Consiglio supremo delle forze armate

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Il Consiglio Supremo delle forze armate, CSFA (in arabo: المجلس الأعلى للقوات المسلحة, al-Majlis al-Aʿlā li-l-quwwāt al-musallaḥa), è un'istituzione egiziana che si riunisce nei casi di gravi crisi e che ha assunto ogni potere in occasione della Rivoluzione egiziana del 2011.

Il Consiglio Supremo non si è riunito solo nel 1967, in occasione della Guerra dei Sei Giorni, o nel 1973, in concomitanza con la guerra del Ramadan (o del Kippur), ma v'è notizia di altre sue sessioni di lavoro (annuali e protocollari).[1]. In occasione della Rivoluzione egiziana del 2011, i membri del CSFA sono apparsi per la prima volta il 10 febbraio 2011.

I suoi componenti sarebbero una ventina, fra cui il Comandante generale delle forze armate e Capo di Stato Maggiore e i responsabili dei Corpi d'Armata. Il consiglio è presieduto dal Colonnello generale Abd al-Fattah al-Sisi come Comandante generale delle forze armate e come Capo di Stato Maggiore dal tenente generale Sidqi Subhi.

Il Consiglio supremo delle forze armate ha emesso nel 2011 numerosi comunicati, il primo dei quali il giovedì 10 febbraio. Col suo terzo Comunicato, il CSFA prendeva atto delle dimissioni di Mubarak e deliberava di assumere il potere. Il quarto Comunicato del 12 febbraio prometteva una «transizione pacifica» e che l'Egitto «resterà impegnato nei confronti di qualsiasi accordo regionale e internazionale»[2]. Il 13 febbraio, con un proclama firmato dal Feldmaresciallo Tantawi, esso sospendeva la Costituzione e scioglieva il Parlamento, domandava al governo di gestire gli affari correnti e annunciava prossime elezioni.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 6 ottobre 2004, 2 ottobre 2005, 4 ottobre 2006, 4 ottobre 2007, 7 ottobre 2008, 6 ottobre 2009
  2. ^ Le forze armate promettono una transizione pacifica verso un potere civile in Egitto
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