Felice e Regola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« A Zurigo nell’odierna Svizzera, santi martiri Felice e Regola. »
(Martirologio Romano. 11 settembre.)
Santi Felice e Regola
Dettaglio dei resti di un antico polittico del santuario di Felice e Regola a Grossmünster, raffigurante il martirio dei due santi con il paesaggio della città di Zurigo (opera di Hans Leu d. Ä., 1500 ca).
Dettaglio dei resti di un antico polittico del santuario di Felice e Regola a Grossmünster, raffigurante il martirio dei due santi con il paesaggio della città di Zurigo (opera di Hans Leu d. Ä., 1500 ca).

Martiri

Nascita  ?, prima metà del III secolo
Morte Zurigo, 286
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione pre-beatificazione
Canonizzazione pre-canonizzazione
Santuario principale Grossmünster, Zurigo
Ricorrenza 11 settembre
Attributi Palma; Teste decapitate
Patrono di Zurigo

I santi Felice e Regola, insieme con il loro servo Essuperanzio, sono i santi patroni di Zurigo, ricordati, come riporta il Martyrologium Romanum, l'11 settembre.

Vita e martirio[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie biografiche su Felice e Regola sono in gran parte leggendarie; la tradizione popolare ha infatti attribuito loro l'appartenenza alla Legione Tebea, al tempo comandata dal cristiano Maurizio, sebbene la tradizione che li vuole entrambi militari sia dubbia e di scarsa attendibilità.

Il più antico testo che fa riferimento a questi due santi risale all'incirca all'VIII secolo. Fratelli, di probabile origine egiziana (quindi conterranei di san Maurizio), Felice e Regola si sarebbero arruolati nell'esercito della Legione Tebea e quindi trasferiti in Svizzera, precisamente ad Agaunum, nel Canton Vallese.

In seguito al massacro dell'intera Legione, per la maggior parte cristiana e dunque pronta a sfidare l'imperatore, dedito al culto pagano, i due fratelli, insieme a loro servo Essuperanzio, riuscirono miracolosamente a sfuggire, rifugiandosi inizialmente a Glaris (l'attuale Glarona) e infine a Zurigo.

Qui si dedicarono alla conversione degli abitanti, per poi battezzarli segretamente nelle foreste. Scoperti e catturati, vennero, per ordine del governatore romano, condannati alla decapitazione; la sentenza venne eseguita nell'anno 286 sulle rive del fiume Limmat. Dopo che i tre vennero decapitati, si verificò un sensazionale prodigio che lasciò esterrefatti gli stessi aguzzini: i corpi dei santi si rialzarono, prendendo tra le mani la loro testa e portandola fino al luogo della loro sepoltura, su una collina nei dintorni.

Incertezze[modifica | modifica wikitesto]

Una delle considerazioni che vanno a sfavore dell'attendibilità di questo racconto è la presenza di Regola: è infatti improbabile la presenza di una donna nell'esercito romano.

sigillo della città di Zurigo con i tre Santi

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]