Blockbuster

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Blockbuster
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Consociata
Fondazione 1985 a Dallas
Fondata da David P. Cook
Sede principale McKinney
Gruppo Dish Network
Filiali Nordamerica, Sudamerica, Europa, Australia
Persone chiave Michael Kelly, presidente
Dennis McGill, vicepresidente e direttore finanziario
Settore Distribuzione
Prodotti home video, videogiochi, distribuzione digitale
Sito web www.blockbuster.com

Blockbuster è una società di distribuzione statunitense fondata nel 1985. Il business è focalizzato sull'acquisto e noleggio di prodotti home video e videogiochi, e sulla distribuzione digitale di contenuti. La sede della multinazionale è a McKinney, nel Texas. È una consociata di Dish Network.[1]

Indice

Storia [modifica]

Un negozio Blockbuster a Moncton, Canada

Il primo negozio Blockbuster viene aperto a Dallas, in Texas, nel 1985. Tra il 1985 e il 1995 il numero dei negozi raggiunge, solo negli Stati Uniti, la cifra di 4800.

Nel 1989 Blockbuster acquista una preesistente catena inglese e apre così il primo negozio in Europa.

Nel 1994 Blockbuster è acquistata da una società di intrattenimento e comunicazioni statunitense, la Viacom. Composta da 60 milioni di soci, Blockbuster apre in 25 paesi, tra cui Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Gran Bretagna, Portogallo, Danimarca, Israele, Messico, Argentina ed Italia (dove Blockbuster sbarca nel 1994 attraverso una iniziale joint venture con Fininvest).

2010: proteste degli impiegati Blockbuster a Lanús, Argentina

Verso la fine degli anni duemila ha inizio un periodo di forte crisi per l'azienda. Le difficoltà di Blockbuster, in nazioni come gli Stati Uniti, sono legate al successo di servizi analoghi come quello offerto dalla concorrente Netflix, mentre in Europa la crisi è dovuta soprattutto alla crescente pirateria informatica. In questo periodo sono diversi i paesi, tra cui Spagna e Portogallo, in cui l'azienda abbandona immediatamente il mercato; in altri, come l'Italia, ha invece luogo un pesante ridimensionamento,[2] che in molti casi è solo il preludio ad ulteriori liquidazioni ed abbandoni.[3]

Le difficoltà economiche di Blockbuster si protraggono anche nel 2010, anno in cui si inizia a paventare l'ipotesi di avviare una procedura fallimentare.[4] Il 23 settembre dello stesso anno l'azienda dichiara bancarotta appellandosi al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense (procedura di riorganizzazione per bancarotta protetta),[5] e cercando una ricapitalizzazione per permettere una ristrutturazione dell'azienda, impostandola verso un nuovo business incentrato soprattutto sulla distribuzione digitale.

Il 6 aprile 2011 Blockbuster viene acquistata da Dish Network per 233 milioni di dollari, accollandosi anche 87 milioni di passività e altri obblighi;[6] l'acquisizione viene completata il 26 aprile successivo.

Il 31 agosto 2011 viene annunciato l'abbandono del mercato canadese.[7] Il 5 giugno 2012 chiude anche la filiale italiana.[8]

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Supplier Guide. blockbuster.com. URL consultato in data 28 gennaio 2012.
  2. ^ Luca Fornovo, Troppi pirati del dvd, Blockbuster taglia, lastampa.it, 30 marzo 2008.
  3. ^ Blockbuster fallisce. Diventerà una Parafarmacia, romagnanoi.it, 29 gennaio 2012.
  4. ^ Angelo Aquaro, Blockbuster verso fallimento per colpa di internet, repubblica.it, 21 marzo 2010.
  5. ^ Blockbuster dichiara bancarotta, lastampa.it, 23 settembre 2010.
  6. ^ (EN) Ben Fritz, Dish Network wins bidding for assets of bankrupt Blockbuster, articles.latimes.com, 7 aprile 2011. URL consultato in data 28 gennaio 2012.
  7. ^ (EN) Blockbuster Canada to close remaining stores, cbc.ca, 31 agosto 2011.
  8. ^ Corinna De Cesare, Chiude Blockbuster Italia, l'annuncio ufficiale sul sito internet: "Grazie a tutti", corriere.it, 5 giugno 2012.

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