Horst Wessel

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Horst Wessel

Horst Ludwig Wessel (Bielefeld, 9 ottobre 1907Berlino, 23 febbraio 1930) è stato un militante del Partito nazista tedesco (NSDAP). È noto principalmente per aver composto il testo di una canzone che, poco dopo la sua morte, divenne l'inno del partito nazionalsocialista: "Die Fahne Hoch"(In alto la bandiera), più noto come "Das Horst-Wessel-Lied" (La Canzone di Horst Wessel). La sua morte violenta per mano di avversari politici contribuì a fare di lui una figura simbolo del movimento nazionalsocialista.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Horst Wessel guida la sua unità SA, Norimberga 1929

Nato nel 1907 a Bielefeld da un pastore protestante, Wessel seguì poco tempo dopo la famiglia a Berlino, dove il padre aveva ricevuto l'incarico di dirigere la parrocchia di San Nicola. Durante la prima guerra mondiale il padre servì al fianco del maresciallo Paul von Hindenburg, di cui diventerà amico personale, mentre Horst frequentava varie associazioni patriottiche giovanili.

Nel 1925 entrò a far parte della sezione berlinese delle Sturmabteilung (SA), iniziò gli studi universitari alla facoltà di diritto e venne ammesso nell'associazione studentesca Corps Normannia Berlin.

La madre, nel frattempo rimasta vedova, non condivideva le idee di Horst, che si trasferì a Vienna nel 1928 per continuare gli studi. L'attenzione che, nel frattempo, aveva suscitato in Josef Goebbels, gli fece ottenere l'incarico di organizzare la Hitlerjugend (HJ) nella capitale austriaca.

Tornato a Berlino, fece rapidamente carriera nella SA fino alla qualifica di Sturmführer. Con la sua unità organizzava spedizioni propagandistiche nella regione del Brandeburgo. Partecipò a tutti i congressi del NSDAP, alla guida della propria sezione.

Si fidanzò con Erna Jaenke, con la quale andò a convivere, nonostante il parere contrario della madre di lui, che decise di non pagargli più gli studi. Wessel dovette quindi accettare qualsiasi tipo di lavoro per poter vivere, pur continuando la militanza nelle SA.

L'omicidio[modifica | modifica sorgente]

La sera del 14 gennaio 1930 Wessel fu colpito da una pistolettata al volto. Immediatamente portato all'Ospedale di Friedrichshain agonizzò per più di un mese, durante il quale ricevette le continue visite della sorella Inge, di Joseph Goebbels e del Principe Augusto Guglielmo di Prussia, prima di morire di setticemia il 23 febbraio 1930.

Albrecht Höhler (detto Ali), un attivista locale del partito comunista (KPD) e i due ebrei Salli Eppestein ed Else Coehn furono riconosciuti colpevoli del delitto. Höhler fu condannato a sei anni di prigione, per poi venire ucciso da uomini delle SA all'avvento del regime nazista, nel 1933; gli altri due furono condannati a tre anni di reclusione[1][2].
Il KPD negò ogni coinvolgimento nell'omicidio, individuando il movente in una lite fra Wessel e la sua padrona di casa per il pagamento dell'affitto. La proprietaria dell'abitazione, vedova di un leader comunista locale, avrebbe chiesto aiuto ai vecchi compagni del marito per aver ragione dell'affittuario.[3]. Secondo un'altra versione l'assassino di Wessel fu un rivale in amore[4]; un'ulteriore versione infine attribuisce l'omicidio ad una vendetta per l'uccisione del diciassettenne comunista Camillo Ross, avvenuta nei giorni precedenti[5].

Il funerale[modifica | modifica sorgente]

L'assassinio di Horst Wessel provocò una reazione a livello nazionale del NSDAP, che dispose grandiosi funerali organizzati da Goebbels in onore del militante assassinato e per mostrare la capacità di disciplina del partito in occasione di grandi manifestazioni.

La memoria[modifica | modifica sorgente]

Nave scuola Horst Wessel (Kriegsmarine), attualmente Eagle (guardia costiera degli Stati Uniti)

Dopo la cerimonia funebre, la tomba della famiglia Wessel fu modificata, e servì da supporto ad un monumento in bronzo che rappresentava una bandiera issata.

Questa simboleggiava la canzone "Die Fahne hoch" ("In alto la Bandiera"), scritta da Horst stesso e pubblicata il 29 settembre 1929 sul giornale di Goebbels, "Der Angriff" ("L'attacco"), e ricordava i nazionalsocialisti caduti sotto gli spari del "Fronte Rosso" e della "Reazione".

La tomba di Horst Wessel nel cimitero Nicolai diventò luogo di visita per ogni militante di passaggio a Berlino, allo stesso modo della Feldherrnhalle di Monaco[6].

Al nome di Horst Wessel furono dedicate numerose strade in tutto il paese. A Berlino Bülowplatz venne ridenominata in Horst-Wessel-Platz (oggi Rosa-Luxemburg-Platz), così come la corrispondente stazione della U-Bahn. Il quartiere Friedrichshain di Berlino fu ridenominato Horst-Wessel-Stadt, nome che conservò fino al 1945. Gli furono intitolati anche l'ospedale dove morì (nei pressi dell'attuale Volkspark Friedrichshain) e alcune unità militari: nel 1944 presero il suo nome una Divisione di Waffen-SS, la 18ma SS Freiwilligen Panzergrenadier impegnata in combattimento sul fronte orientale, ed uno stormo di caccia pesanti della Luftwaffe, il 26mo Zerstörer-Geschwader. Una nave scuola della Classe Gorch Fock che portava il suo nome è attualmente in servizio per la guardia costiera degli Stati Uniti sotto il nome Eagle.

L'anniversario della sua morte divenne uno degli appuntamenti ufficiali più importanti del Nazionalsocialismo.

Il 2 ed il 3 maggio 1945 il cimitero Nicolai fu teatro dell'ultima resistenza tedesca (insieme al bunker della Cancelleria, il Tiergarten e l'Olympiastadion) contro le truppe dell'Armata Rossa. La Hitlerjugend si fece sterminare sulla tomba di Horst Wessel per non abbandonare le sue spoglie al nemico[7].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Insegna d'Oro del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi - nastrino per uniforme ordinaria Insegna d'Oro del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hanns H. Ewers Horst Wessel, Homme libre, 2009.
  2. ^ Joachim Fest, Hitler
  3. ^ History Today, ottobre 2007 p.27
  4. ^ Marco Castelli: "La svastica nelle tenebre - Nazismo magico"; Ed. "Il Foglio"; 2006; pp. 41 - 43; ISBN 88-7606-053-7
  5. ^ Marco Castelli: "La svastica nelle tenebre - Nazismo magico"; Ed. "Il Foglio"; 2006; pp. 41 - 43; ISBN 88-7606-053-7
  6. ^ Fahne Hoch Card
  7. ^ "Historica", numero 83, trimestrale per aprile, maggio e giugno 2005, Francia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hanns H. Ewers Horst Wessel. Un destino tedesco, Thule Italia Editrice, 2013, ISBN 978-88-97691-02-0
  • Hanns H. Ewers Horst Wessel, Homme libre, 2009.

* AA. VV. Il preludio, Italia Editrice, 1995.[non chiaro]

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