Accensi

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Accensi
Descrizione generale
Attiva VI - fine II secolo a.C.
Nazione Antica Roma
Guarnigione/QG accampamento romano

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Gli accensi erano dei soldati romani dell'età regia di Roma. Essi facevano parte della quarta classe, che era composta da altre 20 centurie di fanteria leggera ed un reddito tra i 50.000 ed i 25.000 assi: 10 seniores e 10 iuniores. Erano disposti dietro la terza classe e costituivano l'ultima fila. Come difesa avevano solo lo scudo oblungo; Come armi ci sono due descrizioni: la prima afferma che erano armati solo di lancia e giavellotto,[1] la seconda parla di spade e lance.[2] A questa erano affiancati due centurie di suonatori di tromba e suonatori di corno o altri strumenti (questo squadrone era chiamato accensi[1]) che avevano il compito di esortare l'esercito alla battaglia[2][3] (secondo altre fonti le due centurie dei suonatori erano nella quinta classe[1]).

Nel IV secolo, durante la guerra latina, assieme ai triarii, erano disposti anche i rorarii e gli accensi: i primi erano truppe giovani ed inesperte, mal equipaggiate anche perché non potevano permettersi armamenti di buona qualità, ed erano impiegati più che altro come riserve con cui riempire eventuali vuoti sul campo di battaglia; gli accensi erano ancora più poveri e solitamente, se combattevano, fungevano da supporto con fionde e sassi, ma spesso erano impiegati più che altro come legati e portamessaggi fra gli ufficiali. Questi ultimi due ordini rappresentavano un retaggio della quarta e della quinta fila dell'ormai scomparsa falange oplitica. Triarii, rorarii ed accensi erano articolati in 3 manipoli di 180 uomini l'uno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Livio, Ab urbe condita libri I, 43, 1-7.
  2. ^ a b Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 17, 1-4
  3. ^ Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 18, 1-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • G. Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I - Dalle origini alla fine della repubblica, Rimini 2007

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