Decenzio (magister officiorum)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Decenzio (latino: Decentius; floruit 360-365; ... – ...) fu un funzionario imperiale romano, che svolse un ruolo importante nell'acclamazione a Parigi nel 360 dell'imperatore Giuliano, in opposizione all'imperatore Costanzo II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 360 ricopriva il rango di tribunus et notarius alla corte dell'imperatore Costanzo II, il quale lo inviò presso il cugino e cesare Giuliano, per chiedere di inviargli le sue truppe migliori, gli Heruli, i Batavi, i Celtae e i Petulantes, oltre a trecento uomini scelti dalle altre unità. I soldati non erano contenti di questo trasferimento, in quanto preferivano restare nelle proprie terre e vicino alle proprie famiglie, invece che marciare verso la frontiera orientale. Decenzio prese però con sé gli uomini migliori e si mise in marcia. Inoltre suggerì a Giuliano di far passare le truppe da Parigi, dove il cesare aveva il suo quartier generale;[1] quando le truppe giunsero a Parigi, acclamarono Giuliano imperatore in opposizione a Costanzo. Decenzio tornò da Costanzo.[2]

Tra il 364 e il 365 fu magister officiorum, esercitando una grande influenza a corte.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ammiano Marcellino, xx.4.2 5 11; Giuliano, 283 C-284 A; Libanio, xviii.94-95.
  2. ^ Ammiano Marcellino, xx.8.4.
  3. ^ «Decentius 1».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]