Paratubercolosi

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La paratubercolosi è una malattia infettiva del bovino, dell’ovino, e di alcuni ruminanti selvatici; è conosciuta anche come Malattia di Johne o Mal del Canale. Ad andamento cronico e progressivo, colpisce l’intestino con conseguente diarrea e grave scadimento delle condizioni generali.

Agente eziologico[modifica | modifica sorgente]

La malattia è provocata da un batterio simile a quello che provoca la tubercolosi: precedentemente classificato come specie distinta, attualmente viene considerato come una sottospecie di Mycobacterium avium (Mycobacterium avium susp. paratuberculosis). È un germe bastoncellare, acido-alcol resistente, Gram positivo, asporigeno ed aerobio. Ha costante bisogno di micobactina, che è una sostanza liposolubile che permette l'utilizzazione del ferro, indispensabile per il microorganismo. Come tutti i micobatteri, è molto resistente al calore, ai disinfettanti ed agli agenti ambientali, rimanendo infettante per molto tempo anche nel terreno. Risulta anche molto difficile da coltivare in laboratorio, anche se è facilmente individuabile nei campioni patologici impiegando colorazioni speciali.

Epidemiologia e patogenesi[modifica | modifica sorgente]

La trasmissione della paratubercolosi avviene per contatto con feci infette o per assunzione del latte. Sono sensibili all’infezione soprattutto gli animali più giovani, che si infettano subito dopo il parto per il contatto con madri infette: il parto e la lattazione sono infatti, a causa dello stress e del calo delle difese immunitarie, i momenti in cui la riproduzione del batterio e la sua eliminazione fecale sono maggiori; dopo i due anni d’età generalmente sopravviene una resistenza all’infezione. Il batterio si annida nel digiuno e nell’ileo, dove provoca una reazione infiammatoria da parte dei macrofagi.

Sintomi[modifica | modifica sorgente]

Lo stress e l’immunodepressione da parto facilitano la replicazione del batterio e l’estensione delle lesioni: tipico reperto autoptico è la presenza nell’intestino di lunghe pliche rilevate, dette comunemente “a scala di corda”, costituite da macrofagi, linfociti e batteri. Tali lesioni provocano malassorbimento e, clinicamente, una grave diarrea ad andamento cronico che porta a dimagramento degli animali e riduzione della produzione lattea; generalmente ciò porta all’eliminazione dalla mandria degli animali colpiti che però spesso sono in grado di trasmettere l’infezione alla progenie.

Controllo[modifica | modifica sorgente]

La vaccinazione non viene praticata a causa della possibilità di falsare i risultati dei test effettuati per il controllo della tubercolosi. Le misure di prevenzione comprendono l’isolamento e l’eliminazione dei capi infetti, la separazione immediata dei vitelli dopo il parto e l’esame delle feci degli animali al primo parto, in modo da individuare eventuali portatori asintomatici dell’infezione. Importante anche testare per la paratubercolosi gli animali acquisiti dall’esterno e da introdurre nella mandria.

Per la qualifica di allevamento indenne occorre che l' allevamento non abbia presentato segni clinici della malattia da almeno 6 mesi, dopodiché sono stabiliti 4 livelli:

  • I: test su almeno 30 bovine di età superiore a 36 mesi, da includere bovine acquistate negli ultimi 3 anni, se l' allevamento era già risultato positivo testare tutte le bovine di età superiore a 36 mesi, se positivo testare di nuovo entro 30 giorni. Per il mantenimento test una volta all' anno anche sull' ambiente. Indennità dell' 85%
  • II: dopo 1 anno test su tutte le bovine di età superiore a 36 mesi + prelievo ambientale, indennità del 95%
  • III: dopo 1 anno test su tutte le bovine di età superiore a 36 mesi, indennità al 98%
  • IV: dopo 1 anno test su tutte le bovine di età superiore a 36 mesi + prelievo ambientale, se negativo indennità al 99%

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Farina R., Scatozza M., Trattato di malattie infettive degli animali domestici, UTET, 1995