Novelle esemplari

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La prima edizione delle Novelle esemplari, 1613

Le Novelle esemplari (Novelas ejemplares) formano una raccolta di dodici novelle dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra.

La raccolta, pubblicata a Madrid nel 1613, comprende, in ordine, La Gitanilla, El amante liberal, Rinconete y Cortadillo, La Española inglesa, El licenciado Vidriera, La fuerza de la sangre, El celoso extremeño, La ilustre fregona, La dos doncellas, La señora Cornelia, El casamiento engañoso y Coloquio de los perros. Quest'ultima novella è dedicata a Fernández De Castro.

Cervantes con questa opera introduce per la prima volta nella letteratura spagnola il termine di origine italiana "novela" che fino a quel momento non era mai stato usato.
Attraverso le novelle della raccolta, Cervantes mostra la panoramica della vita umana, la variabilità delle cose e la sua importanza usando un tempo narrativo compiuto che segue con particolare ritmo gli avvenimenti.

Lo schema temporale è sempre evidente, come nel Coloquio de los perros dove viene programmata una notte per le confidenze dei due cani sapienti uno dei quali, Cipíon, segna con insistenza il tempo all'altro, Berganza, che rappresenta il polo dispersivo o come ne La fuerza de la sangue nella quale l'azione si protrae per otto anni, ma il vero nucleo creativo si restringe nello spazio di sole due notti, quella del rapimento e quella del matrimonio della protagonista Leocadia.

L'ambientazione è spesso notturna e offre occasione di messe in scena particolari che sfruttano gli effetti del chiaroscuro barocco.
Particolari sono poi le prospettive con le quali vengono affrontati alcuni temi ricorrenti, tra i quali, particolarmente originale, il tema dell'"hidalguía" che si distacca dai soliti schemi. L'hidalgo infatti non è visto nella sua alienante solitudine, ma immesso nei problemi della sua famiglia povera e dignitosa.
I personaggi cervantini sono descritti con grande vivacità e l'ambiente, osservato con grande cura, viene offerto al lettore con una visione coloristica che lo trascina ad una interpretazione soggettiva e ad una meditata partecipazione.
Ogni novella della raccolta offre così grande ricchezza di toni ed in esse il senso del reale si unisce alle piacevolezze dell'immaginazione.

Tuttavia si registra una ampia presenza di stereotipi moralistici della novella popolare "a lieto fine" e di una serie di tradizionali pregiudizi dell'epoca (l'esistenza delle streghe, la malvagità degli ebrei, la dissolutezza degli zingari) che costituiscono talvolta asse portante della singola novella e che rendono questa raccolta, pubblicata a cavallo tra la prima e la seconda parte del Don Quixote, priva della freschezza narrativa e della modernità dell'opera principale dell'Autore.

Il racconto "La Gitanilla" ha ispirato il film La gitana del 1940.

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