Costanza Sforza di Santa Fiora

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Costanza Sforza di Santa Fiora (Sora, 15501617) è stata una nobildonna italiana, fu duchessa di Sora e moglie di Giacomo Boncompagni, marchese di Vignola e duca di Sora.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nipote diretta di Costanza Farnese, figlia del papa Paolo III, si interessò attivamente insieme al marito dell'amministrazione del ducato di Sora, ricevuto in donazione dal suocero Gregorio XIII. Risiedendo presso Isola di Sora (oggi Isola del Liri), abbellì il castello ducale con la realizzazione di un parco e commissionando una galleria interna di pregevoli stucchi raffiguranti con bassorilievi le città del ducato di Sora. Dedita ad incentivare le arti e la cultura, istituì nel 1614 a Sora uno dei primi collegi gesuitici dell'attuale provincia di Frosinone, il cui edificio oggi ospita la sede del municipio. Fece edificare per i gesuiti anche la chiesa di Santo Spirito, nell'omonima piazza a Sora.

Fama[modifica | modifica wikitesto]

A lei fu dedicato da Fabrizio Caroso un balletto contenuto nell'opera Nobiltà di Dame.

« ALL'ILLUSTRISSIMA

ET ECCELL.MA SIG.
COSTANZA SFORZA
BUONCOMPAGNA
DUCHESSA DI SORA.

Ecco Costanza Sforza, ecco le rare
Vostre virtù divine, alte ne i Cori
Passano accese d'immortali ardori,
E serban sempre Vostre fiamme chiare;
Ben può l'avaro tempo consumare
Il ferro, e l'opre de'più gran Scultori;
Ma non può già de'Vostri eterni honori
La Gloria viva estinguer', ò mancare.
Beata dunque, che schernite l'ira
Del Tempo; e Lethe non può torre al Vostro
Nome, quel grado, che più quà giù s'ama,
Sì, ch'ei non s'alzi, ove con lodi aspira
Per quel sentiero, che virtù l'hà mostro
à far' eterna la sua chiara Fama.

AMOR COSTANTE
BALLETTO
IN LODE DELL'ILL.MA ET ECC.MA SIG.
COSTANZA SFORZA BUONCOMPAGNA
DUCHESSA DI SORA.

... »

(Fabrizio Caroso, Amor costante, da Nobiltà di Dame)
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