Il disprezzo
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| Il disprezzo | |
| Titolo originale: | Le Mépris |
| Paese: | Francia/Italia |
| Anno: | 1963 |
| Durata: | 105 min |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | drammatico |
| Regia: | Jean-Luc Godard |
| Sceneggiatura: | Jean-Luc Godard |
| Produttore: | Georges de Beauregard, Carlo Ponti, Joseph E. Levine |
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| Fotografia: | Raoul Coutard |
| Montaggio: | Agnes Guillemot, Lila Lakshmanan |
| Musiche: | Georges Delerue |
| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
| « Diceva André Bazin che il Cinema sostituisce al nostro sguardo il mondo che desideriamo. Il disprezzo è la storia di questo mondo » | |
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(Dai titoli di testa del film)
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Il disprezzo (Le Mépris) è un film del 1963 diretto da Jean-Luc Godard, ispirato all'omonimo romanzo di Alberto Moravia.
Indice |
[modifica] Trama
Paul (scrittore di teatro) e Camille (dattilografa) sono una coppia di francesi che - in apparente felicità - vive a Roma. Paul ha ricevuto la proposta di riscrivere, modernizzandola, la sceneggiatura di un film sull’Odissea prodotto dall’americano Prokosch e diretto da Fritz Lang (interprete di se stesso). Il giorno che deve decidere se accettare l’incarico, Paul viene raggiunto da sua moglie Camille presso gli studi di Cinecittà: l’americano è fulminato dalla bellezza della donna e, con la motivazione di parlare del lavoro con maggior comodità, li invita entrambi nella sua villa in campagna. Paul lascia che Camille vada con l’Alfa Romeo spider di Prokosch e li raggiunge in taxi.
Il rapporto tra Paul e Camille, già minato, entra così in una crisi irreversibile. L’epilogo avviene in una villa di Capri (appartenente nella realtà a Curzio Malaparte) dove si è trasferito il set di Fritz Lang: qui si consuma l’ultimo conflitto tra Paul e Camille la quale, a un certo punto, lascia l’isola con Prokosch. Sulla via di ritorno a Roma, i due hanno un incidente stradale e muoiono, mentre Paul decide di rinunciare alla riscrittura della sceneggiatura del film.
[modifica] Commento
Il film è realizzato in un momento di stasi della Nouvelle Vague e si avverte una certa nostalgia verso il cinema classico: il riferimento all'Odissea, opera letteraria classica, è da accogliere in questo senso.
Nel film viene citata in modo ironico anche la pop art (rappresentata emblematicamente da Andy Warhol); tutte le statue, infatti, sono state colorate con colori sgargianti in punti cruciali quali occhi e bocca.
[modifica] Versione italiana
Il film è una coproduzione franco-italiana, ma l'edizione italiana non viene ritenuta all'altezza di quella francese. Una volta arrivato nelle mani di Carlo Ponti il film viene considerato inaccettabile e così viene "italianizzato". Gli stessi nomi dei due personaggi principali vengono modificati in Paolo ed Emilia.
Oltre a censurare e rimontare intere sequenze (perdendo così il senso logico iniziale), viene effettuato un nuovo doppiaggio e sostituita la colonna sonora; così facendo scompaiono diverse raffinatezze stilistiche come i titoli di testa letti anziché scritti, il plurilinguismo che ci permette di capire che i personaggi parlano lingue diverse, lo sguardo della cinepresa che guarda direttamente lo spettatore...
Lo stesso Godard, una volta vista la riedizione italiana di Ponti, ha rinnegato la paternità del film, precisando che la conversione italiana stravolgeva il senso originale.
Per questo motivo in Italia sono circolate subito delle versioni in lingua francese sottotitolate in italiano.
[modifica] DVD
Recentemente il film è stato ripubblicato in entrambe le versioni su DVD; nel cofanetto troviamo sia la versione italiana che quella francese sottotitolata.

