Noto

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Noto
Panorama di Noto
Noto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: bandiera Sicilia
Provincia: stemma Siracusa
Coordinate: 36°53′0″N 15°5′0″E / 36.88333, 15.08333Coordinate: 36°53′0″N 15°5′0″E / 36.88333, 15.08333
Altitudine: 152 m s.l.m.
Superficie: 551,12 km²
Abitanti:
23.816 30-04-2009 
Densità: 42,9 ab./km²
Frazioni: Baulì, Calabernardo, Castelluccio, Cipolla, Coda di Lupo, Falconara, Fondo Morte, Lenzavacche, Lido di Noto, Madonna Marina, Pantano Longarini, Pietà San Giovannello, Reitani, Rigolizia, San Corrado di Fuori, San Lorenzo, San Marco, San Paolo, Santa Lucia, Serra di Vento, Testa dell'Acqua, Vendicari, Villa Vela 
Comuni contigui: Avola, Canicattini Bagni, Ispica (RG), Modica (RG), Pachino, Palazzolo Acreide, Rosolini, Siracusa
CAP: 96017
Pref. telefonico: 0931
Codice ISTAT: 089013
Codice catasto: F943 
Nome abitanti: netini 
Santo patrono: San Corrado Confalonieri 
Giorno festivo: 19 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
Città tarde barocche del Val di Noto
Late Baroque Towns of the Val di Noto
La cattedrale di Noto restaurata.JPG
Tipologia architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo no
Anno 2002
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

Noto (Nuotu in siciliano) è un comune di 23.816 abitanti della provincia di Siracusa.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Noto nella provincia di Siracusa

         

Noto dista 32 km da Siracusa ed è nella parte sud ovest della provincia ai piedi dei monti Iblei. La sua costa, fra Avola e Pachino, dà il nome all'omonimo golfo. I 550,86 km² del comune fanno di Noto il più grande comune della Sicilia e il quarto d'Italia.

