Sindrome da shock tossico

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Sindrome da shock tossico
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 040.82
ICD-10 (EN) A48.3

La sindrome da shock tossico o TSS è un quadro clinico di particolare gravità, provocato da una tossina di origine batterica (toxic shock syndrome toxin o TSST), descritta per la prima volta nel 1978 come una gravissima tossiemia, talora rapidamente mortale, in donne durante il periodo mestruale.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Molto rara, si può verificare in bambini, donne ed uomini, ma le donne mestruate che utilizzano assorbenti interni sono le più colpite; la sua incidenza negli anni si è rapidamente ridotta grazie all'ampia pubblicità e dopo il ritiro di alcune marche di tamponi dal mercato[senza fonte].

Stime effettuate recentemente[senza fonte] fanno pensare che l'incidenza sia ancora di circa 3 casi su 10000 donne mestruate, e che inoltre ci siano casi in donne che non usano tamponi e in donne nel periodo postoperatorio e post-partum (circa il 15%).

La malattia è causata dall'enterotossina del batterio Staphylococcus aureus, che si trova comunemente nel naso e nella vagina. Negli stipiti di S. aureus isolati da casi di TSS è stata dimostrata la produzione di una nuova tossina che inizialmente è stata considerata un nuovo tipo di enterotossina. In effetti la tossina dello Shock Tossico (TSST-1) ha molti caratteri in comune con le enterotossine e, in particolare, il fatto di rappresentare un superantigene in grado di stimolare la produzione di una serie di citochine. Le manifestazioni cliniche della TSS presentano varie somiglianze con gli effetti prodotti nell'animale da esperimento con l'inoculazione delle cosiddette tossine pirogene di Staphylococcus Aureus a loro volta simili alla tossina eritrogenica prodotta da Streptococcus pyogenes.[senza fonte]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Solitamente una delle concause può essere l'uso di assorbenti interni, e per questo è importante tenere in considerazione i minimi sintomi che potrebbero presentarsi. Segnali di TSS possono essere vari, ma anche non presentarsi tutti.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

In ogni caso l'improvvisa febbre alta (oltre i 39 °C), vomito, diarrea, arrossamento cutaneo simile a una bruciatura solare, vertigini, dolori muscolari, mal di gola e svenimenti sono alcuni dei sintomi principali. E possono presentarsi sia durante il ciclo, con l'effettivo uso di tamponi interni, sia dopo.

Se si pensa di avere uno di questi sintomi, si deve immediatamente togliere l’assorbente interno e rivolgersi ad un medico per una diagnosi immediata dal momento che, se la malattia non viene riconosciuta in tempo, risulta letale.

Nonostante tutto se il tampone viene usato in modo corretto non ci sono rischi particolari; ma è preferibile intervallare l'uso di assorbenti interni con esterni, per diminuire ogni eventuale rischio e soprattutto di non utilizzarlo per più di otto ore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]