Cappella dei Pontano

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Coordinate: 40°51′00″N 14°15′16″E / 40.850124°N 14.254516°E / 40.850124; 14.254516

Esterno

La Cappella dei Pontano è un piccolo tempio di epoca rinascimentale di Napoli che si trova nel centro antico della città, lungo il decumano maggiore. Presso l'edificio si trova inoltre la chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta.

La cappella, eretta nel 1492, su progetto di fra' Giocondo o forse secondo alcuni di Francesco di Giorgio Martini o di Andrea Ciccione, fu commissionata dal famoso letterato umanista Giovanni Pontano per dedicarla alla Vergine e a San Giovanni Evangelista e per adibirla a tempio funerario per sua moglie, Adriana Sassone.

Indice

[modifica] Esterno

Restaurata nel 1759 da Carlo di Borbone ed infine nel 1792, la struttura si presenta come un armonico blocco proporzionato secondo i classici canoni rinascimentali ed è considerata un modello di eleganza e di purezza stilisitca.

Esternamente presenta una facciata in piperno con lesene e capitelli compositi in cui spiccano i battenti della porta, rigorosamente di impostazione classica, suddivisi ognuno in specchi rettangolari a fascia liscia che riprendono i listoni posti intorno; su uno dei due ingressi vi sono gli stemmi delle famiglie Pontano e Sassone.

L'altare della Cappella Pontano

[modifica] Interno

L'interno si presenta con copertura a botte ed è rappresentato da un unico vano di forma rettangolare che ospita sulle pareti una collezione di lapidi, con otto epigrafi in latino e greco di cui fu autore lo stesso Pontano e che esprimono il suo dolore per la perdita della moglie e dei figli.

Una menzione speciale merita senza dubbio il pavimento maiolicato a formelle esagonali e motivi decorativi di grande effetto costituiti da ritratti, stemmi, iscrizioni, figure allegoriche; la fattura della pavimentazione sembra essere napoletana o, secondo alcuni autori, fiorentina.

L'altare della cappella presenta una nicchia con l'affresco della Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, probabilmente eseguito da Francesco Cicino da Caiazzo, artista locale attivo a cavallo tra il XV ed il XVI secolo.

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