Potamologia

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La potamologia (dal greco пοταμός, "potamòs" fiume e Λoγos, "logos" = studio) o fluviologia, è la scienza che si occupa dello studio dei corsi d'acqua (fiumi, torrenti). La potamologia, per definizione, è una branca dell'idrologia.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Un ruscello, esempio di ambiente lotico, oggetto di studio della potamologia

Scopo della potamologia in senso stretto è lo studio delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque correnti (i cosiddetti "ambienti lotici": ruscelli, torrenti, fiumi)[1]. La Potamologia si contrappone pertanto alla limnologia (dal greco Λίμνη, "limne" = acqua stagnante e λόγος, "logos" = studio) la quale è dedicata allo studio delle acque ferme continentali o con moto inapprezzabile (i cosiddetti "ambienti lentici": laghi, paludi stagni, ecc.) [2]. La distinzione non è tuttavia universalmente accettata e anche lo studio delle acque correnti, a dispetto dell'etimologia, è incluso da taluni nel campo della limnologia[2]. La potamologia viene differenziata dall'idrobiologia in quanto quest'ultima si occupa degli organismi viventi, animali o vegetali, che vivono nelle acque continentali, tralasciando gli aspetti chimici e fisici[3].

Caratteristiche ecologiche[modifica | modifica sorgente]

Un ambiente lotico è un ambiente acquatico caratterizzato da forti correnti, il che determina rimescolamento delle acque adiacenti con facilitazione della trasmissione di ossigeno e nutrienti tra i diversi strati di profondità. L'ecologia di un corso d'acqua è determinata fondamentalmente dalla velocità di corrente e quindi dalla rapidità del ricambio d'acqua. La velocità di corrente determina instabilità delle variabili fisiche e chimiche con conseguente limitazione di insediamenti, di popolazioni vegetali e animali, che siano stabili nel tempo. In tutti i corsi d'acqua naturali sono presenti sempre comunità animali bentoniche composte prevalentemente da organismi detritofagi, ossia da organismi consumatori di detriti, in quanto la componente alimentare è rappresentata da detriti derivanti dalla vegetazione terrestre e, in misura minore, da comunità che vivono nei laghi e sono trasportate negli emissari[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Schwarzbold, A. (2000): O que é um Rio? Ciência & Ambiente. Universidade Federal de Santa Maria, ISSN 1676-4188, p. 57-68.
  2. ^ a b Vittorio Tonolli, Introduzione allo studio della limnologia : ecologia e biologia delle acque dolci, Verbania Pallanza : Edizioni dell'Istituto Italiano di Idrobiologia, 1975 (on-line)
  3. ^ a b Livia Tonolli, «Idrobiologia». In : Enciclopedia del Novecento, Roma : Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, Vol. III, 1978, pp. 516-527 (on line)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piontelli, R., Tonolli, V., I«l tempo di residenza delle acque lacustri in relazione ai fenomeni di arricchimento in sostanze immesse, con particolare riguardo al lago Maggiore», Memorie dell'Istituto Italiano di Idrobiologia, 1964, XVII, pp. 247-266.
  • Lindeman, R. L., «The trophic-dynamic aspect of ecology», Ecology, 1942, XXIII, pp. 399-418.
  • Williams, R. B., «Computer simulation of energy flow in Cedar Bog Lake, Minnesota, based on the classical studies of Lindeman», Systems analysis and simulation in ecology (a cura di B. C. Patten), vol. I, New York 1971, pp. 543-582.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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