Nitriera

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Una tipica fabbrica di salnitro (Germania, 1580) con serbatoi di lisciviazione (C) riempito con materiale vegetale in decomposizione mescolato con le feci. Un operaio raccoglie il efflorescenti salnitro nella superficie depositi percolazione per poi passare un processo di ebollizione nelle caldaia in fabbrica (A).

Una nitriera artificiale[1][2] ( fabbrica di salnitro) è un luogo di produzione di nitrato di potassio o salnitro utilizzato in particolare per la fabbricazione di polvere da sparo.[3][4]

Fabbricazione[modifica | modifica sorgente]

Il processo comportava seppellire feci (umane o animali) nei campi della fabbrica di salnitro in letti di nitro, fare una irrigazione e aspettare che la lisciviazione facesse il loro lavoro, dopo un po' si raccoglieva il salnitro "uscito" sulla superficie per azione della efflorescenza. Poi veniva immesso in un processo di purificazione per ebollizione nelle caldaia della fabbrica.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Oltre in "Montepellusanus",[6] nel corso del XIII secolo l'unica fornitura di salnitro in tutta l'Europa cristiana (secondo "De Alchimia" in 3 manoscritti di Michele Scoto, 1180-1236) era la Catalogna: "...saraceni apellant ipsum borax et credunt quod sit alumen.[7] Et in Hispania invenitur versus Aragoniam in quodam monte juxta mare”. et apellant ipsum hispani alumen acetum activum...[8][9]

Infatti nel 1561, Elisabetta I d'Inghilterra in guerra con Filippo II di Spagna, non riesce ad importare il salnitro (il Regno d'Inghilterra non aveva la propria produzione di salnitro), dovendo pagare "300£ oro" al capitano Tedesco Gerrard Honrik per il documento “Instructions for making salpetre to growe” (il segreto dal " Feuerwerkbuch ")

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nitriere - Trecani(Enciclopedia-Italiana)
  2. ^ Del salnitro E Dell'arte Del Salnitrajo, 1805, pp. 20–. URL consultato il 10 marzo 2013.
  3. ^ Francesco Valentini, Gran dizionario grammatico-pratico tedesco-italiano, italiano-tedesco, 1836, pp. 948–. URL consultato il 17 marzo 2013.
  4. ^ Vincenzo Mortillaro (marchese di Villarena), Nuovo dizionario siciliano-italiano, Tip. del Giornale letterario, 1844, pp. 26–. URL consultato il 17 marzo 2013.
  5. ^ Paul-Antoine Cap, Etudes biographiques pour servir à l'histoire des sciences ...: sér. Chimistes, V. Masson, 1857, pp. 294–. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  6. ^ James Riddick Partington, A history of Greek fire and gunpowder, JHU Press, 1960, pp. 88–, ISBN 978-0-8018-5954-0.
  7. ^ James Riddick Partington, A history of Greek fire and gunpowder, JHU Press, 1960, pp. 311–, ISBN 978-0-8018-5954-0. URL consultato il 19 marzo 2012.
  8. ^ James Riddick Partington, A history of Greek fire and gunpowder, JHU Press, 1960, pp. 89–, ISBN 978-0-8018-5954-0.
  9. ^ Alexander Adam, A compendious dictionary of the Latin tongue: for the use of public seminaries and private students, Printed for T. Cadell and W. Davies, by C. Stewart; London ; Bell and Bradfute, W. Creech, 1805, pp. 339–. URL consultato il 19 marzo 2012.
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