I vampiri

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I vampiri
Vampiri1956-Freda.png
L'ispettore Chantal e il giornalista Lantin a confronto con Giselle du Grand
Titolo originale I vampiri
Paese di produzione Italia
Anno 1956
Durata 78 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere orrore
Regia Riccardo Freda (e Mario Bava non accreditato)
Soggetto Riccardo Freda, Piero Regnoli, Rik Sjostrom
Produttore Luigi Carpentieri, Ermanno Donati
Fotografia Mario Bava
Montaggio Roberto Cinquini
Musiche Roman Vlad, Franco Mannino
Scenografia Beni Montresor
Costumi Beni Montresor
Trucco Francesco Freda
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

I vampiri è un film horror del 1956, diretto da Riccardo Freda ma completato da Mario Bava, in origine impegnato solo come direttore della fotografia.

È considerato convenzionalmente il primo film dell'orrore italiano, in quanto del presunto primatista, Il mostro di Frankenstein (1920) di Eugenio Testa, non rimane che il titolo.[1] È comunque il primo film dell'orrore italiano del periodo sonoro.

Malgrado il titolo, non è un film di vampiri, ma piuttosto un racconto gotico con elementi fantascientifici.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

A Parigi vengono rinvenuti numerosi cadaveri di fanciulle completamente dissanguate. Il giornalista Pierre Latin, deciso a chiarire il mistero, scopre che la colpevole dei delitti è la duchessa Marguerite du Grand, che si serve del sangue delle giovani per procurarsi l’eterna giovinezza.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

« Il film fu realizzato nel giro di due settimane e allungato da una sottotrama poliziesca girata da Mario Bava per volontà dei produttori (i quali imposero anche il prevedibile lieto fine), dubbiosi sulla reazione del pubblico di fronte ad una storia giudicata insolitamente cupa. Girato negli stabilimenti della Titanus a Roma, contiene innegabili ingenuità ma resta memorabile per l'ingegnoso impiego di effetti artigianali [...] »
(Fantafilm[2])

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

Sequenza della trasformazione
La trasformazione: Giselle (1 di 2)
La trasformazione: Marguerite (2 di 2)

La scena più celebre del film, l'eccezionale trasformazione «a vista» di Gianna Maria Canale, dalla giovane Giselle alla vecchia Marguerite, in un'unica ripresa, senza stacchi di montaggio, fu opera dell'inventivo direttore della fotografia Mario Bava e dal truccatore Francesco Freda, che riuscirono a realizzare il repentino processo di invecchiamento utilizzando luci colorate,[2] invisibili in bianco e nero, che evidenziassero via via i diversi strati di trucco applicati al viso dell'attrice. [3] L'ingegnosa invenzione tecnica è svelata da un semplice dettaglio: durante la trasformazione, mentre il viso appare sempre più vecchio, il vestito cambia colore diventando sempre più scuro.

Successivamente viene usato lo stesso procedimento, ma in ordine inverso, per la scena in cui Gianna Maria Canale torna giovane; anche qui è possibile notare il trucco osservando che l'abito diventa sempre più chiaro.

Accoglienza e critica[modifica | modifica sorgente]

« Definito come il primo horror della cinematografia italiana, I vampiri non è propriamente un film di vampiri ma un racconto gotico che reinterpreta alcuni elementi caratteristici della fantamedicina di tante pellicole americane. [...]

Poco apprezzato in Italia al momento della sua uscita, il film fu rivalutato con entusiasmo specialmente dalla critica francese. »

(Fantafilm[2])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ TELLUS folio - Il primo horror italiano: “I vampiri” di Riccardo Freda di Gordiano Lupi. URL consultato il 15 gennaio 2009.
  2. ^ a b c d Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), I vampiri in Fantafilm. URL consultato il 5 aprile 2012.
  3. ^ Alberto Pezzotta, I vampiri di Freda, primo horror italiano con i talenti di Bava e Montresor in Il Corriere della Sera, 14 maggio 2005.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]