Erittonio

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Erittonio (in greco antico Έριχθτόνιος, traslitterato in Ericthònios) è il nome di due figure della mitologia greca.

Erittonio di Dardania[modifica | modifica sorgente]

Erittonio, figlio di Dardano e padre di Troo. Era, tra tutti i mortali, l'uomo più ricco; possedeva tremila cavalle, delle quali s'innamorò Borea, che le montò dopo essersi tramutato in cavallo; le cavalle partorirono dodici puledre così leggere che potevano correre sul grano senza spezzarlo. Si sposò con Astioche, figlia del dio Simoenta con cui generò Troo[1].

Erittonio di Atene[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Erittonio (re).
Nascita di Erittonio: Atena riceve l'infante dalle mani di Gea. (470–460 BC, Staatliche Antikensammlungen - Inv. 2413)

Erittonio è anche il nome di uno dei possibili fondatori di Atene. Nella complessa mitologia della fondazione della polis, Erittonio è talvolta identificato con Eretteo (in greco antico Έρεχθέυς)[2], oppure considerato suo padre o suo nonno[3][4].

Secondo il mito, Erittonio era, come anche Cecrope prima di lui, autoctono, cioè nato dalla terra. Secondo il racconto di Apollodoro, la dea Atena si recò nella fucina di Efesto per chiedergli la forgiatura di alcune armi. Efesto però, pieno di desiderio, si avventò su di lei tentando di possederla. Atena, determinata a preservare la propria verginità, corse via, e durante la successiva lotta, il seme di Efesto si disperse sulla terra e nel punto in cui esso cadde, Gea, la madre terra, ne fu fecondata e generò Erittonio, metà uomo e metà serpente. Atena desiderò comunque allevare quel figlio, avuto dall'amore di Efesto, in segreto, lo chiuse in una cesta e lo consegnò al re dell'Attica Cecrope, il quale, avendo solo tre figlie femmine, lo adottò e ne fece il suo successore. La leggenda narra anche di come due delle figlie di Re Cecrope, Agraulo e Erse, aprirono di nascosto la scatola che conteneva il neonato, nonostante il divieto di Atena. Terrorizzate dal fatto che il piccolo fosse per metà umano e per metà serpente, impazzirono e si gettarono dalla rupe che sarebbe diventata l'Acropoli[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Omero, Iliade XX, 219-230
  2. ^ Omero, Iliade II 546-551.
  3. ^ Plutarco, Moralia, 843b
  4. ^ a b Pseudo-Apollodoro, Biblioteca

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti secondarie

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Atene Successore
Anfizione 1487-1437 Pandione
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