Faustino Tanara
Faustino Tanara (Langhirano, 10 gennaio 1831 – 25 aprile 1876) è stato un patriota e militare italiano, partecipante alla spedizione dei Mille.
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Biografia[modifica]
Nacque in frazione Manzano di Langhirano da Giacomo Tanara e Luigia Tromba. Studiò nel seminario di Berceto, ma ne uscì presto per partecipare alle campagne militari di Giuseppe Garibaldi. Affiliato alla Giovane Italia, divenne amico di molti patrioti parmigiani, tra cui Pietro Cocconi e Giovanni Rustici. In alcune lettere Giuseppe Mazzini lo chiama "amico fraterno". [1]
Nel 1859 entra nei Cacciatori delle Alpi col grado di sergente. Dopo la dichiarazione di guerra all'Austria, partecipa ai combattimenti di Casale Monferrato, Varese, San Fermo e Laveno. L'8 giugno riceve il battesimo del fuoco a Seriate: comandando con particolare capacità il reparto a lui affidato, si meritò l'ammirazione dei superiori; il generale Cosenz, comandante la Brigata, lo abbracciò fraternamente e il suo nome fu citato all’ordine del giorno come esempio di valore. Dopo la battaglia di Treponti fu assegnato al corpo dei Bersaglieri col grado di sottotenente.
In maggio del 1860 partì da Quarto per partecipare all'impresa dei Mille. Partecipò ai combattimenti di Marsala e Calatafimi, dopo i quali fu promosso capitano di fanteria. Dopo aver liberato la Sicilia, i Mille risalirono lo stivale, e all'ingresso a Napoli Tanara venne citato all'ordine del giorno e promosso al grado di Maggiore.
Alla conclusione dell'impresa dei Mille tornò a Langhirano, dove si adoperò, su raccomandazione di Garibaldi, per la costituzione a Langhirano e Parma di Società di tiro a segno, intese ad addestrare i giovani nell'esercizio delle armi. Il 6 dicembre 1863 si sposò con Virginia Costa e l'anno dopo ebbe una figlia, alla quale diede il nome Teresita, lo stesso della primogenita di Garibaldi. Dopo il trattato di alleanza con la Prussia (aprile 1866) e la dichiarazione di guerra all'Austria, riprese le armi e partecipò alla battaglia di Bezzecca. Durante una carica alla baionetta fu ferito prima al braccio destro e poi in pieno petto. Raccolto e portato in ospedale dall'ambulanza, dopo poco tempo si ristabilì completamente. In dicembre del 1866 venne nominato Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.
Nel 1867 fu ancora a fianco di Garibaldi nella marcia su Roma, partecipando alle battaglie di Mentana e di Monterotondo e confermando le sue doti di valoroso ufficiale. Tornato a Langhirano, essendo un progressista divenne un sorvegliato speciale del governo conservatore, subendo più volte fermi e perquisizioni.
Nel 1868, quando fu introdotta la tassa sul macinato, l'autorità politica lo fece arrestare, temendo che la sua influenza potesse ostacolare in qualche modo l'imposizione dell'impopolare balzello. Fu messo in carcere a Parma, e liberato in gennaio del 1869. Nel 1870 partecipò con Garibaldi alla campagna dei Vosgi. Gli venne assegnato il comando della 1ª Legione italiana, che in seguito fu chiamata in suo onore Legione Tanara. Per decisione di Garibaldi fu promosso Colonnello e durante una rivista lo stesso Garibaldi gli affidò la bandiera che le dame di Chambery gli avevano offerto. Per le prove di valore date in diverse battaglie, in particolare a Digione, fu insignito della Croce di Cavaliere della Legion d'onore.
Al termine delle sue imprese di guerra si ritirò nei suoi campi di Quinzano a fare l’agricoltore. Quando morì all’età di 45 anni, Garibaldi inviò un commosso telegramma alla vedova:
- "La perdita del valoroso nostro fratello d’armi Col. Tanara, dei Mille, è certamente una delle più sensibili nella gloriosa falange. Milite di tutte le pugne per la libertà italiana, la Nazione e il Governo devono ricordarsi di lui.".
Il 16 maggio 1926 il Comune di Langhirano gli dedicò una lapide con la seguente epigrafe: "A eternare la memoria di Faustino Tanara Colonnello Garibaldino dei Mille grande precursore dell’Italia rinnovata il Comune di Langhirano questo marmo devotamente pose (10-1-1831 - 25-4-1876)".
A Langhirano è stato fondato il "Museo del Risorgimento Faustino Tanara", che raccoglie documenti e cimeli dell'epoca risorgimentale. Sia di Tanara e degli altri 28 garibaldini langhiranesi.
A Parma gli è intitolato viale Faustino Tanara, un tratto della circonvallazione interna parallelo a viale Mentana.
Note[modifica]
- ^ A. Barilli, Lettere inedite di Garibaldi e di Mazzini a Fausto Tanara, in Aurea Parma, 1929.
Fonti bibliografiche[modifica]
- Roberto Lasagni, Dizionario biografico dei Parmigiani, ed. PPS, Parma 1999
- L. Barbieri, Faustino Tanara dei Mille, Langhirano, 1926