 – 53 (Salto nel tempo di un 1-2 anni) 54 – 55 – 37 – 56 – 57 – 58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63 – 64 – 65 – 66 – 67 – 68 – 69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75 – 76 – 77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82 – 83 – 84 – 85 – 86 – 87 – 88 – 90 – 91 – 92 – 93 – 94 – 95 – 96 – 97 – 98 – 99 – 100 – 101 – 89 – 102 – 103 – 104 – 105 – 106 – 107 – 108 - 109 - 110 - 111 - 112 - 113 - 114 - 115 - 116 - 117 - 118 - 119 - 120 - 121 - 122 - 123 - 124 - 125.

Del salto nel tempo di 1-2 anni durante la Guerra dei Cloni si potrebbe anche non tenere conto. Essa dura 3 anni e, considerando gli eventi mostrati in Star Wars: Clone Wars, si può affermare che il Volume I e i primi 15 minuti del Volume 2 raccontino il primo anno delle guerra. La serie animata Star Wars: The Clone Wars, il film Star Wars: The Clone Wars (film) e la seconda parte di Star Wars: Clone Wars - Volume 2, invece, dovrebbero narrare gli eventi svoltisi negli ultimi due anni del conflitto.

Gli episodi che vanno sal 122 al 125 sono i quattro episodi di Utapau del materiale di The Clone Wars Legacy.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Jedi[modifica | modifica wikitesto]

Senatori[modifica | modifica wikitesto]

Sith/Jedi Oscuri[modifica | modifica wikitesto]

Cacciatori di taglie[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia Hutt[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

(EN)
« Dave, I've got 'til midnight. Let's play! »
(IT)
« Dave, ho fino a mezzanotte. Divertiamoci! »
(George Lucas[28])
George Lucas, creatore della serie e co-sceneggiatore di alcuni episodi

George Lucas ebbe l'idea di realizzare una serie animata dedicata alle guerre dei cloni nel 2003, come ideale sequel al precedente show, che aveva riscosso pareri positivi da parte di critica e pubblico.[29][30] La serie entrò in pre-produzione nel luglio del 2005,[31] come annunciato, alla Comic-Con 2005, da Steve Sansweet, che descrisse il look dello show come "Un amalgama tra anime e animazione 3D".[32] Genndy Tartakovsky (regista dell'originale Clone Wars) e la Nelvana Ltd. (studio di produzione delle serie d'animazione Droids e Ewoks, nonché del segmento presente in The Star Wars Holiday Special) non vennero coinvolti nella produzione,[7] ma gli artisti si basarono sul design e sull'animazione della serie del 2003 per creare i nuovi personaggi, le creature e i pianeti del nuovo show.[33]

Contemporaneamente, Lucas fondò appositamente gli studi Lucasfilm Animation a Singapore, stimolato anche dai progressi tecnici compiuti dall'animazione digitale.[34] Al progetto presero parte circa 300 artisti, che impiegarono i software Autodesk e Maya.[35]

Il 15 febbraio 2006, la Lucas Animation iniziò i test d'animazione.[36][37] In termini di tecniche di realizzazione, la serie, il cui budget per episodio varia tra i 750.000 $ e il milione e mezzo di dollari,[38] è progettata secondo i canoni dei film tradizionali, con una particolare cura per la fotografia e le inquadrature.[37] Al convention Imagina 2007, Rob Coleman rivelò che George Lucas era stato direttamente coinvolto in ogni aspetto della produzione. Sceneggiature, design dei personaggi e art direction vengono create alla sede della Industrial Light & Magic, mentre l'animazione e il processo di rendering sono fatte a Singapore. La Industrial Light & Magic, in ogni caso, ha provveduto a supportare l'animazione con l'uso della motion capture, effettuata negli studi americani. L'assemblaggio finale di ogni episodio viene fatte allo Skywalker Ranch. Lucas ha insistito nello riscrivere molti dei copioni, per focalizzarsi maggiormente sui personaggi e sulle storie, in modo da ambientarle in più pianeti diversi, per renderle più coinvolgenti ed interessanti.[39] La serie utilizza idea scartate dallo stesso Lucas da precedenti progetti legati a Guerre stellari.[29]

Il primo trailer della serie esordì sul sito ufficiale StarWars.com l'8 maggio 2007.[40]

Henry Gilroy, capo scrittore della prima stagione della serie e sceneggiatore di diversi episodi

Sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto agli altri prodotti televisivi, dei quali Lucas forniva indicazioni sommarie o soggetti, The Clone Wars si differenzia in quanto il creatore della saga è stato maggiormente coinvolto nella stesura delle sceneggiature, collaborando attivamente con gli scrittori.

