Oratorio di San Giorgio

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Coordinate: 45°24′03.86″N 11°52′48.96″E / 45.401072°N 11.880267°E45.401072; 11.880267

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Esterno
Interno
I Funerali di Santa Lucia

L'oratorio di San Giorgio si trova in piazza del Santo a Padova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio venne fatto costruire dal marchese di Soragna Raimondino Lupi, come cappella sepolcrale di famiglia dopo che si era stabilito a Padova nel 1376.

La cappella venne edificata verosimilmente dal 1377, mentre il ciclo pittorico, commissionato dopo la morte del marchese Raimondino Lupi ad Altichiero, venne concluso nel 1384 dal nipote Bonifacio Lupi. Altichiero aveva dopotutto già lavorato per il Lupi, nella Cappella di San Giacomo all'interno della vicina basilica del Santo, proprio su commissione dello stesso Bonifacio che in tale cappella fece costruire per se e la consorte, Caterina de' Franzesi di Staggia, l'ultima dimora.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio è caratterizzato da una facciata a capanna con mattoni a vista, decorata da tre bassorilievi con San Giorgio che uccide il drago e lo stemma del lupo rampante della famiglia Lupi di Soragna.

La struttura architettonica interna è molto simile alla cappella degli Scrovegni, con un'aula dalle pareti lisce coperta da volta a botte; l'illuminazione è garantita da quattro monofore.

Anticamente il sarcofago del marchese Raimondino era montato al centro della cappella con un'architettura simile alle arche scaligere di Verona, ed arrivava a toccare quasi il soffitto. Il complesso venne poi smontato in età napoleonica ed oggi resta solo il sepolcro, posto lungo la parete destra.

Pitture[modifica | modifica wikitesto]

Il soffitto è dipinto con un cielo stellato attraversato da fasce con motivi floreali, dove sono inseriti busti di santi e cinque tondi per fascia con i simboli degli Evangelisti, dei Profeti e dei Dottori della Chiesa.

Le due pareti di lato sono divisi in due fasce sovrapposte: a sinistra sono raffigurate scene della Vita di San Giorgio, a destra scene della Vita e martirio di Santa Caterina d'Alessandria (in alto) e di Santa Lucia (in basso). La controfacciata presenta scene dellInfanzia di Cristo e la parete di fondo è dominata da una grande Crocefissione, sovrastata da unIncoronazione di Maria tra cori angelici.

Ciascuna scena è contornata da grandi campiture, che ne risaltano la spettacolarità. Lo stato di conservazione non è ottimo, ma nelle parti meglio conservate si può ammirare come la stesura pittorica sia raffinatissima, con giochi di luce e morbide sfumature e brillanti accostamenti, con vertici assoluti per l'arte trecentesca. Gli scorci architettonici sono complessi e perfettamente inseriti nello svolgimento delle scene, con profondi scorci prospettici, come nel San Giorgio che beve il veleno o nei Funerali di Santa Lucia, dove appare una navata di una chiesa in scorcio piena di astanti perfettamente collocati nello spazio. Se l'orchestrazione delle masse non presenta errori o stanchezza inventiva, ancora più sorprendente è l'attenzione ad individuare con gesti, espressioni e vari dettagli la componente individuale di ciascuna figura. Ma nonostante ciò i preziosismi non rubano mai la scena all'azione principale: il pittore controlla tutta la composizione per far cadere l'occhio all'osservatore dove lui vuole che cada. Nella scena di Santa Lucia condotta al Lupanare per esempio, una serie di linee orizzontali convergono sulla figura della santa, che nonostante si trovi in posizione decentrata appare immediatamente visibile; in un secondo momento poi l'occhio si allontana a percepire la realistica rappresentazione, con i buoi piegati dallo sforzo, l'incredulità delle guardie, l'apprensione di alcuni spettatori.

Elenco delle scene[modifica | modifica wikitesto]

Controfacciata
  • Annunciazione (lunetta)
  • Nascita di Gesù
  • Adorazione dei Magi
  • Fuga in Egitto
  • Presentazione di Gesù al Tempio
Parete dell'altare
  • Incoronazione di Maria tra cori angelici (lunettone)
  • Crocefissione di Gesù
Parete sinistra, fascia superiore
  • San Giorgio uccide il Drago
  • San Giorgio battezza Servio, re di Cirene
  • Raimondo Lupi, preceduto dai nipoti, dai fratelli e dai genitori, adora il Bambin Gesù in grembo alla Vergine in trono
Parete sinistra, fascia inferiore
  • San Giorgio beve il veleno e resta incolume
  • Due angeli liberano San Giorgio dal supplizio della ruota
  • San Giorgio con la preghiera fa crollare il tempio dell'idolo
  • Decapitazione di San Giorgio
Parete destra, fascia superiore
  • Santa Caterina d'Alessandria si professa cristiana mentre le compagne rinnegano la fede
  • Discussione di Santa Caterina d'Alessandria con i filosofi
  • Santa Caterina d'Alessandria sottoposta al tormento della ruota ne è miracolosamente liberata
  • Decapitazione di Santa Caterina d'Alessandria e sepoltura delle sue spoglie mortali sul monte Sinai
Parete destra, fascia inferiore
  • Santa Lucia da Siracusa irremovibile nella fede davanti al Tribunale di Pascasio
  • Santa Lucia da Siracusa trascinata inutilmente verso un postribolo
  • Martirio di Santa Lucia da Siracusa, che rimasta immune all'olio bollente e al rogo viene pugnalata da uno sgherro
  • Funerali di Santa Lucia da Siracusa.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Baggio, Gianluigi Colalucci, Daniela Bartoletti (a cura di), Altichiero da Zevio nell'Oratorio di San Giorgio. Il restauro degli affreschi, Ed. Associazione Centro Studi Antoniani e De Luca Editorem, 1999. ISBN 978-88-8016-257-5
  • Leonardo Di Ascenzo, materiale informativo in loco

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