Marc-Antoine Laugier

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Frontespizio dell'Essai sur l'architecture ed 1755

Marc-Antoine Laugier (Manosque, 1713Parigi, 1769) è stato un teorico dell'architettura e storico dell'architettura francese, che con la sua opera contribuì al dibattito teorico all'interno del neoclassicismo europeo.

Allievo dei gesuiti, entrò nell'ordine e, lasciata la natia Provenza, visse in diverse città, maturando una grande cultura in vasti campi del sapere e dimostrando capacità come predicatore, tanto da leggere i propri sermoni anche a corte, dopo il suo trasferimento a Parigi.

Spirito originale e vivace, fu apprezzato anche dagli enciclopedisti ed i filosofi illuministi. Nel 1755 lascia il suo ordine in seguito a sermoni eccessivamente critici pronunciati a Versailles ed entra nell'ordine benedettino.

Essai sur l'architecture[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1753 pubblicò la prima edizione dell'Essai sur l'architecture a cui seguì nel 1755 la seconda edizione revisionata e firmata, subito tradotta in varie lingue.[1] Il trattato rielabora temi di Jean-Louis de Cordemoy[2], un teorico dell'architettura francese del primo XVIII secolo.[3]

La tesi principale del saggio è la convinzione che la natura sia il principio originario dell'architettura e della teoria dell'architettura. Una visione peraltro vicina al pensiero di Jean-Jacques Rousseau. A tale principio Laugier unisce la convinzione che l'architettura possa essere interamente determinata dalla ragione, secondo gli esiti dell'illuminismo. Questa doppia radice del suo pensiero si concretizza nell'assunto che l'architettura, per essere razionale, deve essere naturale. Il saggio influenzò notevolmente la cultura architettonica neoclassica, che cominciava ad affermarsi in opposizione al barocco e al rococò. La sua influenza giunse fino a Étienne-Louis Boullée.

Laugier fu anche tra i primi a svalutare l'architettura romana e riscoprire l'architettura greca [4] e l'ordine dorico, come fonte originaria del classicismo ed a rivalutare l'architettura gotica.[5] In alcuni passi del trattato si ipotizza addirittura la possibilità di un'architettura senza ordine.[6]

L'immagine che più caratterizzò la conoscenza del suo trattato in tutta Europa fu tuttavia il concetto della cosiddetta "capanna primitiva", derivata da Vitruvio come archetipo in legno delle costruzioni umane e degli ordini architettonici, efficace esemplificazione del pensiero architettonico di Laugier che trova una singolare coincidenza con i temi propri del veneziano Carlo Lodoli.[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Essai sur l'architecture, Paris, 1753
  • Observations sur l'architectureLa Haye, 1765 Testo in francese
  • Histoire de la République de Venise, 1759-1768

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In Italia ebbe una gran diffusione tra gli architetti e gli studiosi, in lingua originale.Vittorio Ugo(a cura di) Laugier e la dimensione teorica dell'architettura, 1990
  2. ^ Robert A. Stern, "Classicismo moderno", Baio Editore 1990, pag. 15
  3. ^ M.L. Scalvini, Da Codemoy a Laugier, in "Laugier e la dimensione teorica dell'architettura", a cura di Vittorio Ugo, 1990.
  4. ^ Giorgio Simoncini, Ritorni al passato nell'architettura francese: fra Seicento e primo Ottocento,pag.156, 2001
  5. ^ Giorgio Simoncini, Op. cit.,pag.52, 2001.
  6. ^ Giorgio Simoncini, Op. cit.,pag.182, 2001.
  7. ^ M.L. Scalvini, Da Codemoy a Laugier, in "Laugier e la dimensione teorica dell'architettura", a cura di Vittorio Ugo, 1990.

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