Mandi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Mandi (disambigua).

La parola mandi è la formula di saluto in lingua friulana. È utilizzata come formula di benvenuto/bentrovato, ma soprattutto come formula di commiato. Nel Friuli medioevale, però, si usavano altre formule come, ad esempio, nel 1400 circa: che Deu vi conservi in sanitat (che Dio vi conservi in salute) e la simile del 1429: Deu vi conservi san (Dio vi conservi sano); il notaio friulano Antonio Belloni, nato a Udine verso il 1479, nelle sue lettere salutava con un stait san (rimanete sano).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Sono state avanzate diverse ipotesi sulla sua etimologia. La più antica, che rimane tuttora la più plausibile, sostiene che deriva da un antico m'arcomandi (mi raccomando) oppure anche mi racomandi a Diu (mi raccomando a Dio). La prima citazione della parola compare in una poesia cinquecentesca di Giovanni Battista Donato, nato verso il 1534, che così scrive: M'arecomandi a voo per cent mil dijs (Mi raccomando a Voi per centomila giorni); in seguito questo saluto lo ritroviamo nei versi del conte Ermes di Colloredo (1622-1692): Voi vie di cà anchie jo: marcomandi, Pascute, Bundì la me vitute (Me ne vado anch' io, mi raccomando Paschina, buongiorno la mia vitina).

La formula mi racomandi con il valore di addio è presente già nei componimenti del Colloredo: anchie il diaul schiampe messe, saveso Bernardone. Marcomandi, parone, bon viaz (anche il diavolo fugge dalla messa, sapete Bernardona. Mi raccomando, padrona, buon viaggio), poi in una lettera del 1748: ad amis e parint mi racomandi, o saludi duch, Stait sane (ad amici e parenti mi raccomando, saluto tutti, rimanete sana) ed anche in una poesia scritta a Paularo nel 1772: Mi racomandi vita cjara, A riviodisi (Mi raccomando vita cara: arrivederci). Con le poesie di Pietro Zorutti, nato nel 1792, appare la forma attuale Mandi, anche in relazione con il saluto Sta san. Ricordiamo, ad esempio, nei versi pubblicati nel 1837, il seguente arrivederci: Mandi Pieri, sta san e in alegrie. Oltre a quelle sopra descritte, che sono le etimologie derivate dagli ultimi studi, ve ne sono altre che ricadono nella categoria delle paraetimologie, pubblicate già in riviste di linguistica di fine Ottocento. Tra queste si ricordano:

  • derivazione dal latino "mane diu" (letteralmente "rimani a lungo", ovvero "lunga vita").
  • derivazione dal latino "manus dei " (letteralmente "mano di Dio", ovvero "che Dio ti protegga").
  • derivazione dal latino "mane deo" (letteralmente "rimani con Dio").

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jacopo Pirona, Vocabolario friulano. Venezia, Antonelli, 1871.
  • Rienzo Pellegrini, Tra lingua e letteratura per una storia degli usi scritti dal friulano. Tavagnacco, Casamassima, 1987.
  • Giovanni Frau, Mandi e altre formule di saluto nelle regioni italiane. Udine, estratto dalla rivista della Società Filologica Friulana, Ce Fastu?, numero 1, 1993, pagine 7-17.
  • Il Nuovo Pirona, Udine, Società Filologica Friulana, 2001.

Note[modifica | modifica sorgente]


Friuli-Venezia Giulia Portale Friuli-Venezia Giulia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Friuli-Venezia Giulia