Bad bank

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Una bad bank (letteralmente banca cattiva) è una società costituita allo scopo di ricevere crediti anomali.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Le bad banks vengono create ad hoc dagli istituti bancari in difficoltà che non riescono a smaltire grandi quantità di titoli tossici. Con questo strumento le banche si sdoppiano e cedono parte del proprio portafoglio ai nuovi veicoli societari che aiutano gli istituti di credito a depurarsi dalle perdite derivanti da crediti anomali, tossici e difficilmente esigibili.[1]

La bad bank gestisce i crediti anomali ricevuti, correndo tutti i rischi che ne conseguono e godendo, pertanto, degli eventuali rendimenti. Essendo poco sicura la loro realizzazione, i rendimenti risultano potenzialmente più alti.

Bad banks in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il primo caso nazionale di "banca cattiva" ha riguardato il Banco di Napoli a cavallo degli anni duemila. Dopo l'acquisizione dell'istituto partenopeo da parte di Sanpaolo IMI, infatti, il gruppo bancario torinese si servì della Società Gestione Attività per recuperare i crediti in sofferenza, riuscendo a far rientrare circa il 94% delle esposizioni che avevano decretato la fine di uno dei più antichi e prestigiosi istituti di credito italiani.[1][2]

Bad banks nel mondo[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni novanta, nel pieno della crisi finanziaria, in Svezia fu creata una delle prime bad banks della storia: la Securum.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bad bank - Borsa Italiana
  2. ^ Mariarosaria Marchesano, Com'era buona quella bad bank in Corriere della Sera, 22 maggio 2009, p. 24. URL consultato il 04-05-2013.