Faro di Murano

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Faro di Murano
Faro di Murano

Fin dai tempi della Repubblica di Venezia a Murano vi è sempre stato un faro. Era costruito sottoforma di torre di legno, sulla cui sommità venivano accesi dei fuochi; la luce prodotta veniva riflessa da un gioco di specchi e illuminava la laguna. L'impiego della torre era comunque molteplice, infatti oltre che fungere da supporto alle navi essa fungeva, durante il giorno, anche da vedetta sul mare.

Risale al 1913 la data ufficiale della costruzione del primo faro a tutti gli effetti: sulla spiaggetta fu costruita una struttura in palafitte sulla quale sorgeva un traliccio in ferro, con tanto di cavana per l'imbarcazione del custode. Una lampada ad olio, girevole, veniva accesa ogni notte dal guardiano, che saliva la scala che correva all'interno del traliccio; solo in seguito si passò all'illuminazione a gas. Il gas veniva infatti trasportato su bombole da motovedette della Capitaneria di Porto ogni giorno. Per accendere la lampada bisognava recarsi in cima alla torre, per spegnerla si adoperava una maniglia situata a terra che interrompeva l'afflusso del gas.

Negli anni trenta, un'impresa edile diretta dall'ing. Mario Moro, progettò e costruì l'attuale faro in marmo d'Istria. Si presentarono cinque ditte con cinque progetti differenti, alla fine vinse il meno costoso. Il vecchio faro di ferro visse quindi circa ventuno anni, in quanto nel 1934 il faro attuale era già operativo.
La posizione del faro è molto più esposta verso la laguna rispetto alla precedente, infatti è stata circondata da massi di pietra a protezione. Presenta nella parte più bassa due bassorilievi, raffiguranti due Madonne, una situata sopra la porta d’entrata del faro, l’altra posta nella parte opposta in direzione della laguna; verso la sommità sono state dipinte delle strisce nere per agevolarne la visibilità in caso di nebbia. Fino agli anni sessanta anche questo faro funzionava a gas, in seguito si passò all'alimentazione mediante energia elettrica. Oggi l'accensione è centralizzata e la Capitaneria di Porto ne è responsabile. Il sistema di illuminazione è basato sulla rifrazione della luce.


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