Leon J. Kamin

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Leon J. Kamin (Taunton, 29 dicembre 1927) è uno psicologo statunitense. È professore emerito della Northeastern University di Boston, ha condotto ricerche sulla relazione tra comportamento sociale e biologico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò la sua carriera accademica come assistente di psicologia all'Università di Harvard, interessandosi successivamente allo studio delle razze e del fenomeno del razzismo nei loro risvolti psicologici.

Le ricerche condotte sull'influenza dell'ambiente, sociale ed economico, sull'individuo criticano decisamente le tesi innatiste, ravvisando in esse una inconsistenza scientifica e pericolose tracce di razzismo. Scettico riguardo ai risultati delle ricerche di Cyril Burt, Kamin è uno dei principali riferimenti nel caso Burt. Famoso, in tal senso, l'accesso dibattito che, negli anni '70, lo ha visto contrapposto allo psicologo Hans J. Eysenck, sostenitore della tesi del determinismo genetico nello sviluppo dell'intelligenza. È noto in alcuni circoli per la sua posizione riguardo l'eredità genetica del QI, la quale si aggirerebbe intorno allo zero[1]. Per le sue idee progressiste, Kamin fu sospettato di simpatie comuniste e fatto oggetto di indagini da parte della commissione McCarthy. Dal 1987 ad oggi, svolge la sua attività di professore presso l'Università di Northeastern, di Boston.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (1975) Scienza e politica del QI, Astrolabio, Roma
  • (2008) Intelligenti si nasce o si diventa?, con Eysenck Hans J., Editori Laterza

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mackintosh, N. (1998). IQ and Human Intelligence. Oxford: University Press. pp.78-79.

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