Alumbrados

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Gli alumbrados (in italiano "illuminati") furono un movimento religioso spagnolo del XVI secolo nella forma di setta mistica.

Nonostante la mancanza di un'organizzazione e la loro esistenza pacifica, la setta fu perseguitata per eresia e messa in relazione con il protestantesimo da parte dell'Inquisizione spagnola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sebbene lo storico Marcelino Menéndez y Pelayo accertò l'utilizzo del termine il già nel 1492 (nel 1498 compare come aluminados) e lo facesse derivare dalle tesi gnostiche pervenute in Spagna attraverso influenze italiane,[1] il movimento ebbe origine in piccole città del centro della Castiglia nel 1511, sebbene acquisisse uno stato (carta de naturaleza) solo a partire dall'editto di Toledo del 1525.

Il movimento fu condannato dall'inquisizione spagnola nel 1525. Molti seguaci vennero perseguitati in quanto Conversos (giudei convertiti al cristianesimo) o Moriscos (Mori convertiti), altri vennero incarcerati e/o condannati a morte.

Il pensiero e l'ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento aveva radici arabe e giudaiche e si ispirava al quietismo mistico, professava il rifugiarsi in sé stessi, a colloquio con la propria anima, in contatto diretto con Dio attraverso lo Spirito Santo mediante visioni e esperienze mistiche. Il fedele in tal modo era portato alla purificazione dell'anima fino al dejamento, all’abbandonarsi all’amore e al volere di Dio, il quale salva, nella sua assoluta libertà di giustificazione, senza mediazioni di gerarchie ecclesiastiche.[2][3] Professava un rinnovamento spirituale della Chiesa, ma non fu mai apertamente avverso all'organizzazione ecclesiastica.[2]

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Tra i primi animatori vi fu una donna di modeste origini María de Santo Domingo, nata a Salamanca, nota come la Beata de Piedrahita. Ricaviamo la notizia dall'Inquisizione spagnola nel 1511, che riporta come tenesse colloqui con Gesù e la Vergine Maria. Tra le personalità piu importanti ricordiamo: Isabella de la Cruz di Guadalajara, Francisca Hernandez di Salamanca, Maria de Cazalla di Pastrana, e con due frati: Juan de Olmillo e Francisco de Ocaña.

Alcuni mistici come Santa Teresa d'Avila furono inizialmente sospettati di far parte degli alumbrados. Anche Ignazio di Loyola, mentre studiava a Salamanca nel 1527, venne condotto presso una commissione ecclesiastica e accusato di simpatia verso gli alumbrados.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marcelino Menéndez y Pelayo, Historia de los heterodoxos españoles, Madrid, 1880, II, 521–585; III, 403–408.
  2. ^ a b E. Cione, Juan de Valdés. La sua vita e il suo pensiero, Bari 1938, p. 11.
  3. ^ J. Heep, Juan de Valdés, seine Religion, sein Werden, seine Bedeutung, Leipzig 1909, p. 28.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • López de Rojas, Gabriel. Sectas y órdenes, Martínez Roca, (2007) ISBN 9788427034051
  • Edmondo Cione, Juan de Valdés. La sua vita e il suo pensiero, Bari 1938
  • M. Bataillon, Introduzione in "Juan de Valdés, Diàlogo de Doctrina Cristiana, Coimbra 1925
  • E. De Moreau, P. Jourda, P. Janelle, "Il Luteranesimo fuori della Germania" in Storia della Chiesa, a cura di V. Fliche-A. Martin, vol. XVI, Torino 1976