Decreto dell'incendio del Reichstag

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Il Decreto dell'incendio del Reichstag (in tedesco, Reichstagsbrandverordnung) è il termine con cui viene indicata la legge che venne passata dal governo nazista in risposta diretta all'incendio del Reichstag del 27 febbraio 1933. Occorse solo un giorno al governo per farla passare il 28 febbraio.

Il vero nome del decreto è Verordnung des Reichspräsidenten zum Schutz von Volk und Staat (Decreto del Presidente del Reich per la protezione della popolazione e dello stato). Emanato dall'anziano (e ormai senile) presidente Paul von Hindenburg sulla base dell'articolo 48 sottosezione 2 della Costituzione, che consentiva al Reichspräsident di prendere ogni misura appropriata per rimediare ai pericoli per la sicurezza pubblica, rappresenta uno dei principali passi compiuti dal governo nazista per stabilire il suo dominio, tali passi vengono normalmente indicati dal termine Gleichschaltung.

Il decreto sospese gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione del 1919 della Repubblica di Weimar. Poiché il decreto è esemplare di come i nazisti abolirono legalmente tutti i resti di ciò che costituisce una moderna democrazia, § 1 viene riportato integralmente:

(DE)
« § 1. Die Artikel 114, 115, 117, 118, 123, 124 und 153 der Verfassung des Deutschen Reichs werden bis auf weiteres außer Kraft gesetzt. Es sind daher Beschränkungen der persönlichen Freiheit, des Rechts der freien Meinungsäußerung, einschließlich der Pressefreiheit, des Vereins- und Versammlungsrechts, Eingriffe in das Brief-, Post-, Telegraphen- und Fernsprechgeheimnis, Anordnungen von Haussuchungen und von Beschlagnahmen sowie Beschränkungen des Eigentums auch außerhalb der sonst hierfür bestimmten gesetzlichen Grenzen zulässig. »
(IT)
« § 1. Gli articoli 114, 115, 117, 118, 123, 124 e 153 della costituzione sono sospesi fino ad ulteriore avviso. È pertanto possibile: restringere i diritti di libertà personale [si intende l'habeas corpus], libertà di espressione, compresa la libertà di stampa, la libertà di organizzazione ed assemblea, la riservatezza di corrispondenza, posta, telegrammi e telefonate, ordinare perquisizioni e confische e limitare la proprietà, anche se questo non è altrimenti previsto dalla legge attuale. »

Nel successivi articoli (§§ 2-5), il decreto permetteva al governo del Reich di bloccare i poteri statali e introdurre la pena di morte per un grande numero di reati. in base all' § 6, la legge venne posta immediatamente in vigore.

Il decreto servì ad Adolf Hitler per ottenere l'arresto dei leader comunisti prima delle imminenti elezioni. Quando il neoeletto Reichstag si riunì per la prima volta, il 23 marzo 1933 per votare sul Decreto dei pieni poteri, gran parte dei deputati comunisti erano già in prigione e, tra comunisti e socialdemocratici, a 107 deputati fu impedito di partecipare alla votazione.

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