Miguel d'Escoto Brockmann

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Miguel d'Escoto Brockmann
Miguel d'Escoto Brockmann2.jpg

Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite
Durata mandato 2008 –
2008
Predecessore Srgjan Kerim
Successore Ali Abdussalam Treki

Miguel d'Escoto Brockmann (Los Angeles, 5 febbraio 1933) è un presbitero, politico e diplomatico nicaraguense.

Fece parte del governo sandinista tra il 1979 e il 1990. Nel 2008 ha presieduto la sessione annuale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

D'Escoto nacque a Hollywood[1], figlio dell’ambasciatore nicaraguense negli USA[1], e fu ordinato prete cattolico per la congregazione di Maryknoll nel 1961. Dopo un master in giornalismo[1], nel 1970 fu una figura di punta nella fondazione della casa editrice di Maryknoll Orbis Books.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Nel ottobre 1977 d'Escoto espresse pubblicamente il suo appoggio per il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale insieme a "Los Doce"[chi sono?]. Dopo la vittoria dei sandinisti nel 1979, d'Escoto fu nominato ministro degli esteri[1] e fece parte del governo guidato da Daniel Ortega dal 1979 al 1990. Papa Giovanni Paolo II ammonì lui e gli altri preti nel governo per essere stati coinvolti in politica, ma padre d'Escoto, che simpatizzava per la teologia della liberazione[1], non rinunciò al suo impegno nel regime scaturito da "una rivoluzione appoggiata massicciamente dai cristiani"[1]. Del momento quindi che manteneva una carica politica (dunque di parte) fu sospeso a divinis nel 1985[2], accettando la sanzione con serenità[1]. L'amministrazione di Reagan lo segnalò come un moderato da opporre al regime in Nicaragua.[senza fonte]

Dopo la sconfitta dei sandinisti alle elezioni del 1990, d'Escoto guidò il Movimento Comunale, ma si dimise nel dicembre 1991.

Il 4 giugno 2008 d'Escoto fu eletto Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la sua 63ª sessione annuale[3]. Invocò una mobilitazione della società internazionale contro la politica israeliana verso i palestinesi.

Nel giugno 2010 fu eletto per acclamazione a guidare il Comitato consultivo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.[4]

Ritorno alla vita religiosa[modifica | modifica sorgente]

Nel 2014 padre d’Escoto ha scritto una lettera al Papa, manifestando il desiderio di «ritornare a celebrare la Santa Eucaristia prima di morire». Considerato che egli ha sempre rispettato la pena subita, ha riconosciuto gli errori commessi ed ha lasciato l'impegno politico diretto[1], il 1 agosto 2014 Papa Francesco ha acconsentito alla revoca della sospensione a divinis ed ha affidato il sacerdote al superiore generale della Congregazione di Maryknoll affinché lo accompagnasse nel processo di reintegrazione nel ministero sacerdotale. La notizia è stata resa nota quattro giorni dopo. [5].

Il provvedimento non è stato accolto senza polemiche, soprattutto sul presunto pentimento[6].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Mentre era ministro degli esteri ricevette i premi:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Francesco riapre la Chiesa al prete “rivoluzionario”, La Stampa, 5 agosto 2014. URL consultato il 13 agosto 2014.
  2. ^ La notizia dall'archivio storico della Stampa.
  3. ^ (EN) General Assembly elects, by acclamation, President for sixty-third session, Nazioni Unite, 4 giugno 2008. URL consultato il 17 novembre 2012.
  4. ^ (EN) The U.N.'s war on Israel continues and the U.S. is silent 6/18/2010 New York Post by Anne Bayefsky
  5. ^ Il Papa dà l’assenso a revoca sospensione a divinis di padre Miguel d’Escoto, Radio Vaticana, 4 agosto 2014.
  6. ^ Si veda questo sito.
  7. ^ (EN) The Thomas Merton Award 2006 will honor Angela Y. Davis!, Thomas Merton Center

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