Aratea di Leida

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La rappresentazione della costellazione del Centauro del codice Aratea

Il manoscritto miniato di Aratea di Leida (classificazione scientifica Voss. lat. Q 79) è un codice miniato carolingio contenente i capitoli di astronomia del Phenomena di Arato tradotta da Germanico in latino. Il manoscritto fu redatto attorno all'anno 825 in Lotaringia per il re di Francia Luigi I.

Il codice è composto da 99 fogli di pergamena di 225 per 200 mm. Le 35 miniature a tutta pagina che compongono questa opera sono di una importanza cruciale per la comprensione delle conoscenze astronomiche dell'alto Medioevo. Il sistema planetario viene rappresentato nella concezione tolemaica della volta celeste. Al centro vi si trova la terra mentre nel cerchio più esterno vi si trovano le stelle fisse. Le descrizioni delle orbite sono in versi tratti da Naturalis Historia di Gaio Plinio Secondo. Particolare è la descrizione delle orbite di Mercurio e di Venere che girano eccezionalmente per le concezioni astronomiche del tempo attorno al Sole, concetto già utilizzato da Marziano Capella. Il calcolo della proiezione della volta celeste rappresentata fa risalire la data di quel cielo al 28 marzo del 579.

Nell'abbazia di San Bertino a Saint-Omer vennero fatte due copie. Nel 1573 Jacob Susius entra in possesso di uno di questi testi, testo che poi fu posseduto da Ugo Grozio e in seguito dalla regina Cristina di Svezia e da Isaac Vossius che la dona nel 1690 alla biblioteca dell'Università di Leida dove si trova tuttora con la classificazione Voss. lat. Q 79.

Miniature[modifica | modifica wikitesto]

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