Mulan (film)

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Mulan
Mulan.jpg
Mulan in una scena del film
Titolo originale Mulan
Lingua originale inglese/mandarino
Paese Stati Uniti
Anno 1998
Durata 84 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,33:1
Genere animazione
Regia Tony Bancroft, Barry Cook
Produttore Pam Coats
Casa di produzione Walt Disney Feature Animation
Distribuzione (Italia) Walt Disney Pictures
Montaggio Tom Acosta, Jim Melton
Musiche Jerry Goldsmith, Matthew Wilder
Scenografia Hans Bacher
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Mulan è il 36º classico Disney secondo il canone ufficiale. È uscito nel 1998.

L'intento primario del colosso cinematografico statunitense era di poter penetrare più a fondo nel mercato cinese. La scelta dell'argomento è stata oggetto di lunghe trattative per giungere ad un compromesso che risultasse "consono" da parte del governo della Repubblica Popolare Cinese e sufficientemente attrattivo da parte della Walt Disney Company.

Il film si ispira all'antica fiaba di Hua Mulan.

Indice

[modifica] Trama

« Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti »
(Imperatore)

Da lungo tempo i territori della Cina sono protetti dalla Grande muraglia, una mastodontica struttura che circonda i suoi sterminati confini. La gente vive un periodo di pace, ma gli Unni, guidati dal sanguinario Shan Yu, riescono a superare l'immane costruzione e dilagano per il paese.

La tranquilla vita di un villaggio è scossa dalla notizia dell'invasione. Ogni famiglia deve fornire un componente maschio per la costituzione delle armate che partiranno ad affrontare gli invasori. Mulan, giovane donna della famiglia Fa, con l'intento di salvare il padre rimasto zoppo in guerra e per riscattare l'onore perduto nell'incontro con la Mezzana si traveste da uomo e parte per il campo di addestramento. Mulan è accompagnata da Mushu, uno spiritello degli avi della famiglia Fa con le sembianze di drago cinese, che era stato incaricato di risvegliare l'antico drago di pietra con il gong, ma distruggendo la sua statua per un incidente, decide di seguire Mulan al suo posto.

Mulan deve convivere nel campo militare con uomini di tutte le specie, rozzi e maschilisti. Tra questi il capitano, figlio del generale Li, che deve formare dei veri soldati in grado di affrontare il terribile nemico. Mulan, grazie alle sue doti d'intelligenza, riesce a sopperire alla naturale mancanza di forza fisica e a dare spirito di corpo alla truppa conquistando la fiducia dell'istruttore. I soldati sono pronti per partire verso il fronte e verso un valico di montagna in cui le truppe invasori devono necessariamente passare.

Lo scontro con le truppe di Shan Yu si presenta subito arduo. L'armata del generale Li, padre del giovane capitano Shang, è stata completamente sterminata dal terribile bandito che ecco apparire l'orda di guerrieri Unni a cavallo.

Ma mentre le truppe di Shan Yu stanno per travolgere l'esercito di Shang, Mulan, usando nuovamente le sue doti intellettive, si precipita verso i nemici da sola per lanciare l'ultimo fuoco di artiglieria contro una vetta innevata provocando così la valanga che permetterà la sconfitta dell'esercito unno. La valanga però trascina con sé, oltre Mulan, anche Shang, che, semisvenuto, viene soccorso dalla ragazza. Quando ormai tutto sembra tranquillo però, il colpo che Shan Yu era riuscito a infliggerle inizia a sanguinare e questo porta l'esercito alla scoperta del suo vero sesso.

La notizia è esplosiva: una donna tra uomini in arme è inammissibile, scandaloso e disonorevole per l'armata cinese. Mulan merita la morte, ed è Shang, sotto l'ordine del consigliere dell'imperatore, a doverla uccidere, decapitandola. Ma, avendo Mulan salvatagli la vita durante la valanga, lui la grazia, considerando il suo debito saldato.

« Una vita per una vita. Ho pagato il mio debito. »
(Shang, quando lascia cadere la spada)

Mulan è quindi lasciata al suo destino sulla montagna, mentre l'esercito l'abbandona e torna dall'imperatore a comunicare la sconfitta dell'esercito unno.

Shan Yu e i membri più forti del suo esercito sono però sopravvissuti alla valanga, e si dirigono verso l'imperatore per un attacco finale. Solo Mulan si accorge di questo e, aiutata da Mushu, torna per avvisare del pericolo i suoi compagni, che giunti alla città imperiale stanno festeggiando con una parata la recente vittoria, ma, essendo una donna e quindi non degna di attenzione, a nulla valgono i suoi sforzi per convincere prima i compagni e poi i propri compatrioti della presenza del nemico nella città imperiale.

