Rorarii

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Rorarii
La terza linea della legione manipolare liviana al tempo della guerra latina (340-338 a.C.) era formata da Triarii, Rorarii e Accensi.
La terza linea della legione manipolare liviana al tempo della guerra latina (340-338 a.C.) era formata da Triarii, Rorarii e Accensi.
Descrizione generale
Attiva IV - fine II secolo a.C.
Nazione Repubblica romana
Tipo fanteria
Dimensione 600 fanti per legione
Guarnigione/QG accampamento romano
Equipaggiamento spada, hasta, scudo ovale ed elmo
Patrono Marte dio della guerra
Comandanti
Comandante attuale Centurione
Simboli
Senatus popolusque romanus e
l'Aquila legionaria
Vexilloid of the Roman Empire.svg

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Voci su unità militari presenti su Wikipedia

I rorarii erano dei soldati romani, che nella legione manipolare, erano situati dietro i triarii. Con la riforma di Gaio Mario questa classe venne eliminata. I rorarii ancora all'età di Plauto indicavano i soldati romani armati alla leggiera, sostituiti nel II secolo dal ruolo dei velites (veles-itis, da velox).[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Attorno alla metà del IV secolo a.C., durante la guerra latina, fu utilizzata, all'interno della legione, la formazione manipolare (dal latino manipulus). La legione era a sua volta divisa in tre differenti schiere:

  • la prima era costituita dagli Hastati ("il fiore dei giovani alle prime armi", come racconta Livio[2]) in formazione di quindici manipoli (di 60 fanti ciascuno[3]) oltre a 20 fanti armati alla leggera (dotati di lancia o giavellotti, non invece di scudo), chiamati leves.[4]
  • la seconda era formata da armati di età più matura, chiamati Principes.[2]

Queste prime due schiere (formate da 30 manipoli) erano chiamate antepilani.[5]

  • la terza era formata da altri quindici "ordini", formati ciascuno da 3 manipoli (il primo di Triarii, il secondo di Rorarii e il terzo, di Accensi) di 60 armati ognuno.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Plinio Fraccaro, Veliti da Enciclopedia Italiana (1937), Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
  2. ^ a b Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 6.
  3. ^ P. Connolly, Greece and Rome at war, pp.126-128.
  4. ^ Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 5.
  5. ^ a b Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 7.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • G. Cascarino, L'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I - Dalle origini alla fine della repubblica, Rimini 2007.
  • P. Connolly, L'esercito romano, Milano 1976.
  • P. Connolly, Greece and Rome at war, Londra 1998. ISBN 1-85367-303-X