Luigi Macaluso

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Luigi Macaluso, più noto come Gino (Torino, 9 giugno 1948La Chaux-de-Fonds, 27 ottobre 2010), è stato un pilota automobilistico e manager italiano, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sowind, che riunisce Girard-Perregaux, GP Manufacture, manifattura di movimenti per orologi, e JeanRichard.

Sotto la sua guida il Gruppo Sowind ha rilanciato la storica maison di orologeria con forti investimenti nelle tecnologie e nel design. In particolare, la storica Manifattura di La Chaux-de-Fonds, una delle ultime rimaste al mondo, oggi vanta 110 movimenti di alta orologeria e 80 brevetti.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi nel 1975 in architettura all'Università di Torino, inizia nel 1975 la sua lunga carriera nel mondo dell’orologeria in Italia, entrando nell’azienda distributrice italiana della SSIH, oggi Swatch Group. Nel 1982, a Torino, fonda Tradema, una tra le maggiori società di distribuzione di orologi in Italia (Blancpain, Breitling, Hamilton). Nel 1987 diventa agente ufficiale della Girard-Perregaux per il mercato italiano e, nel 1989, entra nel Consiglio di Amministrazione della Manifattura. Il 15 settembre 1992 assume la presidenza dell’attuale Gruppo Sowind.[2]. Disegna personalmente, in collaborazione con il Centro di Design interno, le collezioni dei nuovi modelli, valorizzando lo stile italiano nel mondo. Unico imprenditore italiano ad essere considerato tra i più autorevoli nel mercato internazionale dell’alta orologeria e del lusso, nel 1998 riceve il Premio Gaïa per la sezione Esprit d’Entreprise, il più prestigioso riconoscimento del mondo orologiero svizzero, assegnato dal 1993 dal Musée International d’Horlogerie a personalità che con la loro attività hanno fatto conoscere l’orologeria e la sua arte. Nella primavera del 2009, dopo l’accordo strategico stretto con il Gruppo Kering, che fa capo al francese Francois-Henri Pinault, entra nel Management Committee di Gucci Group con la responsabilità del settore orologeria e gioielleria e nel Conseil de Surveillance di Boucheron, uno dei più grandi gioiellieri del mondo. È stato nominato per ben tre volte – nel 1999, 2001 e 2004 – presidente della Association Interprofessionelle de la Haute Horologerie (AIHH). È stato vice presidente della Camera di Commercio Italo Svizzera a Zurigo e consigliere della Camera di Commercio di Neuchâtel. Fu uno dei tre membri fondatori della Fondazione dell’Alta Orologeria e del Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra, dove nel 2008 ha presentato in anteprima il “Constant Escapement”, un nuovo scappamento a forza costante rivoluzionario sotto il punto di vista tecnologico, del design e dei materiali utilizzati (silicio). Promotore di iniziative di formazione con le università elvetiche, si è impegnato con il Cantone di Neuchâtel in un progetto per la costituzione di nuovi corsi universitari e post-universitari per l’alta orologeria.

Passione per lo sport automobile[modifica | modifica wikitesto]

Pilota ufficiale Fiat, ha vinto il Campionato europeo rally nel 1972 e il Campionato Italiano Conduttori nel 1974. Nel 1985 è entrato nel Club Italia, un’associazione sportiva culturale, senza scopo di lucro, costituita per valorizzare il patrimonio storico dell’automobile classica italiana, di cui è presidente. Nel 2001 è stato eletto presidente di ACI-CSAI (Automobile Club d'Italia-Commissione Sportiva Automobilistica Italiana), di cui è stato presidente onorario fino alla morte. È stato anche fino alla morte uno dei 26 membri del Consiglio Mondiale della FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile), nonché presidente della Commissione Internazionale di Karting.[3]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 27 dicembre 2007[4]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 29 maggio 2009[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ François Chaille, Girard-Perregaux, p. 120-123
  2. ^ ArmbandUhren, Special Girard-Perregaux, p. 66-69, « The Macaluso Family »
  3. ^ Vanity Fair On Time, October 2009, “On the Road”, p. 37-38
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • François Chaille, Girard-Perregaux, Editions Flammarion, 2004, ISBN 2-0801-1069-1.
  • ArmbandUhren, Special Girard-Perregaux, Peter Braun, 2007, ISBN 978-3-89880-808-8.
  • Vanity Fair On Time, October 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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