Modello Linear no-threshold

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Il modello Linear no-threshold (LNT) è un modello del danno fisiologico sull'organismo causato dalle radiazioni ionizzanti. Il modello LNT presuppone che il danno cresca linearmente (cioè in modo direttamente proporzionale) al crescere del livello della dose di radiazione assorbita o della dose equivalente di radiazioni ionizzanti, e questo valga per valori qualsiasi della dose. Pertanto il modello LNT asserisce che non vi sia alcuna soglia (threshold) di esposizione al di sotto o al di sopra della quale la risposta cessi di essere lineare.

Dunque secondo il modello LNT il rischio di contrarre tumore o leucemia cresce linearmente al crescere della dose equivalente già a partire dalla dose equivalente di 2,4 millisievert per anno, che è la media mondiale di dose equivalente assorbita da un essere umano dovuta al fondo di radioattività naturale. Pertanto secondo l'LNT in una popolazione esposta ad esempio a 3,4 millisievert per anno (la media di dose equivalente assorbita in Italia dove il fondo di radioattività naturale è leggermente più elevato) il numero di tumori e leucemie registrati epidemiologicamente fra la popolazione dovrebbe essere del 40% superiore alla media mondiale.

Problemi del modello LNT[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia, i dati epidemiologici in diverse regioni del globo in cui il fondo naturale di radioattività è molto più alto del normale (Ramsar, Guarapari, Kerala) mostrano incidenze di cancro e leucemie molto più basse di quelle previste da LNT. Per questo, in alternativa all'LNT sono stati proposti vari altri modelli. Uno fra i più accreditati presuppone un livello di soglia di dose equivalente al di sotto del quale, ovvero ai bassi livelli di dose assorbita, l'esposizione alle radiazioni non comporterebbe danni all'organismo. Secondo questo modello l'organismo sarebbe dunque in grado di riparare i danni causati dalle radiazioni a basse dosi assorbite. Un altro modello, detto ormesi da radiazioni, asserisce che alle basse dosi al di sotto di una certa soglia l'esposizione alle radiazioni sarebbe benefica, mentre riconosce che sia dannosa alle alte dosi, come peraltro avviene per la maggior parte degli agenti chimici, fisici e biologici. Altre alternative prevedono che il danno cresca più che linearmente alle basse dosi e infine che il modello LNT sottostimi il rischio alle basse esposizioni alle radiazioni, ovvero che al di sotto di una certa soglia l'organismo non sia più in grado di riparare il debole danno e sia pertanto maggiormente esposto al rischio di tumori e leucemie[1].

Sia l'LNT che le sue alternative presentano tutti dei plausibili meccanismi come ipotesi. Conclusioni definitive non possono ancora essere univocamente tracciate data la difficoltà di fare studi che coinvolgano coorti abbastanza grandi su periodi lunghi. Sembrerebbe tuttavia che il modello LNT possa essere ancora oggi considerato come il più accreditato. Ovvero anche che, dato il basso livello di conoscenze in questo campo, il modello LNT sia da considerarsi come la più ragionevole delle assunzioni[2] .

Va osservato tuttavia che la normativa relativa alla protezione da agenti differenti dalle radiazioni ionizzanti, quali sostanze chimiche naturali e/o artificiali, agenti fisici quali temperatura, pressione, campi elettromagnetici a bassa frequenza, campi sonici ed ultrasonici, ed infine agenti biologici naturali e/o artificiali come batteri, virus, tossine, è normalmente meno restrittiva e non viene mai preso come valore di riferimento il fondo naturale dovuto agli agenti stessi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richard Wakeford BNFL, 2004. Consultation Comment to the ICRP: Low-dose Extrapolation of Radiation-Related Cancer Risk
  2. ^ David J Brenner, et al, Cancer risks attributable to low doses of ionizing radiation: Assessing what we really know in Proceedings of the National Academy of Sciences, 10 novembre 2003. URL consultato il 29 agosto 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]