Alumbrados

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Gli Alumbrados ("illuminati") furono un movimento religioso spagnolo del XVI secolo nella forma di setta mistica. Nonostante la mancanza di un'organizzazione e la loro esistenza pacifica, la setta fu perseguitata per eresia e messa in relazione con il protestantesimo da parte dell'Inquisizione spagnola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento e il pensiero degli "Alumbrados", come notava Edmondo Cione, aveva radici arabe e giudaiche e si ispirava al quietismo mistico, professava il rifugiarsi in sé stessi, a colloquio con la propria anima, in contatto diretto con Dio attraverso lo Spirito Santo mediante visioni e esperienze mistiche. Il fedele in tal modo era portato alla purificazione dell'anima fino al dejamento, all’abbandonarsi all’amore e al volere di Dio, il quale salva, nella sua assoluta libertà di giustificazione, senza mediazioni di gerarchie ecclesiastiche.[1][2]

Tale movimento professava un rinnovamento spirituale della Chiesa, ma non fu mai apertamente avverso all'organizzazione ecclesiastica.[1]

Lo storico Marcelino Menéndez y Pelayo ha ritrovato il nome già nel 1492 (nel 1498 compare come aluminados) e lo fa derivare dalle tesi gnostiche pervenute in Spagna attraverso influenze italiane.[3] Ebbe origine in piccole città del centro della Castiglia nel 1511, sebbene acquisisse uno stato (carta de naturaleza) solo a partire dall'editto di Toledo del 1525.

Tra i primi animatori vi fu una donna di modeste origini María de Santo Domingo, nata a Salamanca, nota come la Beata de Piedrahita. Ricaviamo la notizia dall'Inquisizione spagnola nel 1511, che riporta come tenesse colloqui con Gesù e la Vergine Maria.

Il movimento raggiunse una forma più audace con tre ispirate: Isabella de la Cruz di Guadalajara, Francisca Hernandez di Salamanca, Maria de Cazalla di Pastrana, e con due frati: Juan de Olmillo e Francisco de Ocaña.

Nonostante tutto, il movimento fu condannato dall'Inquisizione spagnola nel 1525.

Alcuni mistici come Santa Teresa d'Avila furono inizialmente sospettati di far parte degli alumbrados. Anche Ignazio di Loyola, mentre studiava a Salamanca nel 1527, venne condotto presso una commissione ecclesiastica e accusato di simpatia verso gli alumbrados.

Molti alumbrados vennero perseguitati in quanto Conversos (giudei convertiti al Cristianesimo) o Moriscos (Mori convertiti). Altri non furono così fortunati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b E. Cione, Juan de Valdés. La sua vita e il suo pensiero, Bari 1938, p. 11.
  2. ^ J. Heep, Juan de Valdés, seine Religion, sein Werden, seine Bedeutung, Leipzig 1909, p. 28.
  3. ^ Marcelino Menéndez y Pelayo, Historia de los heterodoxos españoles, Madrid, 1880, II, 521–585; III, 403–408.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • López de Rojas, Gabriel. Sectas y órdenes, Martínez Roca, (2007) ISBN 9788427034051
  • Edmondo Cione, Juan de Valdés. La sua vita e il suo pensiero, Bari 1938
  • M. Bataillon, Introduzione in "Juan de Valdés, Diàlogo de Doctrina Cristiana, Coimbra 1925
  • E. De Moreau, P. Jourda, P. Janelle, "Il Luteranesimo fuori della Germania" in Storia della Chiesa, a cura di V. Fliche-A. Martin, vol. XVI, Torino 1976