Durante il colloquio tra il capitano e l'imperatore, il falco appartenente a Shan Yu strappa dalle mani dell'imperatore la spada del suo padrone riconsegnandola al legittimo proprietario. È il segnale che gli ultimi Unni rimasti aspettavano per tentare un ultimo attacco all'imperatore. Nascosti all'interno del dragone che faceva parte della parata riescono a cogliere tutti di sorpresa, riuscendo quindi facilmente a rapire l'imperatore e a chiudersi all'interno del suo palazzo. A niente valgono gli sforzi dell'esercito per sfondarne la porta.

È di nuovo di Mulan l'idea che salverà l'imperatore e la Cina. Convincendo i suoi tre compagni più fidati a travestirsi da concubine, riescono a penetrare nel palazzo prendendo alla sprovvista le guardie che tengono sorvegliata la porta della stanza dove è imprigionato l'imperatore. Dopo essere riusciti a immobilizzare le guardie, Shang riesce finalmente ad entrare, salvando all'ultimo secondo l'imperatore dalla spada di Shan Yu.

Mentre Shan Yu e Shang combattono, Mulan riesce a far scappare l'imperatore assieme ai suoi compagni e, per salvare quest'ultimo e Shang, perde lei stessa la possibilità di salvarsi, decidendo di rimanere con il generale. Shan Yu, convinto che sia stato Shang a portargli via la vittoria, sta per ucciderlo quando Mulan, attirando la sua attenzione gli fa capire lo sbaglio.

Segue un inseguimento tra i corridoi del palazzo, che si sposta sul tetto fino a quando, grazie a Mushu, Shan Yu viene definitivamente eliminato.

Mulan è, a tutti gli effetti un'eroina, ma è donna, ed oltre a questo ha infranto troppe leggi per essere considerata tale. Questo almeno secondo il consigliere dell'imperatore, che però viene smentito dall'imperatore stesso il quale, oltre a inchinarsi a lei le dà la possibilità di entrare come membro all'interno del consiglio. Mulan declina l'offerta, affermando di essere stata troppo a lungo via da casa. L'imperatore allora, per non far dimenticare quello che la ragazza aveva fatto per lui e per il popolo cinese le consegna lo stemma imperiale e la spada di Shan Yu, doni che serviranno per far sapere al mondo intero quello che ha fatto.

Tornata a casa, la scena commovente dell'abbraccio tra padre e figlia è assistita dalla madre e dalla nonna di lei. Quest'ultima, contrariata dal fatto che la nipote avesse portato a casa una spada anziché un uomo, viene zittita dall'apparizione di Shang, che, come scusa per rivedere Mulan, le riporta l'elmo che aveva dimenticato. Intanto Mushu riesce, finalmente, a convincere gli antenati a ridargli il posto di guardiano della famiglia Fa, toltogli 500 anni prima per una sua inadempienza che causò la morte di un membro della famiglia.

E così si conclude la storia della donna eroina che salvò la Cina dal suo nemico più grande.

[modifica] Errori

  • Nella scena ambientata al villaggio bruciato dagli Unni (dopo la canzone Per lei mi batterò), nel momento in cui viene ritrovato l'elmo del generale Li, Shang pianta la sua spada nel terreno e vi posa sopra l'elmo. Tuttavia, nelle scene successive Shang ha ancora la spada con sé.

[modifica] Curiosità

  • Mulan è presente anche nel videogioco Kingdom Hearts II dove aiuta Sora, Paperino e Pippo nella Terra dei Dragoni. Il suo amico Mushu è utilizzabile anche nel primo capitolo del gioco tramite evocazione.
  • La bambina a cui Mulan restituisce la bambola durante la prima canzone compare nel seguito come una delle sue "allieve".
  • Nella versione in cinese mandarino, Shang è stato doppiato dall'attore Jackie Chan, il quale ha anche girato il video musicale della canzone Farò di te un uomo.
  • Nella sequenza in cui Mushu risveglia gli antenati, la coppia che dice di temere che la famiglia finisca al verde è una citazione del noto quadro American Gothic di Grant Wood.
  • La scena in cui Mulan viene rimproverata dalla Mezzana e poi viene consolata da Fa Li e Nonna Fa, mentre gli altri se ne vanno, ricorda molto la scena del precedente classico Hercules dove l'eroe protagonista viene rimproverato dai paesani per aver distrutto il mercato e mentre loro se ne vanno, suo padre lo consola.
  • La colonna sonora di uno dei trailer di Mulan è la stessa di Dragonheart.
  • In una delle scene dello scontro finale tra Mulan e Shang-Yu, Mushu spaventa due artificieri travestito da pipistrello gigante dicendo "Sono il vostro peggiore incubo!". E' un divertente riferimento a uno dei tormentoni di Batman.

[modifica] Sequel

  • Il film ha riscontrato un discreto successo da far seguire un seguito Mulan II, uscito il 4 novembre 2004 in Italia (e nel resto d'Europa) e il 1º febbraio 2005 in USA in DVD e VHS.

La disney ha lasciato invece a metà il film Mulan III (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unreleased_Disney_animated_shorts_and_feature_films#2006)

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