Picarones
I picarones sono un antipasto o dolce peruviano a base di farina di grano mischiata con zucca e in qualche occasione con patata dolce, a forma di anello, bagnato poi con salsa chancaca. È un piatto tradizionale della gastronomia peruviana, cilena e di varie nazioni sudamericane che, a differenza di altri antipasti, può essere consumato sia a pranzo che a metà pomeriggio.
Indice |
Storia [modifica]
In Perù [modifica]
Questo piatto affonda le proprie origini nei tempi del Vicereame del Perù. Probabilmente è un adattamento dei buñuelos spagnoli che consumavano i conquistatori e gli schiavi.
Derivano dall'unione della zucca e della patata dolce (di tradizione inca ed autoctoni del Perù) con ingredienti importati dai conquistadores spagnoli, come la farina di grano.
Venivano offerti durante la processione del Signore dei miracoli a Lima, dove sin dal XVII secolo si preparavano anticucho, choncholíes e picarones con miele. Questa tradizione venne conservata per 300 anni fino ai giorni nostri e si svolge durante il mese di ottobre.[1]
Il pittore Pancho Fierro ne mostra l'esistenza in alcuni acquarelli del 1807, ed il tradizionalista peruviano Ricardo Palma descrive i picarones nel suo libro Tradiciones Peruanas pubblicato nel 1833.[1]
Durante i primi anni della Repubblica del Perù, il consumo di dolci era molto diffuso nella città di Lima, sia durante le feste che nei giorni comuni. Già da allora i picarones erano un piatto venduto nei negozi, sulle strade, abitudine tuttora in uso.
In Cile [modifica]
Circa il consumo di questo piatto in Chile, Lautaro Silva riporta che fu una peruviana, la "Chola Rosalia", che introdusse i picarones in Cile, vendendoli nella via di fronte alla residenza Santo Domingo.[2] [3]
Hernan Eyzaguirre Lyon, riporta invece che la "Negra Rosalía" era una donna cilena, famosa venditrice di picarones a Lima (Perù) e che fece ritorno in Cile nel 1823. Ivi, all'angolo di Teatinos e Santo Domingo aprì un locale dove vendeva novità per i parrochiani di Santiago: picarones e pisco. [4]
Eugenio Pereira riferisce che la negra Rosalía era famosa a Lima per preparare i picarones e che si stabilì a Santiago nel 1825 dove li vendeva all'angolo tra calle San Pablo e il Correo Viejo.[5]
Il compositore José Zapiola li descrisse come uno degli alimenti consumati tipicamente nelle piazze pubbliche cilene (i racconti di Zapiola datano tra il 1810 e il 1840).[6]
Preparazione [modifica]
Sono preparati a base di una massa composta da zucca, farina di grano, latte, maizena e lievito, che viene dapprima precotta e fatta raffreddare, per poi essere fritta in olio facendole prendere la forma di anelli. Una volta fritte, le ciambelline vengono bagnate con miele di chancaca e arancia prima di essere servite.
Note [modifica]
- ^ a b Picarones
- ^ [1]
- ^ Lautaro Silva "Pandemonium, novela santiaguina"
- ^ Hernan Eyzaguirre Lyon "Sabor y saber de la cocina chilena"
- ^ Eugenio Pereira "Apuntes para la historia de la cocina chilena"
- ^ Recuerdos de Treinta Años (1810-1840). Capítulo II. José Zapiola
Voci correlate [modifica]
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