Dolore fetale

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Il dolore fetale, la sua esistenza, e le sue implicazioni rientrano nelle ricerche sul protomentale da parte della psicologia perinatale o persino prenatale. Questi studi vengono usati anche nel dibattito riguardante l'aborto.

Studi e ricerche mediche[modifica | modifica wikitesto]

Molti autori concordano che sia improbabile che un feto senta dolore se non dal settimo mese di gestazione.[1] Kanwaljeet Anand sostiene che per la percezione del dolore sia sufficiente la connessione tra i recettori periferici e il sottopiatto somatosensoriale, dunque ponendo l'epoca di inizio della possibilità di sentire dolore subito dopo le 20 settimane di gestazione.[2] Il sottopiatto corticale è una struttura del cervello transitoria che recede dopo che la corteccia cerebrale inizia a svilupparsi. Tuttavia sia il JAMA (Journal of The American Medical Association) che il RCOG (Royal College of Obstetricians and Gynecologists) non accettano questa tesi, puntando il dito sulla mancanza di dati che indicano collegamenti funzionali che consentano il passaggio di informazioni dal sottopiatto al piatto corticale. L'ipotesi più accreditata è che l'attività elettrica presente nel sottopiatto serva a indirizzare le connessioni in arrivo dal talamo fino alla loro destinazione finale nella corteccia cerebrale in via di sviluppo, considerando anche il fatto che non sembra sensato che una struttura si formi e assuma un ruolo vitale e definitivo per poi sparire. Uno studio del Royal College of Obstetricians and Gynecologists del 2010 e una meta analisi (sotto riportata) eseguita nel 2005 dal JAMA (Journal of The American Medical Association) individuano nella corteccia cingolare anteriore l'area adibita all'elaborazione del vero senso del dolore (la sua sgradevolezza); questa struttura si forma nel feto a partire dalla ventiseiesima settimana.

Neurobiologi dello sviluppo sostengono che la formazione delle connessioni talamocorticali (a circa 26 settimane, dunque quasi al sesto mese) sia un evento decisivo per la facoltà nocicettiva del nascituro.[3]

Nel 2005 una meta-analisi sugli esperimenti esistenti, eseguita dai ricercatori dell'Università della California di San Francisco e pubblicata nella rivista Journal of the American Medical Association (JAMA), ha concluso che tutte le prove attuali indicano che il dolore fetale è improbabile prima del terzo trimestre, e che l'elettroencefalografia sembra indicare che la capacità per una percezione funzionale del dolore in neonati prematuri probabilmente non esiste prima delle 29 o 30 settimane; questo studio asserisce che i movimenti, i cambiamenti del ritmo cardiaco e dei livelli ormonali in risposta a procedure invasive sono riflessi che non indicano dolore fetale,[4] a differenza di quanto sostenuto da altri autori.[5][6]

Sempre nel 2005, Mellor e colleghi hanno analizzato molti dati che suggeriscono che il feto non si sveglia mentre si trova nell'utero. Se il feto è addormentato per tutta la durata della gestazione, allora la possibilità dell'esistenza del dolore fetale è enormemente diminuita.[7]. Mellor e il suo team hanno scoperto la presenza sia nel sangue dei feti umani che animali di particolari sostanze sedative e anestetizzanti quali adenosina, pregnanolone e prostaglandina-D2. Queste sostanze quando il feto nasce vengono ossidate coi primi respiri e dilavate dai tessuti, consentendo la coscienza. In questo caso però resta la domanda sul perché il feto pianga immediatamente appena nasce, e sulla situazione dei feti che subiscono interventi chirurgici in utero e cui viene raccomandato di somministrare anestesia durante l'intervento [8].

Esiste anche un dibattito su come il dolore sia percepito generalmente. Alcuni ricercatori ritengono che, poiché il dolore coinvolge fattori sensoriali, emozionali e cognitivi, non sia percepito se non dopo la nascita.[9]

Antiabortisti[modifica | modifica wikitesto]

I sostenitori del fronte antiabortista hanno richiesto che la legislazione in merito alla interruzione volontaria di gravidanza fosse modificata in relazione alla presunta sussistenza del dolore fetale. In particolare si richiede ai medici di informare le donne che scelgono di abortire che "il feto potrebbe provare dolore".[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Study: Fetus feels no pain until third trimester, Associated Press via MSNBC (2005-08-24). URL consultato il 13 aprile 2008.
  2. ^ (EN) The fetus may feel pain from 20 weeks.
  3. ^ (EN) Martin Johnson e Barry Everitt, Essential reproduction (Blackwell 2000), p. 215. URL consultato il 21 febbraio 2007.
  4. ^ (EN) Susan J. Lee, Henry J. Peter Ralston, Eleanor A. Drey, John Colin Partridge e Mark A. Rosen (2005). Fetal Pain. A Systematic Multidisciplinary Review of the Evidence, Journal of the American Medical Association, 294 (8), 947-954. URL consultato il 26 febbraio 2007.
  5. ^ Cf. Carlo Valerio Bellieni, L'alba dell’«io». Dolore, desideri, sogno, memoria del feto, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2004, 4ª ed. 2008. ISBN 88-87048-99-1; ISBN 978-88-87048-99-5. Intervista in SAlute FEmminile (SAFE), Com'è la vita prima di nascere, 25 settembre 2005. URL consultato il 20 agosto 2009.
  6. ^ Pier Luigi Righetti, Elementi di psicologia prenatale, Roma, Edizioni scientifiche Magi, 2003. ISBN 88-88232-57-5; ISBN 978-88-88232-57-7.
  7. ^ (EN) D.J. Mellor, T.J. Diesch, A.J. Gunn e L. Bennet (2005). The importance of 'awareness' for understanding fetal pain, Brain Research Reviews, 49(3), 455-71. URL consultato il 23 dicembre 2006.
  8. ^ Bellieni CV, Tei M, Stazzoni G, Bertrando S, Cornacchione S, Buonocore G. Use of fetal analgesia during prenatal surgery. J Matern Fetal Neonatal Med. 2013 Jan;26(1):90-5.
  9. ^ (EN) Martin Johnson e Barry Everitt, Op. cit., pp. 215-6: The multidimensionality of pain perception, involving sensory, emotional, and cognitive factors may in itself be the basis of conscious, painful experience, but it will remain difficult to attribute this to a fetus at any particular developmental age.
  10. ^ (EN) Jonathan Weisman, House to Consider Abortion Anesthesia Bill, Washington Post 2006-12-05. URL consultato il 6 febbraio 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]