[modifica] Storia

Il sito originario della città, Noto antica, si trova 8 km più a nord, sul monte Alveria. Qui si ritrovano i primi insiedamenti umani, che risalgono all'età del Bronzo Antico o Castellucciana (XVIII - XV sec. a.C.), come testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti. Secondo un'antica leggenda, Neas, che sarebbe stato il nome della Noto più antica, avrebbe dato i natali al condottiero siculo Ducezio, che nel V secolo a.C. avrebbe difeso la città dalle incursioni greche. Questi la trasferì dall'altura della Mendola al vicino monte Alveria, circondato da profonde valli, in una delle quali scorre la fiumara di Noto. Ben presto Neas o Neaton, ormai ellenizata nei costumi, entrò a far parte della sfera d'influenza siracusana. Secondo Polibio e Tito Livio, Neaton fu una colonia siracusana durante il regno di Gerone II, riconosciuta nel 263 a.C. dai Romani con un trattato di pace. Il Ginnasio, le mura megalitiche e gli Heroa ellenistici convalidano le ipotesi degli storici. Nel 214 a.C. circa Neaton aprì le sue porte all'esercito del console romano Marco Claudio Marcello, e venne così riconosciuta come città alleata dai Romani (che la chiamavano Netum) come Taormina e Messina. Subì, come le altre città isolane, le vessazioni di Verre, descritte da Marco Tullio Cicerone. Durante il periodo tardo- romano nella sua zona fu costruita la Villa Romana del Tellaro (IV secolo). Dopo l'occupazione della Sicilia (535-555 circa) da parte delle legioni bizantine dell'Imperatore Giustiniano, il territorio di Noto fu arricchito di monumenti, come la basilica di Eloro e la Trigona di Cittadella dei Maccari, l'Oratorio della Falconara e la Cripta di S. Lorenzo Vecchio, il Cenobio di S. Marco, il Villaggio di contrada Arco. Nell'864 Noto fu occupata dagli Arabi del ras Cafagh ben Sofian, che la fortificarono. Data l'importanza attribuita alla città dagli Arabi, Noto divenne, nel 903, capovalle e il suo territorio registrò la razionalizzazione dell'agricoltura e la promozione dei commerci. Fu insediata anche l'industria della seta, sfruttando la presenza di gelsi nel territorio. Nel 1091 Noto fu occupata dal Gran conte Ruggero d'Altavilla, e venne infeudata al figlio Giordano, che iniziò la costruzione del castello e delle chiese cristiane. Durante il regno dell'imperatore Federico II di Svevia, a Noto, governata dal conte Isibaldo Morengia, fu eretto il monastero benedettino di Santa Maria dell'Arco. Durante il periodo angioino, il 2 aprile 1282, Noto partecipò all'insurrezione dei Vespri Siciliani. Nel 1299, durante la guerra per il possesso della Sicilia tra Federico III d'Aragona e Carlo II d'Angiò, il castellano di Noto Ugolino Callari (o di Callaro) si ribellò al primo passando dalla parte di quest'ultimo, e consegnò la città all'esercito di Roberto d'Angiò, figlio di Carlo II. Tornata sotto il dominio aragonese, Noto fu poi governata da Guglielmo Calcerando. Sotto il regno di Alfonso V d'Aragona fu Viceré di Sicilia Nicolò Speciale, netino, che diede un importante contributo allo sviluppo della città, governata al tempo dal duca Pietro d'Aragona, fratello del re. Il duca fece edificare nel 1431 la Torre Maestra del Castello di Noto Antica. Nel 1503, per intervento del vescovo Rinaldo Montuoro Landolina, il re Ferdinando II d'Aragona conferì a Noto il titolo di "Città ingegnosa" per i tanti personaggi che nel quattrocento si distinsero nel campo dell'Arte, delle Lettere e della Scienza, come Giovanni Aurispa, Antonio Cassarino, Antonio Corsetto, Andrea Barbazio e Matteo Carnalivari. Nel 1542 il Viceré Ferrante Gonzaga fortificò le mura della città. L'11 gennaio del 1693 la città, allora nel suo pieno splendore, fu distrutta da un terribile sisma, morirono circa 1000 persone. Subito dopo il terribile evento Giuseppe Lanza duca di Camastra, nominato Vicario generale per la ricostruzione del Val di Noto, stabilì di ricostruire la città in altro sito 8 km più a valle, sul declivio del monte Meti. Nel piano di costruzione della città intervennero diverse personalità, indicate dai documenti e dalla tradizione: dall’ingegnere militare olandese Carlos de Grunenbergh, al matematico netino Giovanni Battista Landolina, al gesuita fra’ Angelo Italia, all’architetto militare Giuseppe Formenti; ma, al di là del piano urbanistico, è da tenere presente che la città attuale è il risultato dell’opera di numerosi architetti (Rosario Gagliardi, Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra, Antonio Mazza), capimastri e scalpellini, che, durante tutto il XVIII secolo, realizzano questo eccezionale ambiente urbanistico. Nell'Ottocento, con la nuova riforma amministrativa, Noto perse il ruolo di capovalle, che passò a Siracusa. Tuttavia nel 1837, a causa del moto carbonaro di Siracusa, Noto divenne capoluogo di Provincia, e nel 1844 anche Centro di una diocesi. Nel 1848 scoppiò la rivolta massonica siciliana e Noto vi partecipò. L'anno dopo venne sedata ed il netino Matteo Raeli, ministro del governo rivoluzionario, andò in esilio a Malta. Nel 1861 Noto, dopo l'invasione di Giuseppe Garibaldi, entrò a far parte del Regno d'Italia, conservando inizialmente il titolo di capoluogo di provincia, poi restituito a Siracusa nel 1865. Nel 1870 fu inaugurato il Teatro Comunale; l'esiliato Matteo Raeli fu nominato ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti della nuova nazione. Intorno al 1880 a Noto fu edificata la stazione ferroviaria. Dopo la seconda guerra mondiale iniziò il processo migratorio verso le regioni settentrionali d'Italia, la Germania, la Francia, il Belgio, l'Argentina, gli USA e il Canada. Negli ultimi anni si è registrata una ripresa economica, dovuta alla sviluppo del turismo, che rappresenta la principale risorsa della città barocca . La città è stata proclamata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2002.

[modifica] L'architettura netina

Le vie della città sono intervallate da scenografiche piazze ed imponenti scalinate che raccordano terrazze e dislivelli. La unitaria ricostruzione produsse un tessuto urbano coerente e ricco di episodi architettonici: Cesare Brandi definì Noto, "giardino di pietra". Venne utilizzata la tenera pietra locale, di colore tra il dorato e il rosato, riccamente intagliata. La ricostruzione avvenne unitariamente sotto la guida del duca di Camastra, che rappresentava a Noto il viceré spagnolo.

