Domenico Dall'Oglio

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Domenico Dall'Oglio (Padova, 1700 circa – Narva, 1764) è stato un violinista e compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dall'Oglio fu probabilmente allievo di Giuseppe Tartini nel 1721, quando costui divenne primo violino e capo di concerto presso la Basilica di Sant'Antonio di Padova, o forse dopo la fondazione della cosiddetta scuola di Tartini di violino[1]. Nel 1732 fu nominato violinista presso la Basilica di Sant'Antonio, ma nel 1735 lasciò questo posto per recarsi in Russia con il fratello Giuseppe, un violoncellista. Ambedue i fratelli rimasero a San Pietroburgo per ben 29 anni al servizio della corte imperiale. Le varie registrazioni di corte fanno frequente riferimento alle attività di Domenico come violinista virtuoso, compositore, nonché come partecipe agli intrighi di corte. Per diletto egli amava costruire strumenti musicali, precisamente violini e liuti. Morì a Narva, in Estonia, nel viaggio di ritorno verso l'Italia.

Considerazioni sull'artista[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte dei lavori scritti di Dall'Oglio sono composizioni strumentali, tuttavia presso la corte imperiale di San Pietroburgo, in assenza del maestro di cappella Francesco Araja, fu chiamato più volte a produrre musica per il teatro. Dall'esame della sua musica per strumenti ad arco è possibile constatare che egli fu un maestro dello stile virtuosistico italiano del XVIII secolo: infatti nei suoi lavori frequentissimo è l'uso della corda doppia e dei passaggi alle alte posizioni. Strutturalmente le sue sonate per violino seguono la forma Adagio-Allegro-Allegro, invece nei concerti predilesse la tipica struttura in voga, ossia Allegro-Grave/Largo-Allegro; degni di nota sono i movimenti lenti delle composizioni, i quali presentavano elaborati abbellimenti tipici della scuola di Tartini.

Composizioni[modifica | modifica sorgente]

  • 12 sonate per violino e violoncello/clavicembalo (1738, Amsterdam)
  • 6 sinfonie per 2 violini, viola e basso, op.1 (1753, Parigi)
  • 2 sonate per flauto e basso
  • 12 sonate per violino e basso continuo
  • Sonate a 4 per 2 violini, viola e basso
  • Sinfonia Russa per 4 violini (perduta)
  • Quelques sinfonie alle russe (perduta)
  • Sinfonia per 2 clarinetti, 2 violini, timpani e basso (perduta)
  • Pezzi per violetta e basso
  • 17 concerti per violino (con 2 violini obbligati, viola e violoncello obbligati)
  • 10 sonate per violino e basso
  • La Russia afflitta (prologo e arie per La clemenza di Tito di Johann Adolf Hasse; perduta)
  • E soffrirò che si – Combattuto da più venti (recitativo e arie per soprano e archi; per la Didone abbandonata di Francesco Zoppis)
  • Vari balletti e musico per il teatro

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R.-A. Mooser, Violinistes-compositeurs italiens en Russie au XVIIIe siècle, Rivista Musicale Italiana, vol. XLVIII, pp. 219-29 (1946)
  • V. Duckles e M. Elmer, Thematic Catalog of a Manuscript Collection of Eighteenth-Century Italian Instrumental Music in the University of California, pp. 163–78 (Berkeley, 1963)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mooser avanzò l'ipotesi che Domenico Dall'Oglio potesse aver compiuto degli studi sotto la guida di Antonio Vivaldi: questa supposizione fu dovuta al fatto che Domenico fu erroneamente considerato come figlio di un certo Pietro Dall'Oglio, il quale fu maestro di choro dal 1713 al 1718 all'Ospedale della Pietà di Venezia, istituto presso il quale fu attivo il Prete Rosso come insegnante di violino per diverse decadi. Tuttavia, recenti ricerche hanno scoperto che in realtà Pietro Dall'Oglio non era altro lo pseudonimo di Pietro Scarpari, all'epoca una delle figure più importanti dell'ospedale veneziano. Altro motivo che fece cadere in errore Mooser fu probabilmente il fatto che Domenico Dall'Oglio fu assai influenzato da Vivaldi nello stile compositivo.


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