Battaglia di Ligny

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Coordinate: 50°30′44″N 4°34′30″E / 50.512222°N 4.575°E50.512222; 4.575

Battaglia di Ligny
parte della Campagna dei Cento Giorni
Mappa dei villaggi viciniori a Ligny
Mappa dei villaggi viciniori a Ligny
Data 16 giugno 1815
Luogo Ligny, Belgio
Esito Vittoria francese
Schieramenti
Armée du Nord:
Flag of France.svg Impero francese
Settima Coalizione

Armata del Basso Reno:
Flag of the Kingdom of Prussia (1803-1892).svg Regno di Prussia
Comandanti
Effettivi
68.000 uomini 84.000 uomini
Perdite
6.900 francesi 16.000 circa fra morti e feriti
8.000 dispersi in fuga
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La battaglia di Ligny (16 giugno 1815) ebbe luogo nel corso della campagna della settima coalizione contro Napoleone Bonaparte (campagna dei Cento Giorni) e fu il prologo alla successiva battaglia di Waterloo, che ebbe luogo due giorni dopo. A Ligny Napoleone colse la sua ultima vittoria.

Lo svolgimento della Battaglia[modifica | modifica sorgente]

L'armata di Napoleone stava muovendo verso Bruxelles con l'intenzione di attaccare prima gli inglesi del duca di Wellington e successivamente i prussiani di Blücher. Le truppe di quest'ultimo si pararono invece di fronte all'Imperatore francese lungo il fiume Ligny: inizialmente i trentaduemila uomini del generale prussiano Ziethen, fronteggiati dal corpo d'armata del francese Vandamme nei pressi del villaggio di St. Amand, quindi i corpi d'armata prussiani dei generali prussiani Pirch e Thielmann, per un totale di circa 85.000 effettivi (di cui almeno 8.000 appartenenti alla cavalleria) e 220 cannoni, il tutto al comando del feldmaresciallo prussiano Blücher.

Questa imponente armata si schierò lungo il fiume Ligny per una lunghezza di oltre dieci chilometri che incorporava una dozzina di villaggi nei quali si trincerarono le forze prussiane. Blücher fece schierare le truppe sul versante delle colline che sovrastavano la zona paludosa del Ligny, confidando nell'imminente arrivo dei rinforzi del generale von Bülow e di quelli dello stesso Wellington.[1]

Vista la posizione sfavorevole scelta dal suo avversario (il versante delle colline era troppo esposto al tiro della micidiale artiglieria francese), Napoleone decise, contrariamente a quanto aveva precedentemente pensato di fare, di attaccare i prussiani. Di fronte a questi Napoleone schierò poco meno di 70.000 uomini e 210 pezzi d'artiglieria. All'ala destra dello schieramento francese stava la cavalleria dei generali Pajol ed Exelmann dell'armata del Maresciallo dell'Impero Grouchy, il centro e l'ala sinistra erano costituiti dalle truppe dei generali Vandamme e Gérard che dovevano sostenere l'attacco iniziale. La Guardia imperiale ai diretti comandi di Napoleone sarebbe intervenuta per il colpo finale.

La battaglia iniziò dopo le ore 14 del 16 giugno, non avendo potuto i francesi completare prima lo schieramento (questo ritardo pesò sul risultato della battaglia, che si protrasse fino a tarda sera). Mentre la cavalleria francese impegnava con successo l'ala sinistra dello schieramento prussiano, la fanteria di Blücher fu sottoposta a un micidiale bombardamento da parte dell'artiglieria francese, cui fece seguito l'assalto dei francesi.

La battaglia fu cruenta e i francesi dovettero lanciare tre attacchi sulla linea dei villaggi occupati dai prussiani prima di averne ragione. Napoleone inviò un messaggio al Maresciallo Ney affinché intervenisse colpendo l'armata di Blücher alle spalle, ma ciò non fu possibile poiché Ney era già impegnato presso il villaggio di Quatre Bras contro le truppe inglesi.

Quattro ore dopo Napoleone stava per far intervenire la sua Guardia a colpire definitivamente i tenaci prussiani quando un falso allarme (movimenti sospetti di truppe nemiche in arrivo, rivelatesi poi in realtà le avanguardie del I Corpo d'armata del generale D'Erlon) fece sospendere l'attacco per circa un'ora, dopo di che la Guardia Imperiale entrò in azione sconvolgendo il fronte avversario e sancendo definitivamente la vittoria francese.

Approfittando delle tenebre, dopo aver tentato un ultimo, disperato assalto di cavalleria da lui personalmente e con gran rischio guidata[2], Blücher diede l'ordine della ritirata che avvenne rapidamente favorita dalle sopraggiunte tenebre, le quali impedirono ai francesi di cogliere appieno i frutti della vittoria con l'inseguimento e l'annientamento del nemico che aveva lasciato sul campo 16.000 uomini ed altri 10.000 dispersi, oltre a qualche decina di cannoni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Wellington, venuto nel primo pomeriggio a conferire con Blücher a Ligny, aveva inutilmente tentato di dissuaderlo ad accettare la battaglia in quella posizione, notando come le truppe prussiane fossero troppo esposte al tiro francese, senza possibilità si contrattacco a causa della zona acquitrinosa, mentre i francesi avrebbero potuto attaccare approfittando degli effetti del bombardamento di artiglieria, attraverso i ponti sul Ligny. Pare che il comandante inglese rientrando al suo schieramento a Quatre Bras dopo il colloquio con il Feldmaresciallo prussiano abbia detto al suo ufficiale di collegamento: "Se combattono qui le prenderanno sode". Wellington aveva anche promesso un suo intervento di appoggio, a condizione che le sue truppe non fossero nel frattempo state impegnate dai francesi, il che invece avvenne con l'intervento del maresciallo Ney
  2. ^ Egli rischiò infatti di essere preso prigioniero dai francesi: il suo cavallo, colpito a morte, lo travolse nella caduta impedendogli poi di svincolarsi. Solo le tenebre e la coraggiosa costanza di un attendente che gli stette vicino mentre la cavalleria francese gli passava sopra, gli consentirono di salvarsi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 1998, ISBN 88-17-11577-0