Chiesa di Santa Maria della Salute
Coordinate: 40°51′19″N 14°14′17″E / 40.855166°N 14.238006°E
La chiesa di Santa Maria della Salute è un luogo di culto di Napoli, sito nella zona dell'Arenella.
Indice |
[modifica] Storia
Le origini dell'edificio risalgono al 1586, quando i Complaterai della Concezione dei Cappuccini edificarono una chiesa fuori le mura della città, che fu poi affidata ai Padri Agostiniani.
In seguito, passò ai padri della chiesa di San Giovanni a Carbonara, ma anche quest'ordine religioso durò poco tempo.
Il 25 gennaio 1621 i fratelli Ruperto e Marco Pepe, Benigno e Ruperto Ruperti, assieme ad alcuni Complateari presentarono all'arcivescovo di Napoli una supplica affinché il complesso fosse affidato ai Francescani Minori Riformati della Croce di Palazzo; questi, durante gli anni successivi, modificarono ed ampliarono la struttura, da cui furono espulsi il 17 aprile 1865 e il convento divenne un edificio privato.
[modifica] Descrizione
La chiesa ha subito vari rimaneggiamenti che le hanno sottratto parte della bellezza originaria. Essa era arricchita da varie statue raffiguranti i santi Francesco, Nicola, Girolamo, Agata e Lucia, gli evangelisti, l'eterno Padre e vari puttini.
Sull'altare maggiore erano posizionate le statue della Vergine della Salute e dei santi Pietro e Paolo. Dietro all'altare era locata tra le varie sepolture una pregevole tomba dei Navarretto marchesi della Terza. Nell'abside era presente anche una tela raffigurante la Vergine con San Francesco, Sant'Antonio e due sante, forse della scuola di Massimo Stanzione. Ulteriori affreschi erano conservati nelle cappelle.
Nonostante tutto, sono ancora da ammirare le due cappelle affrescate (una delle quali è completamente dedica alla vita di Sant'Alessio), ciò che resta delle opere di Malavito, le antiche epigrafi e gli altari in marmi policromi. Di Onofrio Palumbo sono rimaste due tele e una tavola lignea rappresentante la Vergine della Salute.
Nel marzo 2010 sono cominciati i lavori di restauro per consolidare le murature, dopo che alcune crepe si erano aperte sul soffitto.
[modifica] Bibliografia
- Gennaro Aspreno Galante, Guida sacra della città di Napoli, 1872
- Antonio Terraciano, Andrea Russo, Le chiese di Napoli. Censimento e brevi recensioni delle 448 chiese storiche della città di Napoli, Lorenzo Giunta Editore, 1999.
[modifica] Voci correlate
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