Nel 2006, mentre la Lucas Animation iniziava i test d'animazione, il team di sceneggiatori della serie cominciò a stendere le prime bozze dei copioni, coadiuvati dallo stesso Lucas, che prese parte ad ogni fase di progettazione della serie (parte dell'episodio Bombad Jedi fu scritto dallo stesso regista[41]).[36] Nel maggio del 2007 alla Celebration IV, Catherine Winder rivelò che Lucas era maggiormente presente nelle sceneggiature, più che sulle scelte stilistiche e grafiche.[37]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il cast della serie riprende parte dei personaggi, e dei rispettivi doppiatori, del precedente show: Tom Kane, James Arnold Taylor, Anthony Daniels e altri tornano nei loro rispettivi ruoli di Yoda, Obi-Wan e C-3PO, mentre nuovi attori sono stati ingaggiati per presentare la loro voce a personaggi ex novo, ma anche a vecchi personaggi, come Catherine Taber, nei panni di Padmé, e Nika Futterman in quelli di Asajj Ventress, che sostituiscono Grey DeLisle. Uno dei nuovi doppiatori presenti nella serie è Phil LaMarr, che presta la voce al Jedi Kit Fisto.

Anthony Daniels, interprete del droide C-3PO confermò nel giugno 2006 di essere stato contattato per la serie,[42] mentre Ahmed Best, che nei prequel vestiva i panni di Jar Jar Binks, ha ripreso il personaggio nell'episodio Bombad Jedi. Daniels e Best sono gli unici attori della saga a riprendere il proprio ruolo nella serie (sebbene nel prequel cinematografico Samuel L. Jackson e Christopher Lee abbiano prestato le loro voci).

Samuel L. Jackson espresse interesse nel riprendere il ruolo del Jedi Windu nella serie, ma poté soltanto doppiare il prequel cinematografico. Anche Hayden Christensen affermò di voler tornare a interpretare il personaggio di Anakin Skywalker, ma aggiunse che nessuno lo aveva mai contattato per proporgli l'offerta.[43]

Seth Green, creatore della serie Robot Chicken, e Jaime King, entrambi appassionati della saga, hanno un ruolo come guest star nella seconda stagione.[44][45]

George Takei, interprete del timoniere Hikaru Sulu nella serie originale di Star Trek, ha prestato la voce ad un nuovo personaggio, un nemoidiano di nome Lok Durd, nei due episodi Jedi Crash e Defenders of Peace.[46]

Ron Perlman ha doppiato il personaggio del rigattiere alieno Gha Nachkt, nei due episodi Downfall of a Droid e Duel of the Droids. Michael York ha doppiato il personaggio del Dr. Nuvo Vindi negli episodi Blue Shadow Virus e Mystery of A Thousand Moons.[47]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente attribuita a Eric Rigler,[36] che compose diverse partiture, basandosi sulla tradizionale musica bulgara e irlandese (ma che non furono mai utilizzati),[48] la colonna sonora della serie venne in seguito affidata a Kevin Kiner, musicista che aveva già lavorato al prequel cinematografico dello show. Seguendo le indicazioni di Lucas, il compositore realizzò un tema musicale per ogni pianeta che compariva nella serie e diversificando i suoni con influenze musicali asiatiche, africane e incorporandole con la moderna musica elettronica. Rielaborò inoltre alcuni dei brani comparsi nei film, scritti da John Williams, adattandoli al tono più leggero e incalzante della serie.[49]

Il lavoro di Kiner fu valutato positivamente dalla critica, che apprezzò il tentativo del musicista di sperimentare con nuove tipologie di suoni. In particolare, l'episodio finale della prima stagione, Hostage Crisis venne accostato al lavoro svolto da Hans Zimmer e James Newton Howard su Il cavaliere oscuro.[50]

Paul Dini, uno degli scrittori che compone il team della serie

Continuity[modifica | modifica wikitesto]

La continuity con le varie opere correlata all'universo espanso è stata presa in considerazione dai realizzatori della serie. Lucas si riserva comunque il diritto di modificare il canone nel corso della serie. Inoltre, viene consultato direttamente per quanto riguarda i personaggi principali.[37] Nel novembre 2006, Randy Stradley, editore e autore della Dark Horse Comics, ha incontrato la Lucasfilm Animation per discutere l'integrazione dello show con la serie a fumetti Clone Wars.[51]

