Il mio nome è Asher Lev

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Il mio nome è Asher Lev
Titolo originale My Name Is Asher Lev
Autore Chaim Potok
1ª ed. originale 1972
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Il mio nome è Asher Lev è un romanzo scritto da Chaim Potok nel 1972.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista, Asher Lev, è un bambino ebreo chassidico di Brooklyn, nato con uno straordinario dono per la pittura, che si scontra con la cultura ebraica e le sue tradizioni. Diventa comunque allievo di uno scultore ebreo non osservante e viaggia in Europa a Firenze, a Roma e a Parigi. La sua arte lo porta a confrontarsi con il tema della Crocifissione provocando la rottura con il suo ambiente di origine.

Il romanzo affronta dunque il tema del rapporto tra fede e tradizione e il mondo contemporaneo e l'arte e i conflitti che questo genera.

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Il confronto, che si manifesta in ogni artista, tra l'ambiente di nascita e l'arte, porta ad una scelta, come accade al protagonista del romanzo. Asher sceglie l'arte, il dono, che lui stesso definisce divino e demoniaco allo stesso tempo.

Un altro aspetto della storia di Asher Lev è il rapporto di amore e odio tra il pittore e il suo dono; esso infatti crea all’artista molte divergenze non solo con il mondo esterno, ma anche con se stesso, poiché quello che sente di dover disegnare non sempre collima con quello che ritiene giusto. Per di più il pittore è vincolato dalla verità nella creazione delle sue opere, cioè egli deve avere il coraggio di dipingere quello che realmente sente e di condividerlo col resto del mondo; il protagonista sente che, se così non facesse, egli sarebbe un vigliacco.

Potok induce quasi a pensare che un pittore non sia veramente libero di dipingere quello che vuole, ma sia invece vincolato ad una specie di “coscienza artistica” che, se ignorata, può rendere l’opera falsa e incompleta. Inoltre questo romanzo descrive bene il mondo ebraico e la sua cultura, e in particolare l'ambiente dei piccoli gruppi di ebrei ortodossi. L’attaccamento alle proprie origini e alle proprie tradizioni di queste comunità risulta essere contemporaneamente la loro forza e la loro debolezza, infatti esso mantiene un forte spirito di unione tra i membri, ma è anche la causa della chiusura mentale della quale lo stesso Asher è vittima.

Chaim Potok, ebreo newyorkese figlio di immigrati polacchi, utilizza spesso come ambientazione dei suoi romanzi le stesse vie di Brooklyn nelle quali lui stesso è cresciuto; questo romanzo ne è un esempio (ed un altro è Danny l'eletto, il romanzo con cui è diventato famoso, nel 1967). In quest'opera lo scrittore descrive in modo particolareggiato non solo il mondo ebraico di cui lui stesso fa parte, ma anche il mondo dell’arte, con i suoi protagonisti e le sue tecniche; da questo si può comprendere la profonda conoscenza di questi argomenti da parte dell’autore. Sono molto interessanti, anche se non frequenti nel testo, i riferimenti a grandi pittori come Monet, Chagall, Van Gogh e soprattutto Picasso, ma anche allo scultore italiano Michelangelo e ai suoi capolavori più conosciuti, il David e la Pietà.

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