Cassa di Risparmio di Cesena

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Cassa di Risparmio di Cesena
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1840 a Cesena
Fondata da Galeazzo Fabbri, Giuseppe Galeffi, Giacomo Maraldi, Giambattista Nori e Melchiorre Romagnoli
Sede principale Pizza Leonardo Sciascia, Cesena (Sede Legale)
Gruppo Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Cesena
Settore Finanziario
Dipendenti 1006 (2012)
Sito web www.carispcesena.it/

L'istituzione della Cassa di Risparmio di Cesena fu promossa nel 1840 da sei eminenti cittadini: il marchese Alessandro VI Ghini, il conte Galeazzo Fabbri, il cavaliere Giuseppe Galeffi, il canonico Giacomo Maraldi, l'avvocato Giambattista Nori e il marchese Melchiorre Romagnoli. Riuscirono a raccogliere il favore di 105 azionisti, formando così un primo capitale e costituendo l'associazione.

Il 18 maggio del 1841 riuscì ad ottenere l'autorizzazione papale (rescritto pontificio di Gregorio XVI); il 2 gennaio del 1842 avvenne l'apertura al pubblico. Il primo presidente della Cassa di Risparmio fu il conte Nicolò Chiaramonti. Successivamente acquistò un palazzo dove stabilì la sede attuale. Costituitosi il Regno d'Italia, con decreto reale del 17 marzo del 1861 si riconosceva, nuovamente alla Cassa di Risparmio di Cesena le funzioni creditizie.

Durante le due guerre mondiali la Cassa di Risparmio svolse un'importante attività a favore della popolazione, duramente colpita da danni materiali, morali ed economici.

A partire dagli anni anni sessanta del XX secolo, la Cassa di Risparmio ha aperto nuove filiali in città e dagli anni ottanta si è ampliata al di fuori del cesenate, prima in aree forlivesi e ravennati.

Il 25 novembre 2013 diviene operativa la fusione con la Banca di Romagna, già entrambe appartenenti al Gruppo Bancario Cassa di Risparmio di Cesena, con conseguente semplificazione della struttura di Gruppo e razionalizzazione dei processi operativi, amministrativi e della rete commerciale.

Oggi conta numerore filiali distribuite in Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria e Marche.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Coppe, Guida culturale, industriale, commerciale, artigianale e turistica della provincia di Forlì, Bologna, Annibali, 1990.