Giovani Ottomani

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Il movimento nazionalista dei Giovani Ottomani (in lingua turca Yeni Osmanlilar) nacque nel 1865 nell'impero ottomano, sotto il regno di Abdülaziz. Si trattò di un gruppo di modernizzatori formato per lo più da giovani intellettuali, il cui più eminente rappresentante fu Nāmiq Kemāl, e che trovarono il loro punto di riferimento nel principe egiziano Mustafa Fazyl. I tempi non erano ancora maturi e su di loro cadde la condanna del sultano che li costrinse a scegliere tra l'esilio ed il confino in una sperduta provincia, essi optarono per l'esilio e si recarono in Europa. Faranno ritorno solo all'epoca delle riforme costituzionali di Abdul-Hamid II.

Il pensiero [modifica]

I giovani ottomani insistevano sull'idea dell'ottomanismo, nel senso moderno di una identità statuale, ma senza che ciò escludesse l'appartenenza islamica. Il movimento puntava ad una modernizzazione dell'impero (sulla spinta delle Tanzimat) in senso occidentale ed europeo, ma senza per questo abbandonare le radici musulmane. Ebbero un indirizzo decisamente parlamentarista e spinsero per il passaggio dall'assolutismo ad una monarchia costituzionale ispirata al modello francese.

Bibliografia [modifica]

  • Campanini, Massimo: "Storia del Medio Oriente. 1798-2006", Bologna, il Mulino, 2007.
  • Biagini Antonello: "Storia della Turchia contemporanea", Milano, Bompiani, 2002.

Voci correlate [modifica]