Margaritas ante porcos

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La locuzione latina margaritas ante porcos (lett. perle ai porci) è tratta dal Vangelo secondo Matteo (7, 6).

La frase s'inserisce in un lungo elenco di raccomandazioni ed esortazioni che Cristo fa ai suoi discepoli dopo il celebre discorso della montagna. A loro dice: "Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos", ossia: "Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino".

L'invito è quello di non sprecare le cose di valore, materiali o no, dandole a chi non è in grado di apprezzarle.

Questo loghion apparteneva in origine a quella fazione giudaizzante (evolutasi negli ebioniti) che nella proto-comunità cristiana considerava il messaggio evangelico come riservato ai soli ebrei, di nascita o per conversione. Nel linguaggio politico del I secolo, infatti, "cani" e "porci" sono i pagani, entrambi gli animali essendo considerati come particolarmente impuri dalla traduzione giudaica. Ovviamente, l'invito a non dare ciò che è sacro (le perle della Torah) ai pagani impuri, che non saprebbero cosa farne e si limiterebbero a insudiciarlo, ha una forte valenza polemica, ed è palesemente in netto contrasto con le tesi della fazione "paolina", cioè quella che avrebbe rapidamente prevalso dopo la distruzione del Tempio (70 d.C.).

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