Alla domanda se considerasse The Clone Wars come parte dell'universo espanso, Dave Filoni ha risposto di tenere gran conto della continuità narrativa della saga, essendo lui stesso un fan, ma che Lucas considera canonici solo i film, le due serie animate sulla guerra dei cloni e la futura serie dal vivo e che quindi non tiene conto dell'universo espanso costituito da giochi, fumetti e romanzi.[52]

Tuttavia, molti elementi della serie sono stati cambiati, rispetto alla continuity della saga.[53] In alcuni episodi Grievous è visto tossire spesso, nonostante questo problema respiratorio nacque durante la Battaglia di Coruscant, in cui i suoi sistemi interni vennero danneggiati da Mace Windu,[53] così come lo stile di combattimento dei Jedi, simile a quello visto nei film, che non ha quello della serie animate, più teso all'esagerazione delle loro abilità.[37]

La LucasFilm ha confermato che The Clone Wars non renderà fuori continuity la precedente serie Clone Wars, ma la espanderà e si incastrerà con essa:

(EN)
« There’s never an implicit connection between the micro-series that Cartoon Network did previously and the series that we’re doing now. I personally as a fan never think of it as discrediting any of the other material, it’s just that other material is from a different point of view, a different look at the war and take on the war. It’s an ever-Expanding Universe in a lot of ways. »
(IT)
« Non c'è una implicita connessione tra la micro serie e il nostro show. Personalmente, come fan, non penso a screditare altro materiale: sono solo altre storie viste da punti di vista differenti. È un universo in continua espansione sotto molti aspetti. »
(Dave Filoni[52])

Messa in onda[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, la serie viene trasmessa sull'emittente per ragazzi Cartoon Network, e gli episodi vengono poi replicati su TNT.[54]

Lo show è stato fino a pochi mesi dalla messa in onda senza una rete che lo trasmettesse. Lucas ha sempre ammesso di non avere piani in merito, sebbene molti pensassero che lo show sarebbe andato in onda, come il predecessore, su Cartoon Network.[29] The Clone Wars fu infatti proposta alla Fox e alla stessa Cartoon Network, che rifiutarono lo show, non essendone interessate.[29] Solo dopo aver visionato il materiale e alcuni episodi, la Warner Bros. (che distribuì anche il prequel cinematografico della serie) convinse Cartoon Network, emittente affiliata alla Warner tramite la Time Warner, di prendere in considerazione la messa in onda della serie.[29] Nell'estate del 2008 la rete accettò: Stuart Snyder, a capo della programmazione del canale, disse, in occasione della proiezione dei primi episodi, che l'unico posto dove voleva vedere The Clone Wars era Cartoon Network.[55]

La serie è andata in onda per la prima volta il 3 ottobre 2008, in prima serata, inaugurando il blocco del venerdì sera, denominato d'azione, e comprendente serie incentrate sull'avventura e sul fantastico, come Ben 10: Alien Force e la nuova serie di Batman, The Brave and the Bold. Tale programmazione è stata ideata per cercare di competere in termini di ascolti con i canali Nickelodeon e Disney Channel.[56]

Il creatore della serie, George Lucas, ha affermato di voler produrre almeno cento episodi, per un totale di cinque stagioni, a prescindere dal gradimento del pubblico.[14][15]

In Italia, la serie è stata trasmessa sul canale Cartoon Network (presente nella piattaforma Sky e su Mediaset Premium nel pacchetto Premium Fantasy), a partire da venerdì 13 febbraio 2009, alle 20.15.[2] La serie viene trasmessa in replica tutti i giorni, il sabato alle 14.25, la domenica alle 9.30 e dal lunedì al giovedì alle 20.00.[57]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore Doppiatore italiano
Anakin Skywalker Matt Lanter Marco Vivio
Obi-Wan Kenobi James Arnold Taylor Francesco Bulckaen
Yoda Tom Kane Sandro Pellegrini
Padmé Amidala Catherine Taber Federica De Bortoli
Ahsoka Tano Ashley Eckstein Erica Necci
Mace Windu Samuel L. Jackson Alberto Angrisano
C-3PO Anthony Daniels Mino Caprio
Cancelliere Palpatine Ian Abercrombie Carlo Reali
Conte Dooku Christopher Lee Rodolfo Bianchi
Asajj Ventress Nika Futterman Alessandra Cassioli

Censura[modifica | modifica wikitesto]

The Clone Wars è la seconda serie ad essere trasmessa su Cartoon Network (al di fuori di Toonami o Adult Swim) con un divieto PG (parents cautioned suggested), ossia visione consigliata ai minori di 10 anni in compagnia di un adulto o di un genitore, a differenza di tutti gli altri show del canale, contrassegnati con un divieto G (general audiences, visione permessa a tutti) da MPAA.

