Giacinto Sertorelli

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Giacinto Sertorelli
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Discesa libera, slalom speciale, combinata
Ritirato 1938
Palmarès
Mondiali 0 2 0
Campionati italiani 1 1 1
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Giacinto Sertorelli detto Cinto (Bormio, 1 gennaio 1915Garmisch-Partenkirchen, 27 gennaio 1938) è stato uno sciatore alpino italiano.

Era fratello del fondista Erminio e dello sciatore di pattuglia militare Stefano[1][2].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Prese parte ai IV Giochi olimpici invernali di Garmisch-Partenkirchen 1936 (settimo in combinata) e a due edizioni dei Mondiali: Innsbruck 1936, dove vinse la medaglia d'argento in discesa (battuto dallo svizzero Rudolf Rominger) e fu quinto in combinata, e Chamonix 1937, dove si ripeté conquistando il secondo argento, sempre in discesa, superato solo dal francese Émile Allais. Ai Campionati italiani conquistò due medaglie in discesa libera[3] e una in slalom speciale[4].

"Pupillo" dell'allenatore austriaco Leo Gasperl, Sertorelli - soprannominato dalla stampa dell'epoca «l'uomo dalle gambe d'acciaio» - il 26 gennaio 1938 cadde durante una discesa libera a Garmisch-Partenkirchen, a causa della pista - la futura Kandahar - gravemente deteriorata, e finì contro un albero. Morì il mattino successivo e ai suoi funerali partecipò anche l'erede al trono d'Italia, Umberto di Savoia[1].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Campionati italiani[modifica | modifica sorgente]

  • Campione italiano di slalom speciale nel 1936

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Elio Trifari, Garmisch e i Sertorelli dalla gioia alla tragedia in La Gazzetta dello Sport, 3 giugno 2005, p. 21. URL consultato il 7 agosto 2010.
  2. ^ Scheda Sports-reference. URL consultato il 7 agosto 2010.
  3. ^ "Albo d'oro" su Losportitaliano.it (1931-2006). URL consultato l'8 gennaio 2010.
  4. ^ "Albo d'oro" sul sito della FISI (1931-2007). URL consultato l'8 gennaio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]