Partecipatory design

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Participatory design o, nell'accezione italiana, progettazione partecipativa (conosciuto una volta come cooperative design o progettazione cooperativa) è un approccio di progettazione che tenta di coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse (impiegati, partner, clienti, cittadini, utenti finali) nel processo di progettazione col fine di contribuire e garantire il prodotto per incontrai i loro bisogni e che sia usabile.

Il termine è usato in diversi campi: Progettazione software, progettazione urbana, architettura, architettura del paesaggio, design del prodotto, sostenibilità, graphic design. Il Partecipatory design è un approccio che si focalizza sui processi e le procedure della progettazione e non sullo stile. Per alcuni questo approccio ha una dimensione politica di acquisizione di potere per l'utente e democraticizzazione Per altri, è vista come una via per evitare responsabilità e innovazione da parte dei progettisti. In diversi paesi scandinavi dagli anni '60 agli anni '70, mise radici nel lavoro con i sindacati, un precursore fu il design sociotecnico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 Lewin teorizzò per la prima volta una metodologia della ricerca di intervento partecipata in cui si vede la ricerca sia come una forma di conoscenza sia come una trasformazione della realtà in cui l’oggetto di studio si può considerate come un soggetto partecipante.

JAD e approccio scandinavo[modifica | modifica wikitesto]

Le politiche di progettazione[modifica | modifica wikitesto]

La natura della partecipazione[modifica | modifica wikitesto]

I metodi, gli strumenti e le tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]