Koncerz

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Koncerz
Končiaras
Koncerz
Koncerz
Tipo stocco
Origine Polonia Polonia
Lituania Lituania
Impiego
Utilizzatori Ussari alati di Polonia
Conflitti Guerre polacco-ottomane
Guerra dei Magnati di Moldavia
Guerre del Nord
Descrizione
Lunghezza 160 cm
lama 140 cm
Tipo di lama in acciaio, diritta, rigida e molto lunga, a sezione triangolare (raramente romboidale), priva di affilatura.
Tipo di punta molto pronunciata.
Tipo di manico ad una mano, leggermente curva ("a manico di pistola"), con piccola guardia a croce ed arco para-mano congiungentesi o no al pomolo piatto.

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Il koncerz (Končiaras in lingua lituana) era un lungo stocco ad una mano in uso agli ussari alati, il corpo di cavalleria pesante d'élite della Confederazione Polacco-Lituana dal XV al XVII secolo. I modelli tardi abbandonarono la guardia a crociera medievale in favore di un guardia rassomigliante quella della sciabola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come altre spade da cavalleria sviluppatesi nei Balcani durante il Rinascimento, il koncerz derivò quasi certamente da un'arma dei turchi ottomani. I primi esemplari a figurare negli arsenali polacchi, quasi certamente arrivati in Europa attraverso il Regno d'Ungheria, risalgono al XV secolo ma si tratta ancora di prodotti non pienamente sviluppati. Solo nel XVI secolo l'arma ottenne una sua forma definitiva, divenendo una preziosa risorsa per gli ussari alati della Confederazione Polacco-Lituana.

Il koncerz era arma distintiva del capo-squadra (towarzysz) tra i ranghi degli ussari alati. Il fodero dell'arma era infilato in un'apposita sacca sotto alla sella, in modo che l'impugnatura spuntasse all'altezza del ginocchio del cavaliere[1].

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

Il koncerz sviluppò da una spada medievale di lunghezza considerevole (circa 1,3 metri), più pesante rispetto ai modelli successivi e mal bilanciata. Entro la fine del XVI secolo il koncerz aveva raggiunto una lunghezza totale di 1,6 metri (1,4 metri per la lama) ma era ormai un'arma dalle linee molto meglio definite. Atta a colpire solo di punta, era una spada priva di filo con impugnatura storta, onde permettere la piena estensione del braccio del cavaliere che la brandiva. La sezione triangolare o quadrangolare della lama ne aumentava la resistenza all'urto, trasformandola in uno spiedo capace di perforare la corazza del nemico. Come la maggior parte delle armi dell'Europa Orientale, il koncerz era riccamente decorata da incisioni e pietre preziose, l'impugnatura ed il fodero realizzati in avorio o legno pregiato ornato di tarsie ecc.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Rispetto allo stocco sviluppato in Europa Occidentale a partire dal modello della spada a due mani e della spada bastarda, il koncerz era arma espressamente sviluppata per i bisogni del guerriero montato in setta. L'evidente mancanza del ricasso e l'impugnatura ricurva, con para-mano, derivata dalla szabla, ne fanno un tipo di spada perfettamente utilizzabile con una sola mano, nonostante le notevoli dimensioni della lama.

In buona sostanza, il koncerz, impugnato da un ussaro alato in sella, era utilizzato più come una lancia che come una spada vera e propria[2]. La notevole lunghezza della lama, congiuntamente alle dimensioni non enormi dei cavalli in uso agli husaria, ne faceva l'arma ideale per infilzare i nemici disarcionati[3] o i fantaccini che tentavano di circondare il cavaliere in sella.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Beauplan, Guillaume le Vasseur : de (1660), Description d'Ukraine, qui sont plusieurs prouinces du royaume de Pologne. Contenues depuis les confins de la Moscouie, iusques aux limites de la Transilvanie. Ensemble leurs moevrs, fançons de viures, & de faire la Guerre. Par le Sieur de Beavplan, Rouen, p. 104; Stefańska, Zofia (1968), Muzeum Wojska Polskiego w Warszawie, Katalog zbiorów wiek XVII, Varsavia, s. 36
  2. ^ Żygulski, Zdzisław (1975), Broń w dawnej Polsce, Varsavia, s. 272, avanzò l'ipotesi che il koncerz potesse essere utilizzato dagli husaria più anziani quale sostituto della kopia (la lancia degli husaria) durante le cariche.
  3. ^ Beauplan, Guillaume le Vasseur : de, Op. Cit., p. 104

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Beauplan, Guillaume le Vasseur: de (1660), Description d'Ukraine, qui sont plusieurs prouinces du royaume de Pologne. Contenues depuis les confins de la Moscouie, iusques aux limites de la Transilvanie. Ensemble leurs moevrs, fançons de viures, & de faire la Guerre. Par le Sieur de Beavplan, Rouen [1].

Studi[modifica | modifica sorgente]

  • Kwaśniewicz, Włodzimierz (2003), Leksykon broni białej i miotającej, Dom Wydawniczy Bellona, Varsavia.
  • Stefańska, Zofia (1968), Muzeum Wojska Polskiego w Warszawie, Katalog zbiorów wiek XVII, Varsavia, s. 36.
  • Żygulski, Zdzisław (2000) [e] Michał Gradowski, Słownik uzbrojenia historycznego, Wydawnictwo Naukowe PWN, Varsavia, ISBN 83-01-12390-7.
  • Żygulski, Zdzisław (1975), Broń w dawnej Polsce, Varsavia, s. 272.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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