Nell'episodio Rookies, il personaggio di Echo ripete per due volte la parola "dannazione" durante la puntata. Nelle successive messe in onda la parola non viene pronunciata. L'episodio è comunque disponibile senza la censura sul sito ufficiale StarWars.com.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

(EN)
« It's very Star Wars. It's not SpongeBob SquarePants but at the same time it's also not Family Guy. It didn't fit any of the molds that everybody had. »
(IT)
« È molto Guerre stellari. Non è Spongebob Squarepants, ma nemmeno I Griffin. Non rientra in nessuno dei modelli di show comuni. »
(George Lucas[29])

Sebbene il prequel della serie non sia stato ben accolto dalla critica,[58] uno dei primi episodi dello show, proiettato in anteprima per i giornalisti, ha ricevuto per la maggioranza pareri positivi.[59] L'Hollywood Reporter ha definito la serie «Uno degli show animati più fotorealistici mai prodotti», nonostante abbia criticato gli intermezzi comici dei droidi separatisti, giudicati troppo infantili,[60] mentre il sito TV.com da alla serie un 8.6.[61]

John Scott Lewinski sul sito Wired.com recensisce positivamente la serie, sebbene abbia qualche riserva sui siparietti comici dei droidi da battaglia presenti in alcuni episodi. Definisce i cattivi «Ben congegnati e visivamente impressionanti, specialmente per quanto riguarda Grievous» e critica i molti fan della saga, delusi del fatto che la serie sia dedicata ad un pubblico giovane, che si sono dimenticati cosa sia Guerre stellari.[62]

Il critico del Los Angeles Times Robert Lloyd definisce The Clone Wars «Una bagatella, breve e insipida, seppur colorata e fluida»,[63] mentre la rivista cinematografica Variety giudica la serie migliore dei tre prequel, ma critica la scelta di puntare ad target di pre-adolescenti:[64]

(EN)
« Those drawbacks persist, among them the inept comic-relief droid soldiers and Skywalker's teenage-girl sidekick, Ahsoka Tano, who seems to have been introduced to draw young girls into the show's demographic tractor beam. Apparently, nobody got "The Phantom Menace" memo that the Force and adorable, scampish tykes don't mix. »
(IT)
« I difetti di Lucas si palesano anche nella serie, che presenta i macchiettistici droidi e la padawan di Anakin, Ahsoka Tano, la quale sembra introdotta per tentare di approcciare anche le giovani ragazze allo show. Apparentemente, nessuno ha recepito il messaggio de La minaccia fantasma: la Forza e adorabili ragazzine scavezzacollo non vanno mischiate assieme. »
(Brian Lowry[64])

Il sito IGN.com colloca la serie al 89º posto nella classifica delle più belle serie televisive animate di sempre, specificando che, nonostante The Clone Wars sia uno show recente, abbia un grande potenziale, come dimostrato dagli episodi Rookies e Cloak of Darkness, giudicate le miglior storie mai viste nell'Universo Espanso.[65]

Davide Canavero, sul sito GuerreStellari.net recensisce positivamente la serie, scrivendo come sia particolarmente felice l'idea di porre Anakin al centro della serie, e non personaggi secondari o di contorno come era successo in alcuni prodotti televisivi legati alla saga del passato, e definendola molto vicina allo stile e al gusto dell'esalogia:[66]

« La serie si presenta con una formula che, per quanto all'insegna dell'animazione per ragazzi, dell'azione e dell'ironia, si colloca non troppo lontano dai film stessi della saga.[66] »

Il sito italiano Telefilm Central recensisce positivamente The Clone Wars, preferendola sia alla trilogia dei prequel che alla serie del 2003. Rispetto a quest'ultima, secondo il sito «La lunghezza maggiore degli episodi ha permesso un miglior approfondimento dei personaggi. L'alternanza, inoltre, di episodi autoconclusivi e archi narrativi di due/tre puntate ha reso lo show più compatto».[67]

Secondo il Nielsen Media Research, lo show ha avuto una media di quattro milioni di telespettatori.[68] La première della serie, costituita dai primi due episodi, è stata vista da 3.96 milioni di spettatori,[69] risultando il debutto più visto di sempre del canale, oltre ad essere il programma più visto nella sua fascia oraria.[16][68]

L'episodio della prima stagione Lair of Grievous ha vinto un Golden Reel Award per il miglior montaggio sonora in una serie animata.[70] La serie è stata nominata agli Saturn Award per la miglior serie televisiva via cavo.[71]

Spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Star Wars: The Clone Wars (film).

