Ferdinando Truzzi

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on. Ferdinando Truzzi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Ferdinando TRUZZI 1953 .jpg
Luogo nascita Pegognaga
Data nascita 26 aprile 1909
Luogo morte Roma
Data morte 24 dicembre 2010
Professione agricoltore
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura I, II, III, IV, V, VI
Collegio Cremona-Mantova

Ferdinando Truzzi (Pegognaga, 26 aprile 1909Roma, 24 dicembre 2010) è stato un sindacalista e politico italiano.

sen. Ferdinando Truzzi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Ferdinando Truzzi.jpg
Luogo nascita Pegognaga
Data nascita 26 aprile 1909
Luogo morte Roma
Data morte 24 dicembre 2010
Professione agricoltore
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura VII, VIII
Collegio Crema

Dal 1949 al 1983 fu presidente della Coldiretti di Mantova e assunse cariche anche a livello nazionale come uno dei più fedeli seguaci di Bonomi. Nell'eredità politica di questo grande leader prevalse la figura di Lobianco, mentre Truzzi si spostò su compiti operativi: la presidenza della Federconsorzi,che resse dal 1982 al 1988. Truzzi era assertore dell'autonomia gestionale della Federconsorzi, mentre Lobianco sosteneva la necessità di un ferreo controllo da parte della Coldiretti[1]

Come parlamentare, fu eletto deputato nel collegio Cremona Mantova per la Democrazia Cristiana I Legislatura Camera

Fu poi eletto senatore per il collegio di Crema:

l’11 luglio 83 per gli impegni in qualità di presidente della Federconsorzi[3][4] Era fiducioso di una ripresa della grande organizzazione degli agricoltori italiani[5]

Coinvolto nel procedimento penale per bancarotta, a seguito dell'insolvenza della Federconsorzi, fu poi prosciolto[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ s:Federconsorzi: storia di un'onta nazionale/II/8
  2. ^ Dimissioni Resoconto stenografico
  3. ^ Le dimissioni furono accettate in data 10 dicembre
  4. ^ secondo alcuni parlamentari vi era incopatibilità tra i due incarichi
  5. ^ parlamentare di inchiesta - Relazione finale
  6. ^ s:Federconsorzi: storia di un'onta nazionale/III/2