Currency board

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Il termine inglese currency board, traducibile con comitato valutario (ma solitamente viene usata l'espressione inglese anche in italiano), designa:

  • una particolare autorità monetaria che può operare in sostituzione della banca centrale o parallelamente ad essa e che emette moneta legale convertibile in una determinata valuta estera ad un tasso di cambio fisso. Per assicurare tale convertibilità tiene riserve di moneta o titoli a breve termine emessi nella valuta cui il cambio viene ancorato, in misura tale da coprire l'intero ammontare della moneta in circolazione (spesso, però, detiene riserve in eccesso);
  • il regime di cambio che in questo modo viene realizzato.

Tale regime vincola la politica monetaria poiché la quantità di moneta che circola in una economia dipende dalle riserve dell'altra moneta. L'operato della banca centrale del paese che adotta il currency board è legato alla condotta della banca centrale del paese verso cui il tasso è stato fissato (con conseguente perdita di autonomia della politica monetaria).

Le barriere all’uscita da tale regime di cambio sono molto elevate.

L'aggancio valutario è adottato da alcuni paesi quali: Hong Kong vs Dollaro USA (dal 1983); Argentina vs Dollaro USA (1992-2002); Estonia vs Marco tedesco (1992- 2010[1]); Bulgaria vs Euro. Prima della decolonizzazione era stato adottato in molti possedimenti coloniali, soprattutto britannici.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Currency board della Banca d'Estonia
  2. ^ Arnaldo Mauri, L'East African Currency Board e la genesi dell'attività bancaria nell'Africa Orientale Britannica, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Economia, Management e Metodi quantitativi, WP. n. 10, 2007.[1]
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