L'eredità di Caino

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L'eredità di Caino
Titolo originale L'eredità di Caino
Paese Italia
Anno 2006
Durata 75 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Drammatico
Regia Luca Acito, Sebastiano Montresor
Casa di produzione Mon3sor
Fotografia Alessandro Zonin
Interpreti e personaggi

L'eredità di Caino è un film del 2006 diretto da Luca Acito e Sebastiano Montresor.

Il film prende il titolo da un racconto di Leopold von Sacher-Masoch. Ispirato alla figura dello scrittore, il film racconta l'inseguimento della passione. Ruotano intorno al protagonista figure femminili ispirate dagli scritti di Sacher Masoch.


Note di regia

Oggi noi siamo continuamente distratti…l’audiovisivo, come viene definito oggi in maniera propria, dà l’opportunità di sfuggire al rapporto con la realtà, soprattutto quando questo rapporto comporta una responsabilità che é necessario assumersi… Oggi pare che il mondo intero non abbia un istante di solitudine, quella solitudine che é introspezione, che é riflessione necessaria. E.Olmi

Per pensare e realizzare il nostro film siamo partiti da questa riflessione. Abbiamo cercato quell’istante di solitudine e deciso di raccontare la nostra esplorazione con un film. Abbiamo aperto la porta dell’illusione e abbiamo tentato un contatto con la realtà. Per agevolare questo incontro, abbiamo dimenticato con naturalezza e consapevolezza il teorema “noleggiodistribuzione- vendita”, ci siamo autoprodotti senza cercare finanziamenti, sponsorizzazioni, patrocini e contributi. Ci siamo isolati per non essere distratti. Abbiamo girato il nostro lungometraggio. Si chiama L'eredità di Caino. È fortemente fragile, quanto basta a spaventare. Ci é capitato, nella solitudine, di afferrare quel contatto, quella riflessione necessaria, di vivere un disagio, una disabitudine che crea difficoltà. Abbiamo oltrepassato l’ordinario, la mediocrità, il noto, il consolidato, il protetto. Nell’esperienza di quel contatto abbiamo vissuto l’inquietudine, abbiamo deciso di affrontare il dolore e scendere in profondità. L’abisso spaventa e più si cerca di scendere in profondità più si avverte la mancanza di ossigeno. L’abisso spaventa e abbiamo bisogno di bombole per respirare. Per essere esploratori degli abissi riteniamo si debba faticare, sovvertire e abbandonarsi, che é sempre (s)offrire. Il nostro andare in profondità crea dolore. Questo dolore ci fa sentire vivi. Per proseguire vivi nell’esplorazione, dunque, bisogna far ricorso a quello che oggi potrebbe essere definito masochismo.

Luca Acito Sebastiano Montresor

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