Blockbuster

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Blockbuster
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Consociata
Fondazione 1985 a Dallas
Fondata da David P. Cook
Chiusura novembre 2013
Sede principale McKinney
Gruppo Dish Network
Filiali Nordamerica, Sudamerica, Europa, Australia
Persone chiave Michael Kelly, presidente
Dennis McGill, vicepresidente e direttore finanziario
Settore Distribuzione
Prodotti home video, videogiochi, distribuzione digitale

Blockbuster è stata una società di distribuzione statunitense fondata nel 1985. Il business è focalizzato sull'acquisto e noleggio di prodotti home video e videogiochi, e sulla distribuzione digitale di contenuti. La sede della multinazionale è a McKinney, nel Texas. È una consociata di Dish Network.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un tradizionale videonoleggio Blockbuster a Moncton, Canada, nel 2008.

Il primo negozio Blockbuster viene aperto a Dallas, in Texas, nel 1985. Tra il 1985 e il 1995 il numero dei negozi raggiunge, solo negli Stati Uniti, la cifra di 4800.

Nel 1989 Blockbuster acquista una preesistente catena inglese e apre così il primo negozio in Europa.

Nel 1994 Blockbuster è acquistata da una società di intrattenimento e comunicazioni statunitense, la Viacom. Composta da 60 milioni di soci, Blockbuster apre in 25 paesi, tra cui Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Gran Bretagna, Portogallo, Danimarca, Israele, Messico, Argentina ed Italia (dove Blockbuster sbarca nel 1994 attraverso una iniziale joint venture con Standa-Fininvest).

Verso la fine degli anni duemila ha inizio un periodo di forte crisi per l'azienda. Le difficoltà di Blockbuster, in nazioni come gli Stati Uniti, sono legate al successo di servizi analoghi come quello offerto dalla concorrente Netflix, mentre in Europa la crisi è dovuta soprattutto alla crescente pirateria informatica. In questo periodo sono diversi i paesi, tra cui Spagna e Portogallo, in cui l'azienda abbandona immediatamente il mercato; in altri, come l'Italia, ha invece luogo un pesante ridimensionamento,[2] che in molti casi è solo il preludio ad ulteriori liquidazioni ed abbandoni.[3]

Proteste degli impiegati Blockbuster a Lanús, in Argentina, nel 2010.

Le difficoltà economiche di Blockbuster si protraggono anche nel 2010, anno in cui si inizia a paventare l'ipotesi di avviare una procedura fallimentare.[4] Il 23 settembre dello stesso anno l'azienda dichiara bancarotta appellandosi al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense (procedura di riorganizzazione per bancarotta protetta),[5] e cercando una ricapitalizzazione per permettere una ristrutturazione dell'azienda, impostandola verso un nuovo business incentrato soprattutto sulla distribuzione digitale.

Il 6 aprile 2011 Blockbuster viene acquistata da Dish Network per 233 milioni di dollari, che si accolla anche 87 milioni di passività e altre obbligazioni;[6] l'acquisizione viene completata il 26 aprile successivo. Nel frattempo, il 31 agosto viene annunciato l'abbandono del mercato canadese,[7] cui segue il 5 giugno 2012 quello italiano.[8] Infine, nel novembre 2013, Dish Network annuncia la chiusura degli ultimi 300 negozi rimasti negli Stati Uniti:[9] con questo, viene decretata la fine di Blockbuster.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Supplier Guide, blockbuster.com. URL consultato il 28 gennaio 2012.
  2. ^ Luca Fornovo, Troppi pirati del dvd, Blockbuster taglia in lastampa.it, 30 marzo 2008.
  3. ^ Blockbuster fallisce. Diventerà una Parafarmacia in romagnanoi.it, 29 gennaio 2012.
  4. ^ Angelo Aquaro, Blockbuster verso fallimento per colpa di internet in repubblica.it, 21 marzo 2010.
  5. ^ Blockbuster dichiara bancarotta in lastampa.it, 23 settembre 2010.
  6. ^ (EN) Ben Fritz, Dish Network wins bidding for assets of bankrupt Blockbuster in articles.latimes.com, 7 aprile 2011. URL consultato il 28 gennaio 2012.
  7. ^ (EN) Blockbuster Canada to close remaining stores in cbc.ca, 31 agosto 2011.
  8. ^ Corinna De Cesare, Chiude Blockbuster Italia, l'annuncio ufficiale sul sito internet: "Grazie a tutti" in Corriere della Sera, 5 giugno 2012.
  9. ^ Chiude l’ultimo Blockbuster degli States, finisce l’era dell’affitto «fisico» di dvd e vhs in corriere.it, 6 novembre 2013.

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