[modifica] Luoghi di interesse

Palazzo Ducezio
Porta Reale

[modifica] Edifici civili

[modifica] Edifici religiosi

[modifica] Palazzi nobiliari

  • Palazzo Nicolaci di Villadorata
  • Palazzo Trigona di Cannicarao
  • Palazzo Landolina di Sant'Alfano
  • Palazzo Rau della Ferla
  • Palazzo Di Lorenzo Del Castelluccio
  • Palazzo Impellizzeri di San Giacomo
  • Palazzo Astuto di Forgione
  • Palazzo Battaglia
  • Palazzo Velona

[modifica] Siti archeologici presenti nel territorio comunale

[modifica] Riserve naturali

[modifica] Cultura

[modifica] Istituzioni scientifiche

Presso Noto, in località Monte Renna si trova un radiotelescopio, composto da un'antenna di 32 metri. La struttura è gestita dall'Istituto di radioastronomia di Bologna, parte del INAF, ed ha un gemello posto a Medicina, vicino a Bologna.

[modifica] Manifestazioni

  • Infiorata, la terza domenica di maggio, a partire dal 1980. Fu importata chiamando ad operare i maestri di Genzano. Si tiene in via Nicolaci, che viene ricoperta di fiori.

[modifica] Il patrono: San Corrado Confalonieri

San Corrado, tela del XVII secolo nella chiesa di Calendasco (PC), di cui è patrono da oltre quattro secoli
Urna d'argento contenente il corpo di san Corrado

San Corrado eremita, morì nel 1351, nella grotta dove era vissuto in eremitaggio per numerosi anni, nella Valle dei Pizzoni, presso Noto, dove oggi si trova la "Chiesa dell'Eremo fuori le mura", che ingloba la grotta. Il 19 febbraio, giorno della sua morte, si tiene la festa patronale. Vi si svolge una processione, con la "vara" dell'urna argentea contenente il corpo del santo, che viene portata per le vie del paese. Ogni dieci anni, la processione con l'urna giunge fino alla grotta, con un percorso che si svolge durante la notte e percorre i circa 10 km che separano la città dall'eremo originario. Caratteristici sono i portatori di ceri artistici, dipinti con simbologie legate alla figura del patrono.

[modifica] Economia

Il settore turistico si è recentemente sviluppato: in seguito all'ingresso tra il Patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO, si sono aperte strutture ricettive e si sono avviati lavori di riqualificazione nella città. Il turismo può contare anche sulla vicinanza al mare e sui prodotti tipici, sulla grande tradizione gastronomica. Il più importante fra i prodotti tipici è senza dubbio il vino. Tracce di viticoltura risalgono all'epoca neolitica (circa XV - XIII sec. A.C.), ma ben più recentemente Noto era nel XIX secolo la principale zona di produzione di tutta la Sicilia e nel suo territorio fu istituita la Regia cantina sperimentale. Dopo un periodo di crisi, negli ultimi anni diverse imprese, anche non siciliane, hanno cominciato a investire, a piantare nuovi vigneti e a vinificare in loco. L'uva di maggiore importanza è senza dubbio il Nero d'Avola, che prende il nome dall'omonima confinante cittadina, ma è in agro di Noto appunto che si fanno i migliori vini, provenienti soprattutto dalle contrade di Buonivini, Bufalefi, Archi e Maccari.

Sull'agro di Noto insistono ben due DOC per il vino (Eloro e Val di Noto) e una DOP per l'olio (Monte Iblei).

Il comune, che fa parte dell'associazione "Città del vino", ha deliberato di istituire una Enoteca pubblica, situata nella cosiddetta "Loggia del mercato", nella parte retrostante di Palazzo Nicolaci, che dovrà servire appunto per la promozione del vino.

Altro prodotto di grande qualità è la mandorla, detta "pizzuta" che si coltiva nel territorio.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Corrado Valvo (centrodestra) dal 26/06/2006
Centralino del comune: 0931 896111
Posta elettronica: relazionipubbliche@comune.noto.sr.it

[modifica] Sport

A Noto, sono presenti diverse società che operano in varie discipline sportive, con ottimi risultati: Twirling; ragazze campionesse di livello nazionale ed europeo tra cui spiccano le atlete Italia e Marziano. Atletica Leggera; cospicua la pattuglia di atleti che gareggiano nelle gare amatoriali con ottimi risultati tra cui spicca Corrado Mortillaro tesserato con l' Atletica Gonessa Cagliari. Tennistavolo; Robur Noto, che partecipa al campionato di Serie B1 gir. D. Ciclismo; Emanuele Rizza, Vincenzo Garofalo professionisti su strada.

[modifica] Calcio

A Noto c'è una squadra: l' U.S.D. Noto che milita nel Campionato FIGC- Lega Dilettanti nella categoria "Eccellenza". Calcio a 5; Notinese calcio 5, partecipa al campionato di serie D; Netina Calcio, partecipa al campionato di 1° Categoria; Rinascita Netina, partecipa al campionato di 3° Categoria

[modifica] Personalità legate a Noto

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note


[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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