La serie è stata introdotta dall'omonimo prequel cinematografico, uscito nei cinema americani il 15 agosto 2008,[4] e in Italia il 19 settembre dello stesso anno.[5] L'idea di creare un lungometraggio è data dall'autore e regista della saga, George Lucas che, guardando alcuni episodi della serie sul grande schermo ha affermato: «Questo è bellissimo, perché non usiamo lo stesso team di lavoro e facciamo un film?».[14][72] Il lungometraggio, in realtà, è costituito dai primi episodi della serie che sarebbero dovuti essere trasmessi, integrati con delle scene create ex novo per legarli assieme.[73][74] La storia del rapimento dell'Hutt è stata ispirata dal film di Sonny Chiba, Shogun's Shadow.[75]

Anthony Daniels, voce di C-3PO, ha doppiato il personaggio sia nella serie che nel film omonimo

La Lucasfilm Animation ha usato il software Autodesk per animare sia il film che la serie. Lucas ha affermato di aver voluto creare un film con uno stile più essenziale, non fotorealistico come La leggenda di Beowulf o credibile come Gli Incredibili, in quanto voleva un look particolare, uno stile nuovo, teso più all'estremizzazione che al realismo.[76] Lucas ha inoltre impostato la pellicola come un film dal vivo, che fa quindi massiccio uso di movimenti di camera, luci marcate, e si basa più sul montaggio che sugli storyboard.[76]

Alcuni degli attori che hanno partecipato alla trilogia dei prequel, come Anthony Daniels, Samuel L. Jackson e Christopher Lee, sono tornati ad impersonare i rispettivi personaggi.[77][78] Molti siti accreditati, come TheForce.com e la stessa LucasFilm, hanno fatto intendere che Ewan McGregor e Hayden Christensen avrebbero preso parte al film. Nei trailer, infatti, le voci dei personaggi sono particolarmente aderenti a quelle dei due attori.[79][80]

La critica americana è stata unanime nel bocciare il film, che ha ottenuto soltanto il 19% di freschezza sul sito Rotten Tomatoes (la percentuale più bassa tra tutti i prodotti cinematografici e televisivi legati a Guerre stellari).[58]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Allo show televisivo è stata affiancata una serie a fumetti che funge da tie-in. Inizialmente prevista come collana continua, è stata in seguito ridotta a miniserie, intitolata Star Wars The Clone Wars: Slaves of the Republic, composta da sei capitoli e scritto da Henry Gilroy (con i contributi di altri artisti che hanno lavorato alla serie, come Dave Filoni).[81] Il primo numero è uscito il 10 settembre 2008.[82]

Sono state create, inoltre, delle brevi storie a fumetti, che si collocano cronologicamente tra un episodio e l'altro e vengono pubblicati settimanalmente sul sito ufficiale StarWars.com, il giorno prima della messa in onda di ogni puntata.[83]

Il 7 gennaio 2014 è stato annunciato che nel mese di maggio verrà pubblicato un fumetto che parlerà dell'arco di Darth Maul, previsto per la stagione 6. Sarà suddiviso in 4 volumi e verrà intitolato Darth maul son of dathomir[84] e il primo volume verrà pubblicato il 21 maggio.[85]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni della saga[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni di altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'episodio The Lizard-Spock Expansion della serie televisiva Big Bang Theory il personaggio di Sheldon si rifiuta di guardare The Clone Wars fintanto che non avrà visto il prequel cinematografico[92]

Home video[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 marzo 2009 è uscito, negli Stati Uniti, un DVD contenente i primi quattro episodi della serie, Ambush, Rising Malevolence, Shadow of Malevolence e Destroy Malevolence.[93] Sono seguiti i singoli DVD con gli episodi della prima stagione. Il cofanetto della prima stagione è invece uscito ad autunno 2009, in formato Blu-ray Disc.[93][94][95] Sono seguiti i cofanetti delle restanti stagioni.

Lo stesso procedimento editoriale è stato utilizzato anche in Italia, dove il 5 dicembre 2013 è uscito il cofanetto della quinta, e al momento ultima, stagione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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